Sicilia: dati falsati sui contagi per non entrare in zona rossa. Tre arresti e avviso di garanzia per l’assessore Razza

Sicilia: dati falsati sui contagi per non entrare in zona rossa. Tre arresti e avviso di garanzia per l’assessore Razza

Di Max Murro

Falsificare i dati per non entrare in zona rossa: a quanto pare si può arrivare a fare anche questo come sembra sia accaduto in Sicilia, stando alle accuse, pesantissime, avanzate dalla procura di Trapani: stamane i carabinieri del comando provinciale e del NAS hanno infatti notificato tre provvedimenti di arresti domiciliari a una dirigente generale della Regione e a due suoi collaboratori.

Ha ricevuto un avviso di garanzia e un invito a comparire anche l’assessore regionale alla salute Ruggero Razza.

Ai domiciliari sono finiti Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico, il braccio destro dell’assessore Razza; Salvatore Cusimano, funzionario regionale, ed Emilio Madonia, dipendente di una ditta che gestisce i flussi informatici dell’assessorato.

L’ordinanza di custodia cautelare è del gip di Trapani Caterina Brignone, che ha riconosciuto la fondatezza della ricostruzione dei pm e la necessità di intervenire d’urgenza

L’accusa, per tutti, è di vari eventi di mistificazione, falso ideologico e materiale, aggravato dal fatto di essere commesso da un ufficiale in atto pubblico.

Risultano indagati anche il vice capo di gabinetto dell’assessore Razza, Ferdinando Croce e Mario Palermo, direttore del Servizio 4 del Dipartimento retto da Maria Letizia Di Liberti.

Gli episodi contestati sono 40, l’ultimo dei quali risale allo scorso 19 Marzo.

Da cosa è nata l’indagine

Lo scorso anno i carabinieri stavano conducendo indagini in merito a un laboratorio di Alcamo che avrebbe rilasciato centinaia di tamponi errati: negativi invece che positivi.

Il fatto apparve sospetto, al punto che i PM decisero di approfondire la situazione presso all’assessorato regionale alla Sanità, mettendo in atto alcune intercettazioni.

Ecco emergere le prime conversazioni sospette: si parlava di modificare i dati giornalieri dei contagi e dei tamponi.

Era Maria Letizia Di Liberti, in servizio dal 1992 e volto storico della burocrazia siciliana, e molto rispettata da tutte le correnti politiche, a gestire i dati.

***Immagine di copertina

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