Cancellare la realtà e creare eserciti di scimuniti: un passo avanti verso la disumanizzazione

Cancellare la realtà e creare eserciti di scimuniti: un passo avanti verso la disumanizzazione

Editoriale del direttore responsabile Emilia Urso Anfuso

Un ruolo sopra tutti è particolarmente difficile in una nazione come l’Italia: quello di chi prevede ciò che avverrrà nel futuro a breve e medio termine. Non sto parlando di veggenza quanto di analisi dei fatti, che porta a poter confermare con una certa sicurezza che certe cose avverranno e in una determinata maniera.

Porterò un esempio concreto e che riguarda me. Come molti lettori sanno, da diversi anni realizzo inchieste su vari temi e ne ho realizzate diverse sulla sanità, sulle case farmaceutiche e sulla riforma Lorenzin.

Su quest’ultimo tema ho anche scritto un libro-inchiesta che fu pubblicato nel 2017: ecco la copertina e il link alla pagina di Amazon su cui è in vendita (Devo imparare anche io, come fanno tutti, ad auto-promuovere il mio lavoro…)

Il volume è in vendita su Amazon in formato cartaceo ed e-book accedendo da questo link: https://www.amazon.it/Vaccini-sei-informato-puoi-scegliere/dp/1521585318

Tra i tanti libri che ho scritto e che sono stati pubblicati, questo è il meno venduto.

Il motivo? Semplice: è un libro-inchiesta. Contiene prove inoppugnabili su certi fatti realmente accaduti e all’italiano medio non devi scassare gli zebedei con queste cose.

Effettivamente all’estero sono più interessati a scoprire la verità e anche se non diventerò mai ricca grazie ai proventi dei miei libri, almeno in altre nazioni mi danno la soddisfazione di dimostrare interesse anche per questo tipo di fatiche che porto avanti da anni.

Analfabetismo funzionale: gradi di gravità

A partire dal periodo in cui lavorai alla mia inchiesta sull’H1N1, iniziai a ragionare su quanto stesse accadendo e compresi verso dove si stava andando a parare: la vaccinazione coatta e globale.

Tutto faceva percepire come i governi stessero testando sugli esseri umani gli effetti del far vivere nel quotidiano la percezione di una malattia a larga diffusione.

Ai tempi, se facevo osservare i “sintomi” di questo andazzo, mi sentivo rispondere da alcuni: “Ma noooo…ma ti paaaare…non accadrà maaaai una cosa simile. Non possono farlo”.

Sono abituata a ricevere risposte di questo genere da parte di chi non arriva nemmeno lontanamente a prendere atto della realtà che ci circonda. L’analfabetismo funzionale non corrisponde a una forma di ignoranza becera quanto a una incapacità a prendere atto della realtà. Nei casi più gravi, a questa condizione di dispercezione della realtà si aggiunge anche l’incapacità a comprendere il significato di ciò che si legge o ascolta.

In massima sintesi: chi è affetto da analfabetismo funzionale è una persona che per ignoranza, per paura o per incapacità, vive in una condizione di alienazione dalla realtà. Si chiude a riccio, non permette a niente e nessuno di penetrare il guscio durissimo all’interno del quale ha scelto di campare creando così un mondo fantastico, irreale, tale da indurre a ritenere che siano gli altri a mentire, ad avere idee bislacche, a raccontare fole.

Anche a causa di questo tipo di esseri umani così fragili, così spaventati e incapaci a vivere lucidamente la realtà che, ammettiamolo, può far paura, è stato possibile realizzare uno dei più grandi reati contro l’umanità: l’avvio dell’Era della mistificazione. O se si preferiscem, dell’Era delle Fake news che divengono Verità assoluta.

Le puntate della mia inchiesta sull’H1N1 sono pubblicate sulla precedente piattaforma della mia testata giornalistica, all’URL www.gliscomunicati.com e su siti di informazione online che hanno diivulgato a loro volta alcune puntate.

