Coronavirus – Mascherina: si può rifiutarne l’utilizzo?

Coronavirus – Mascherina: si può rifiutarne l’utilizzo?

Di Sergio Ragaini

In questi ultimi giorni torna di moda l’argomento: infatti, alcuni sindaci la stanno di nuovo imponendo all’aperto. Sio tratta sempre di lei, la mascherina, quella che secondo Diego Fusaro è la “nuova religione” contemporanea. Tuttavia, è legittimo imporne l’uso, soprattutto all’aperto? L’Avvocato Carlo Prisco, in una sua intervista, ne parla in maniera dettagliata, mostrando chiaramente come imporre questo “Trattamento Sanitario” (perché, come vedremo, di questo si tratta) va contro la Costituzione. Come tale, non può essere imposto da ordinanze amministrative, che ne sono ben al di sotto. Le relative sanzioni, di conseguenza, non hanno valore, e possono facilmente essere respinte, come vedremo, già nel momento in cui vengono elevate.

Sul tema delle sanzioni COVID-19 avevo già discusso in un precedente articolo, che potete trovare a questo link.

Nell’articolo ricordavo che una sanzione può essere illegittima per due motivi: il primo, quello più evidente, è l’errata applicazione di una sanzione. Ad esempio, se una persona parcheggia esponendo regolare contrassegno di avvenuto pagamento di una sosta, e viene multata.

Questa è un’applicazione scorretta.

Tuttavia, indicavo anche un altro caso in cui una sanzione può essere scorretta: questo accade quando la norma in base alla quale la sanzione è stata elevata è illegittima. In quel caso, la sanzione, una volta dimostrata l’illegittimità della norma, decade, e non ha più ragione d’essere.

Sentenze quali quelle di Frosinone, di cui avevo parlato in questo articolo, sono decisamente emblematiche, e mostrano che, effettivamente, tutto l’impalcato su cui è stato costruito il “regime sanzionatorio” dei mesi scorsi è un semplice castello di carte.

Ora il problema, comunque, si ripresenta appieno: infatti, come ben sappiamo, è ancora in vigore l’obbligo di mascherina nei locali al chiuso. Un obbligo che, anche se sgradevole, può essere tutto sommato tollerato: in fondo si tratta di pochi minuti.

Ovviamente, è inaccettabile la richiesta, quando ci si reca al cinema, di indossarla per tutta la durata dello spettacolo. Ma questo è un altro discorso.

Comunque, sta avvenendo ora una cosa sicuramente grave: in alcuni Comuni italiani, di cui il primo, in ordine di tempo, è stato Marino (Roma), e dove l’ultimo è Volterra (Pisa), sta tornando l’obbligo di mascherina all’aperto. Come già fatto notare, in uno Stato di Emergenza le singole autorità locali hanno il potere di emettere ordinanze in via anche solo “precauzionale”, senza dovere dare una chiara motivazione (cosa che, in condizioni normali, dovrebbe invece avvenire). E così hanno fatto: in alcuni comuni, come detto, è stato reintrodotto questo obbligo, davvero assurdo.

Qui arriviamo, ovviamente, all’inaccettabile: infatti, se una mascherina può essere, tutto sommato, tollerata in uno spazio chiuso, e per un tempo limitato, soprattutto in assenza di grandi movimenti, questo non si può dire in uno spazio aperto dove i movimenti sono maggiori, e dove, come ben si sa, indossare una mascherina può davvero essere dannoso. Soprattutto in una stagione, come quella attuale, nella quale le temperature possono essere davvero elevate!

Preservare la propria salute è fondamentale: per questo motivo, credo che rifiutarla sia necessario: la salute prima di tutto, e una cosa che la danneggia non può essere imposta per legge.

Tuttavia, la paura di molti era appunto la fatidica “multa”, che va dai 280 ai 400 euro (quindi una cifra direi molto elevata!): ricordo quando giravo per le strade del paese dove vivo la gente spaventata in tal senso. Ad esempio, una signora anziana,  era sempre guardinga, con la mascherina abbassata pronta ad essere rialzata al passaggio della Polizia Municipale. Anche a me avevano detto che mi avrebbero mutato, in caso mi avessero visto. Ovviamente, io la mascherina, quando non prevedevo di entrare in uno spazio chiuso, nemmeno la portavo con me: avere il coraggio delle proprie azioni è fondamentale. E devo dire che nessuno mi ha mai detto nulla: forse la chiave è proprio avere il coraggio delle proprie azioni, e avere il coraggio di affermare che un qualcosa è assurdo. Senza temerne le conseguenze. Questo, però, è un altro discorso.

