Recensione: due volumi per bambini da Il Ciliegio edizioni

Recensione: due volumi per bambini da Il Ciliegio edizioni

Recensioni di Susanna Schivardi

Quello che vi regaliamo oggi è un doppio appuntamento, con le novità di febbraio, delle Edizioni Il Ciliegio. Abbiamo tra le mani un primo volume, breve e intenso, per bambini dai 6 ai 99 anni, che si intitola L’Uomo Nero a Colori, di Giorgia Cozza per il testo e Romina Scarpanti, per le illustrazioni e la copertina. Un racconto originalissimo e brillante, che fila tra le pagine un tessuto armonioso e avvincente, di una storia tra due bambini, vagamente diversi, ma che alla fine, grazie al filo conduttore della lettura, diventano molto simili.

Qui entrano in gioco l’immensa fantasia di cui solo i fanciulli sono capaci, specialmente quelli chiusi nelle loro stanzette a immaginare mondi fantastici lì fuori. Complice un pizzico di avventura, dove un sottile filo di paura crea la suspence per un finale a sorpresa. Non a caso l’incipit è proprio nella sua versione più classica “C’era una volta un bambino che si chiamava Luca e aveva tanta paura del buio…”.

 Un viaggio breve ma sommessamente articolato dove si intrecciano diverse storie nel ricamo della trama principale, e i più o meno piccoli ne rimarranno affascinati, ansiosi di arrivare al finale. Illustrazioni molto semplici ma efficaci a tutto schermo si alternano a pagine scritte con caratteri grandi e di facile approccio, per chi ha imparato a leggere da poco. In allegato al libro anche una scheda con giochi ispirati alla storia da proporre ai bambini dopo la lettura.

Il secondo volume che vogliamo proporvi e che ci è piaciuto tanto, si intitola Strategie per (non) fare i compiti, consigliato dai 9 ai 99 anni, scritto da Sandra Dema e illustrato da Luigi Bicco. Qui la vicenda si fa già più articolata, si entra nel mondo preadolescenziale di una bambina carica di stimoli e punti interrogativi. Un ambiente già molto ben circoscritto e descritto, quello famigliare, dove la nostra protagonista se la deve vedere con due genitori distratti dai talk show in tv e un fratello adolescente piuttosto smaliziato, studioso di filosofia che cerca di trovare sempre soluzioni ragionevoli a tutto, ma che alla fine si tradurrà in un validissimo complice della sorellina.

Chi non si è mai lamentato dei compiti? Chi non si è mai cimentato in strane strategie per evitare o al contrario affrontare con piglio lunghi capitoli di storia o assurdi problemi di aritmetica da risolvere? Qui siamo di fronte ad un quesito universalmente riconosciuto e quindi tanti ragazzi si confronteranno piacevolmente con la nostra piccola eroina, Giorgia, che fin dalle prime pagine è una regina della sintassi veloce “…molti dicono che sono una peperina.

Lo ammetto, è vero. Sono vivace e piena di brio. Nulla mi sfugge, ho un udito sviluppato come quello dei cani, ho voglia di giocare con tutti, non vorrei mai pettinarmi e mi piace andare a scuola solo per alcune materie, le altre potrebbero non esistere”. Con pochi tratti questo inizio già proietta il lettore nella dimensione della protagonista, rendendola simpatica e accattivante. Come non andare avanti con la lettura? Le vicende sono un susseguirsi di scorci rocambolesche in cui Giorgia si barcamena per terminare quanto prima questi benedetti compiti, una domenica sera di pioggia, relegata nel piccolo angolo libero della casa, in cucina tra lavastoviglie e tavolo, dove non incombe il fratello o la presenza fastidiosa dei genitori teledipendenti.

E da questo relativo disagio nascerà una delle invenzioni più pirotecniche che la mente di una bambina di pochi anni può concepire, di fronte al compito dato dalla maestra di “scrivere un breve testo fantastico”. Sindrome da foglio bianco che si tramuterà in leggenda. Leggere fino in fondo per credere! Settantuno pagine di puro divertimento, dove le illustrazioni correlano un testo assolutamente fantastico, ricco di inventiva e immaginazione.

A cura di Susanna Schivardi per le recensioni e di Eleonora Casali per la sua visione immediata e la critica spassionata di cui solo un undicenne è capace.

Lascia un commento

Your email address will not be published.