Qui una delle puntate che realizzai: era il 25 gennaio del 2010 e fu pubblicata su Agoravox Italia (testata su cui sono pubblicati centinaia di miei articoli): Scandalo internazionale. H1N1: il virus meno pandemico ha fatto guadagnare più denaro – https://www.agoravox.it/Scandalo-internazionale-H1N1-il.html

Fake news: un metodo per diffondere pazzia e ignoranza

L’avvento dei 5Stelle nel panorama politico nazionale e internazionale, ha corrisposto con l’introduzione delle fake news nel sistema di vita quotidiano.

I 5Stelle fecero apparire se stessi come i sostenitori della verità assoluta quando, nella realtà dei fatti, introdussero un sistema vero e proprio, che in capo a pochi anni avrebbe sortito effetti deleteri sull’esistenza umana.

Cosa è vero e cosa no?

Scompigliare il criterio di verità, realtà e irrealtà, fondere tutto insieme, non permettere di risalire ai fatti e giungere, addiritttura, a non credere a chi può verificare la vericidità di certe cose, è un reato di proporzioni gigantesche che non trova condanna. Come d’altronde molti altri gravi reati contro l’umanità.

Quello che segue è un articolo a conferma di quanto sto descrivendo: già nel 2017 si parlava di “Commissione di inchiesta sulle Fake news” e leggendo attentamente le motivazioni, le dichiarazioni propagandistiche del M5S in risposta a quelle del PD, si tocca con mano l’unica vera, reale intenzione: creare caos. Una confusione tale da non permettere al cittadino di media cultura e con mille cose da rincorrere ogni giorno, di comprendere gli accadimenti reali.

Link all’articolo: https://www.repubblica.it/politica/2017/11/27/news/m5s_contro_buzzfeed_e_new_york_times_l_inchiesta_sulle_fake_news_e_una_bufala_-182291682/

Chi ha la ferma convinzione che il sistema delle fake news sia involontario, che bastava non seguire le castronerie pubblicate sui social e fatte passare come verità assoluta perché divulgate dal cugino della sorella della zia della Sora Lella del piano di sopra, sbaglia.

Prima di tutto, come poteva l’essere umano medio avere gli strumenti atti a verificare le informazioni, le notizie diffuse via social? Chi fa il mio mestiere può avere in mano quegli strumenti e quella preparazione, quel tipo di competenza e non è detto che tutti i giornalisti siano in grado di verificare una notizia.

Secondo ma non meno importante punto: ogni cosa può essere usata per il bene o per il male dell’umanità. I social network possono essere condannati per concorso di colpa in un processo di sviluppo, di creazione di eserciti di scimuniti?

Evidentemente, si…

Social network e concorso di colpa

I social network sono uno strumento potentissimo. Possono contribuire a cambiare le sorti degli esseri umani, possono migliorare o peggiorare l’esistenza e la percezione dei fatti e se solo si fosse voluto, sarebbero stati sapientemente usati per il bene e non per generare problemi su problemi.

Un esempio pratico? Durante gli anni della pandemia i social network sono stati attrezzati con sistemi informatici in grado di gestire le persone, le loro scelte su cosa leggere e cosa no, cosa era possibile pubblicare e cosa fosse assolutamente vietato.

Se tutto questo può essere attivato per non permettere un dibattito aperto, democratico e corretto sul tema dei vaccini obbligatori, perché non si fa la stessa cosa per migliorare la cultura delle persone, la capacità critica e la moralità o il livello di civiltà delle persone?

Anche in questo caso la risposta è semplice: perché non è ciò che si vuole. Chi, non vuole che l’umanità migliori in tutti i sensi? Chi, da anni, gestisce le nostre esistenze scegliendo e decidendo ogni ambito dell’esistenza umana. Nessun complottismo, il WEF – il Forum Economico Mondiale per citare una delle tante realtà – non è una mia invenzione o un’opinione personale.

Chi non vuole prenderne atto ha un evidente problema di dispercezione della realtà o meglio, di analfabetismo funzionale. (N.B. Se mentre leggi queste parole la rabbia cresce dentro di te e la voglia di mandarmi a quel paese catalogandomi come “complottista” sale, sei affetto/a da questo problema ma non sei in grado di rendertene conto).