Come già scrivevo nel mio citato articolo, però, tutte le sanzioni COVID-19 non hanno effettivamente senso. E nemmeno questa lo ha. Infatti, viola la Costituzione in più punti.

Parlavo di queste violazioni costituzionali già nel mio secondo articolo scritto per questo giornale, ormai mesi fa, in pieno lockdown. All’interno di questo facevo notare come i Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (i “famigerati” DPCM), che, come diceva Diego Fusaro sono quanto di più lontano ci possa essere dalla Democrazia, fanno parte dei cosiddetti “ordinamenti amministrativi”: sono quindi al livello più basso dell’Ordinamento Giuridico Italiano. Per questo fatto non possono interagire sulle leggi, e meno ancora sulla Costituzione, che rappresenta il livello più alto dello stesso Ordinamento. In termini tecnici, si dice che “non possono agire in deroga sulle leggi e sulla Costituzione”.

Nel caso della mascherina obbligatoria, avviene lo stesso.

A questo proposito, su indicazione di una mia amica (ex ispettore di Polizia), il giorno 20 maggio avevo inviato una raccomandata al mio Presidente di Regione, indicando i motivi per i quali non avrei più utilizzato la mascherina all’aperto, in un periodo in cui l’utilizzo all’aperto era obbligatorio (in Lombardia l’obbligo è rimasto in vigore sino al 14 luglio). La lettera, da lei preparata, conteneva gli elementi per cui l’imposizione della mascherina è illegittima e, come vedremo, addirittura illegale. E questo ci permette non solo di evitare le sanzioni, ma addirittura di perseguire chi dovesse elevarcele, perché sta commettendo non solo un abuso, ma anche un’azione contraria alle vigenti leggi.

Andiamo però per gradi: di questo tema parlava l’Avvocato Carlo Prisco in una sua recente intervista.

In parte, questo argomento era già stato affrontato dal Dottor Luca Speciani durante la manifestazione tenutasi a Milano il 25 luglio, avente come tema la Scuola. Durante questa manifestazione il dottore aveva ricordato quello che l’avvocato Prisco ha ribadito nella sua intervista: la mascherina è un trattamento sanitario.

Infatti, per legge, è trattamento sanitario tutto ciò che modifica la normale funzionalità dell’organismo, e i suoi processi. E la mascherina, come ben si sa, fa appunto questo, perché modifica l’atto fisiologico della respirazione. Trattenendo, tra l’altro, anidride carbonica.

Di conseguenza, la mascherina, a tutti gli effetti, è un Trattamento Sanitario. Obbligarne l’uso, di conseguenza, è un Trattamento Sanitario Obbligatorio, quindi un TSO.

Vediamo, allora, cosa dice la Costituzione Italiana in merito. Questa, all’Articolo 32, sancisce che:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.”.

Credo che questo articolo parli molto chiaro: nessuno può obbligare nessuno ad un determinato trattamento sanitario, se non per disposizione di legge. Proprio per questo “interesse fondamentale per la salute”, che nella Repubblica Italiana non è solo un bene individuale, ma collettivo (vale a dire, se una persona sta bene, tutti ne giovano), afferma che a nessuno può essere imposto un Trattamento sanitario, a meno che non ci sia una sentenza specifica che in qualche modo lo imponga.

Questo già dice chiaramente che nessuno può imporre un qualcosa che modifica la funzione fisiologica della persona, se non interviene una ben precisa disposizione di Legge.

Tuttavia, questo deve avvenire per casi gravi e comprovati., Anche se ci siamo, in questo periodo, abituati agli abusi: il caso di Dario Musso, fratello dell’Avvocato Lillo Musso,sottoposto a Trattamento Sanitario Obbligatorio per il solo fatto di essere passato per le vie del paese con un megafono, dicendo che non esiste alcuna pandemia, ne è un chiaro esempio.

In ogni caso, un TSO deve essere un provvedimento “individuale”, vale a dire dato ad un singolo individuo, e non “collettivo”, vale a dire assegnato ad un gruppo di persone, o, ancor di più, a tutta la popolazione: sarebbe impossibile!

In più, credo che qui il discorso sia ancora più chiaro: un DPCM, così come facevo notare nel mio articolo, fa parte degli “ordinamenti giuridici minori”, essendo solo un decreto amministrativo. Di conseguenza, non può sicuramente imporre qualcosa che va a violare la Costituzione.

Tuttavia, non è finita lì: come dicevo, imporre la mascherina non è solo illegittimo, ma addirittura illegale. Quindi, chi lo fa, sta violando le leggi vigenti.

