Voltiamo pagina!

Voltiamo pagina!

Rubrica settimanale a cura del dottor Claudio Rao

«I tempi sono tre: presente del passato, presente del presente, presente del futuro. Questi tre tempi sono nella mia anima e non li vedo altrove ». (S. Agostino)

« Non riuscirò mai a perdonarmelo!Uno sbaglio che mi ritorna sempre in mente, che accompagna tutte le mie giornate. Eravamo rimasti solo in due nella selezione per il posto di direttore di marketing. Avevo lavorato per anni come un dannato per arrivarci. Il giorno prima ripassavo ancora i miei argomenti di vendita e le previsioni statistiche applicate. Il PowerPoint sul mio pc era impeccabile, pronto all’exploit. All’ora x, una mezzoretta prima della mia presentazione davanti agli amministratori, scopro che il documento è scomparso dal cassetto della mia scrivania! Cassetto che non avevo chiuso a chiave. I miei sospetti si concentrarono subito sul mio rivale. Il colloquio andò male: performance mediocre, banali scusanti; persi la faccia fronte al mio avversario, chiaramente più brillante. Da allora non faccio che pensare a questa situazione, alla sua scorrettezza, alla mia superficialità, al tradimento… Se avessi agito diversamente, oggi la mia vita sarebbe serena, perfino eccellente nella carriera. Non riesco proprio a liberarmi da questo pensiero! » (Étienne, 38 anni).

Può succedere, come nel caso di Étienne, che il passato sia più pesante che presente e futuro messi insieme. Un passato che “non passa” e che continua ad abitare il nostro presente e condizionare il nostro avvenire. Eppure ciò che chiamiamo “passato” è un tempo che… non c’è più. Tuttavia, sotto il peso dei rimpianti o dei rimorsi possiamo mantenere i ricordi vivi e presenti tanto da farli perdurare nel nostro quotidiano, fino a occupare e perfino dirigere la nostra mente! Pensiamo al lutto di una persona cara: il passato resta presente. I nostri sforzi per dimenticare possono non essere sufficienti per cancellare i rimpianti ed i rimorsi. Così viviamo nell’impossibilità di godere dei momenti di gioia che il presente ci offre e di assaporare i piccoli piaceri della vita. Il rischio è dunque impedirci di vivere il presente a causa del peso ingombrante del passato.

Abbiamo tutti dei rimpianti. Una parola detta o non detta. Un’azione sbagliata, inopportuna. Un’occasione perduta. I rimpianti possono assumere forme diverse e perfino sommarsi gli uni agli altri: un amore non corrisposto, un amico perso di vista, degli studi troncati, degli investimenti sconsiderati, una relazione extraconiugale, etc. Alcune persone rimpiangono decisioni cruciali prese nella loro vita. Altre sono minate da un solo grande rimpianto di cui non riescono a liberarsi.

Concentrarci troppo sul nostro passato ci fa perdere di vista il potere che abbiamo di vivere il presente. Non possiamo cambiare nulla a ciò che è stato, ma abbiamo la facoltà di modificare la nostra maniera di reagire, di trasformare il nostro “qui ed ora”!

Lo psicologo e ricercatore statunitense Hamilton Beazley, autore di « Basta con i rimpianti »¹ propone alcune tecniche per modificare l’impatto psichico di un evento. Schematizzando all’estremo: è indispensabile saper discriminare i tipi di rimpianti e di ricordi dolorosi, acquisire la conoscenza degli strumenti spirituali e psicologici che ci possono aiutare, contrastare gli schemi mentali sbagliati che li alimentano, esaminare con serena lucidità le nostre responsabilità personali e imparare a perdonare e perdonarci. “Qualunque sia la natura del vostro rimpianto, potete arricchirvi della sua lezione e delle opportunità che vi offre”, ci suggerisce l’autore.

Per cessare la flagellazione mentale, a coloro che avessero tendenza ad osservare la propria vita più nel retrovisore che attraverso il parabrezza, proponiamo la seguente attività.

Concentratevi sul compito che state svolgendo ora, qualunque esso sia e di qualunque natura, senza lasciarvi distrarre dai vostri pensieri sul passato. L’istante che state vivendo adesso è diverso da tutti gli altri. Ed è soltanto vostro. Nel momento in cui sentite che sta ricominciando il monologo interiore “e se…”, o i rimproveri che vi colpevolizzano, cessate immediatamente quest’autoflagellazione. Respirate profondamente, datevi un bello STOP interiore e riprendete il controllo dei vostri pensieri. Se necessario, uscite di casa per uscire da voi stessi. Ricordate che la respirazione profonda è un ottimo coadiuvante.

Altro accorgimento (anche complementare al precedente). Scrivete su un foglio i vostri pensieri. Poi, rileggendoli, riflettete. “C’è un altro modo di vedere queste cose, un’altra chiave di lettura di questa situazione?”. Ancora: “Se abbandonassi questi rimpianti del passato, a che cosa aprirei la porta nel mio futuro?” Nel momento in cui scivolate nuovamente nelle vostre ruminazioni interiori, inspirate profondamente ed imponetevi un :“Ora basta!”. Allontanatevi da tutti gli oggetti, le situazioni o gli incontri che possono alimentare i vostri rimpianti e concentratevi sul vostro potere di realizzarvi adesso. Spalancate le porte a qualsiasi progetto che corrisponda ai vostri valori, ai vostri desideri, alle vostre aspettative attuali.

Impariamo la lezione del tempo: viviamo il presente senza obnubilarlo con le nebbie del passato. Voltiamo pagina e… iniziamo a comporre!

¹ Hamilton Beazley, “Basta con i rimpianti – Essere prigionieri del passato impedisce di vivere pienamente”, Edizioni Red.

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