Il WEF, il Great Reset e altre storie vere da mistificare

Lo scorso Novembre fu pubblicato questo mio editoriale attraverso il quale affrontai nuovamente il tema del metodo delle Finestre di Overton:

Questo vero e proprio metodo, utilizzato da anni nel marketing come in politica, non è certo una mia opinione personale…

Milioni di persone, ogni giorno, cadono vittima di questo metodo scientifico che non permette loro di rendersi conto di far parte di un sistema. Siamo andati oltre i cani di Pavlov e la sperimentazione sui riflessi condizionati. Le Finestre di Overton sono roba per palati fini…

Anche il Great Reset viene maneggiato con cura dai divulgatori di mezzo mondo, in maniera da rappresentarlo, spesso, come una panzana, una delle tante fake news che circolano in rete. In Italia abbiamo noti conduttori televisivi che sono stati assunti proprio per dileggiare le realtà di questo genere.

E’ una fake news il Great Reset? No, ed ecco la mia risposta con prove inoppugnabili, pubblicata il 12 Gennaio del 2023: scrissi questo editoriale la sera dopo aver seguito una nota trasmissione televisiva all’interno della quale alla parola “Great reset” corrisposero sorrisetti di scherno, battutine e tutto l’armamentario:

Esiste una ragione unica al fatto che si sia voluto prendere per i fondelli buona parte degli esseri umani, non consentendo la comprensione della realtà e creando una sorta di Matrix all’interno del quale la gente non è più in grado di capire cosa sia reale e cosa no?

Non ritengo di poter dire che la ragione sia solo una, sta di fatto che è molto più facile gestire orde di scimuniti rispetto a eserciti di persone lucide e pensanti.

E’ il sistema basato sulla creazione del branco di pecore, bellezze…

La mia inchiesta sulla pandemia resterà la prima a essere stata realizzata

Desidero concludere il mio editoriale odierno con la menzione di un mio lavoro d’inchiesta: quello che ho realizzato sulla pandemia e sulla campagna vaccinale obbligatoria.

Lo faccio perché, a dirla tutta, sono stufa di veder assurgere agli onori della gloria giornalistica testate e autori che non realizzano i miei lavori, che non contribuiscono a diffondere sana e trasparente informazione ma che, alla fine, si beccano metodicamente gli applausi, il trionfo e pure le generose donazioni dei lettori.

Ognuno sceglie chi preferisce leggere e seguire, ci mancherebbe altro, però si sappia: la prima inchiesta INDIPENDENTE sulla pandemia l’ho realizzata io e desidero che finalmente un ampio pubblico ne prenda atto.

La prima puntata fu pubblicata il 20 Marzo del 2020 e per tre anni ho lavorato alacremente per far emergere le verità, quelle che sui giornali e via televisione venivano costantemente contrastate.

All’interno di ogni puntata – 50 circa in tutto – ho inserito ampia documentazione. Documenti ufficiali, dati ufficiali, nazionali e internazionali, dichiarazioni pubbliche in video, prove inoppugnabili. Ho analizzato per i lettori i troppi Dpcm varati in special modo nei primi due anni di pandemia, ho spiegato i contenuti, fatto emergere i difetti…

Si è trattato di un grande e coraggoso lavoro del tutto indipendente peraltro e per una volta, voglio comunicarlo anche a me stessa.

Nel mio settore professionale, ormai odiato dalla maggior parte delle persone (anche qui il M5S ha operato per il male, va detto) anche a causa del fatto che troppi colleghi hanno deciso di diventare opinionisti e non cronisti per la narrazione di ciò che accade, si deve – o si dovrebbe – tornare tutti all’origine della professione, che è rappresentata dalla tutela del lettore, nel senso che se si raccontano panzane o si sciorinano opinioni personali, non ci si può identificare nel ruolo, difficile, di giornalista.

Men che meno, giornalista d’inchiesta.

Cliccando sul seguente link si accede alle puntate della mia inchiesta sulla pandemia: https://www.gliscomunicati.it/sezione/le-inchieste/

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Gli Scomunicati è una testata giornalistica fondata nel 2006 dalla giornalista Emilia Urso Anfuso, totalmente autofinanziata. Non riceve proventi pubblici.

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