Ortigia Film Festival presenta il manifesto della XVI edizione

Ortigia Film Festival presenta il manifesto della XVI edizione

Di Lionella Bianca Fiorillo

A partire da un’opera dell’artista Alfredo Romano è stato realizzato il manifesto della XVI edizione di Ortigia Film Festival che si svolgerà a Siracusa dal 6 al 13 luglio 2024 e per la prima volta anche ad Avola, dal 31 luglio al 2 agosto. 

Così il festival cresce e si arricchisce di una duplice programmazione. Una decisione dettata dalla volontà che Ortigia Film Festival rivesta una funzione propulsiva sul territorio a livello culturale articolata in due momenti della stagione estiva in un’ottica di diffusione della 7a arte.

Il festival internazionale della città di Siracusa, per il settimo anno consecutivo, realizza il manifesto del festival a partire dall’opera di un artista promuovendone il lavoro nell’ambito dal progetto Off Sposa l’Arte.

Il progetto, lanciato nel 2018, in occasione del decennale di Ortigia Film Festival, nasce dalla volontà di coinvolgere le altre arti all’interno della kermesse cinematografica. Ogni anno il direttivo di Off sceglie un artista che realizza l’opera da cui viene sviluppato il Manifesto dell’edizione in corso.

Off sposa l’arte” è un progetto curato da Roberto Gallo. Ogni anno l’artista prescelto dona al festival l’originale della sua opera che sarà esposta per l’intera durata della manifestazione. Quest’anno sarà Untitled di Alfredo Romano, l’opera che ispira il manifesto della XVI edizione di Ortigia Film Festival.

Alfredo Romano è l’artista selezionato per il 2024. Siracusano di nascita, la sua prima mostra personale risale al 1985 e solo un anno dopo, nel 1986, è alla 42esima Biennale di Venezia con un progetto dal titolo Arte e Alchimia a cura di Arturo Schwarz, medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte. Lo stesso anno, Giorgio Persano gli dedica la prima di numerose personali nella sua Galleria a Torino. 

Le sue mostre personali e collettive varcano i confini, come la sua arte, e sbarcano dai punti più remoti della sua terra natìa, la Sicilia, e approdano nel resto del mondo: dalla Spagna alla Grecia, dalla Francia alla Tunisia. Dalla Germania al Canada, dall’India alla Colombia e negli Emirati Arabi Uniti. Alfredo Romano indaga temi complessi legati alla fragilità della forma, alla precarietà dell’esistenza, alla caducità delle cose, al disfacimento della memoria, alla violenza, al vuoto culturale. La sua ricerca artistica procede, ancora oggi, sostenuta da un solido impegno etico, con un particolare accento sull’indifferenza e sui temibili processi di omologazione, che sottendono l’epoca in cui viviamo, a cui l’artista risponde con delle opere che vogliono rendere manifesta la tensione delle fratture. Alfredo Romano decide di allontanare il proprio lavoro da problemi di natura puramente estetica per affermare la propria esistenza e lanciare un messaggio di solidarietà.

La grafica del manifesto della XVI edizione del festival è di Carmelo Iocolano di RedtomatoADV. 

Tre le sezioni competitive della XVI edizione di Ortigia Film Festival: il Concorso Lungometraggi opere prime e seconde italiane, il Concorso Documentari e il Concorso Internazionale Cortometraggi. Tre le sezioni non competitive: Cinema WomenCinema & Arte dedicata alla commistione, interdipendenza, influenza e al dialogo fra le arti e La Voce del Mare che rappresenta invece la sezione a tematica ambientale. 

Ortigia Film Festival, organizzato dall’associazione culturale ETS Sa.Li.Ro’, è diretto da Lisa Romano e Paola Poli.

Negli anni il festival ha ricevuto la prestigiosa medaglia del Presidente della Repubblica e, il sostegno di: MiC, Comune di Siracusa, Regione Siciliana, Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo, Dipartimento Turismo Sport e Spettacolo – Sicilia Film CommissionUnesco, Rai Cinema Channel e il sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori. Media Partner Cinecittà News, Ciak, Cinematographe, Taxidrivers. 

Tutti i dettagli su

www.ortigiafilmfestival.com

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Gli Scomunicati è una testata giornalistica fondata nel 2006 dalla giornalista Emilia Urso Anfuso, totalmente autofinanziata. Non riceve proventi pubblici e non ha mai ricevuto finanziamenti privati fino al Marzo del 2023.

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