Infatti, all’Articolo 85 del testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS) si legge chiaramente che:

E’ vietato comparire mascherati in luogo pubblico”.

Direi che questa legge è estremamente chiara, e fa capire come imporre la mascherina non sia possibile: infatti, impedisce al volto di risultare visibile.
Possiamo però andare ancora  oltre: l’Articolo 10 della Costituzione afferma che:

L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.”.

Quindi, occorre anche andare a considerare le convenzioni di Diritto Internazionale, a cui l’Italia ha aderito. Andiamo a vedere, a tal proposito, cosa afferma la Convenzione di Oviedo, sottoscritta anche dall’Italia, e stipulata nel 2000. In materia di Trattamenti Sanitari vi si legge che:
Un trattamento sanitario può essere praticato solo se la persona interessata abbia prestato il proprio consenso libero e informato”.

Credo che, a questo punto, non sussistano più altri dubbi: imporre la mascherina viola davvero molte leggi ben superiori, in ordine gerarchico, ai DPCM.

Allora, cosa fare in caso ci venga elevata una sanzione? Come già ricordavo nel mio articolo, non firmare i verbali è già un  buon passo: visto quanto ho scritto, impugnare queste sanzioni, nel caso arrivino a casa (come ricordavo, è possibile che non vi arrivino mai!), sarà comunque semplice.

Tuttavia, l’Avvocato Prisco suggerisce di andare ancora oltre: val a dire, far sì che nemmeno il verbale possa essere elevato.

Infatti, elemento fondamentale del verbale, come ricordava anche l’Avvocato Edoardo Polacco,  sono le dichiarazioni che la persona a cui il verbale viene elevato può fare. Queste possono, eventualmente, già gettare le basi per un ricorso.

In questo caso, l’avvocato Prisco dice chiaramente che “la miglior difesa è l’attacco”. Questo non vuol dire essere indisponenti, andando così incontro al rischio di reato di “Oltraggio a Pubblico Ufficiale” (articolo 341 bis Codice Penale): vuol dire semplicemente essere fermi nelle proprie ragioni. Quindi, non avrebbe senso giustificarsi per quello che si sta facendo, con scuse del tipo: “l’ho abbassata solo un momento” o simili: abbiamo ragione noi, e quindi non dobbiamo cercare scusanti.

Tornando alle dichiarazioni, l’Avvocato Prisco suggerisce di inserire, nel verbale, che il Pubblico Ufficiale che ci sta elevando la contravvenzione, e del quale indicheremo il nome, è a conoscenza di quello che dice la Costituzione, e del fatto che il DPCM che impone la mascherina è di livello inferiore. E che, ciononostante , decide di elevare la sanzione, assumendosi le piene responsabilità del suo atto. Nell’intervista citata, di cui inserirò il link alla fine dell’articolo, è proposto un Facsimile di dichiarazione, che ognuno, ovviamente, potrà personalizzare.

Credo che,m a questo punto, nessuno avrebbe il coraggio di firmare quel verbale!

Nel caso venisse rifiutata quella dichiarazione, si tornerebbe al rifiuto del verbale, di cui parlavo nel mio articolo. E si dichiarerà comunque che è illegittimo. La dichiarazione in questione sarà utilizzata, nel caso la sanzione dovesse giungere a casa, per il successivo ricorso.

Come avete visto, si tratta solo di far valere le proprie ragioni. Questo attuale Regime, che non credo si possa più chiamare Governo, sta calpestando in ogni momento i diritti dei cittadini, in nome di un’emergenza che, a questo punto, è un vero atto eversivo.

Tuttavia, basta accortezza, fermezza e gentilezza per far valere i nostri diritti. Che, come ribadito, nessuno può calpestare, perché la Costituzione li sancisce. E, sicuramente, nessun Decreto Amministrativo li può cancellare. Come sempre, la conoscenza è l’arma migliore!

Riferimenti:

L’’intervista all’Avvocato Prisco, rilasciata per“Oltre Tv”, si trova all’indirizzo:

Sulla pericolosità della mascherina, in particolare quando si fa attività sportiva, si può andare all’indirizzo:
https://www.open.online/2020/04/28/coronavirus-occhio-alle-mascherine-perche-rischiate-lalcalosi-e-lo-svenimento-il-post-social-che-disinforma/

Sulla pericolosità delle mascherine parla anche il Dottor. Stefano Montanari all’indirizzo:

E “olte.tv” , sempre lasciandfo la parola al Nanopatologo Stefano Montanari, all’indirizzo:

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