Rubrica a cura del dottor Claudio Rao
Ci siamo mai chiesti di quanti giorni di vacanza abbiamo veramente bisogno per ricaricare le batterie?
Le ferie ci consentono di staccare dal lavoro, di rilassarci e di ricaricarci di energie. Ma dopo quanto tempo si riesce a trarne il beneficio? Qual è la durata ideale di una vacanza? È meglio optare per un lungo periodo o per più assenze di breve durata?
I mesi di luglio e agosto, rappresentano per gli italiani il fatidico momento delle vacanze: le ferie, la tanto attesa pausa estiva. In particolare per i giovani e i giovanissimi che godono del periodo più generoso.
Ma le ferire sono uno stato relativo. Già Shakespeare affermava «Se trascorressimo l’intero anno in vacanza, divertirsi sarebbe faticoso quanto lavorare». C’è un tempo per riposarsi e un tempo per lavorare.
Allora, dopo quanto tempo il corpo e la mente sono in grado di staccare davvero dal lavoro?
Secondo uno studio condotto nel 2012 da ricercatori olandesi dell’Università di Nimega, che ho scoperto sul Journal of Happiness Studies¹, il picco di benessere individuale durante le vacanze si raggiunge in media dall’ottavo giorno.
La francese Bénédicte Pichard, psicologa del lavoro, precisa che – al di là dell’aspetto quantitativo – è soprattutto la “qualità” delle nostre vacanze che conta.
Secondo gli studiosi, dopo il picco dell’ottavo giorno, la felicità dei vacanzieri svanisce gradualmente. Dopo l’undicesimo giorno, il piacere tende addirittura a svanire per lasciare spazio a una forma di stanchezza, se non addirittura di noia. Anche se molto dipenderà dal modo in cui si trascorrono le vacanze e dai mezzi finanziari che abbiamo per sostanziarle.
Un altro studio (quarantennale), condotto alla Università finlandese di Helsinki, presentato al Congresso europeo di cardiologia a Monaco di Baviera, avrebbe stabilito che il periodo ideale di cui abbiamo bisogno per staccare è di tre settimane all’anno. La ricerca ha rilevato che coloro che facevano vacanze più brevi finivano per lavorare di più e dormire di meno rispetto a chi prendeva vacanze più lunghe.
Bénédicte Pichard è del parere che la durata ideale di una vacanza sia quella che ci permette di poter staccare davvero dal lavoro. Non importa se si tratta di un break fisico o mentale, l’essenziale per lei è concedersi di vivere qualcosa di diverso e riposare la mente. Contrariamente ai nostri smartphone, insomma, sarebbe necessario staccare la spina per ricaricarsi! In quest’ottica, il recupero avrebbe quindi la precedenza sulla durata.
Ma attenzione «Le attività psichiche hanno un ruolo enorme. Trascorrere le vacanze sul proprio smartphone, guardando i social network o Netflix, sono attività che hanno un costo psichico. È bene fare attività che, in definitiva, consentono di riposarsi e staccare la spina».
Partire può aiutare a prendere le distanze dal proprio lavoro. Tuttavia, anche se rimaniamo a casa per le vacanze, la psicologa ci invita a prendere coscienza dei comportamenti che ci legano al lavoro.
«Per riposarsi davvero durante le vacanze, è indispensabile mettere in atto delle misure per non essere indispensabili al lavoro», insiste Bénédicte Pichard. Dunque, evitiamo accuratamente di controllare le e-mail, inviare messaggi di lavoro e pianificare l’agenda per il ritorno.
Infine, numerosi studi sull’argomento suggeriscono di non prendere tutte le ferie in una sola volta, ma di distribuirle durante l’anno. Meglio piccole vacanze rilassanti che lunghe vacanze inefficaci, insomma. Questo il segreto per ritrovare il famoso benessere dell’ottavo giorno.
Le vacanze riducono lo stress e migliorano la salute mentale, fisica e psicologica. Ci permettono di evadere dalla routine quotidiana e di scoprire cose nuove. Tuttavia, accumulare intere settimane di ferie può essere controproducente.
Secondo la nostra psicologa del lavoro «Ci sono persone che resistono fino a quando finalmente arrivano le vacanze. Ma in realtà forse non è così riposante».
Suddividere le ferie evita di accumulare la stanchezza durante tutto l’anno. Una stanchezza che finirebbe per essere troppo grande per venire compensata in una volta sola. Naturalmente questo dipende molto dal rapporto con il proprio lavoro, dalle difficoltà incontrate nella propria vita professionale, etc.
Inoltre, precisa Timo Strandberg, docente all’università di Helsinki: « Non basta uno stile di vita sano per compensare il lavoro troppo duro e la mancanza di vacanze. Le vacanze sono un buon modo per alleviare lo stress, ridurre il rischio cardiovascolare e prolungare l’aspettativa di vita».
Indipendentemente dal numero di giorni di ferie effettuati, ricordiamoci che sarebbe meglio preparare il nostro ritorno dalle vacanze e riprendere in modo graduale, per consentirci di riadattarci in maniera ottimale agli orari di lavoro e ritrovare un certo ritmo. Infatti, conclude Bénédicte Pichard: «Una volta ripreso il lavoro, è necessario un periodo di adattamento più o meno lungo a seconda della professione per ritrovare i propri riflessi e i propri punti di riferimento».
¹ Il Journal of Happiness Studies, sito internazionale peer-reviewed, si dedica ai progressi teorici e applicati in tutte le aree della ricerca sul benessere.

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