Governo: il Decreto semplificazioni chiarisce poco su molti punti

Governo: il Decreto semplificazioni chiarisce poco su molti punti

Di Emanuele La Fonte

Durante la conferenza stampa convocata dal premier Conte, il premier ha spiegato le principali misure che sono contenute nel decreto semplificazioni “salvo intese“. E’ un decreto che sembra esser stato realizzato più per impressionare la UE in merito al Recovery Fund piuttosto di voler davvero semplificare e per risollevare le sorti economiche del paese.

Troppi punti restano affatto chiari, in special modo per ciò che concerne gli appalti pubblici. Ecco le dichiarazioni del premier Conte rilasciate durante la conferenza stampa:

“Nella settimana di confronto a Villa Pamphili con le parti sociali è stato corale l’appello a ridurre la burocrazia e far correre il Paese. Noi siamo sempre convinti di questa priorità e l’abbiamo realizzata con un decreto che semplifica, velocizza, digitalizza, sblocca una volta per tutte i cantieri e gli appalti”. Lo dice, in conferenza stampa a palazzo Chigi, il premier Giuseppe Conte, convinto che il provvedimento “è il trampolino di lancio di cui l’Italia ha bisogno in questo momento”. 

“Ieri in Consiglio dei ministri abbiamo approvato l’elenco di 130 opere strategiche Italia veloce individuate specificamente dal Mit, a queste aggiungiamo quelle per Cortina e quelle di competenza di altri ministeri, sanità, carceri, polizia”, ha aggiunto il premier. 

Le opere non si bloccheranno più perché i procedimenti amministrativi saranno con sentenza breve e le stazioni appaltanti procederanno anche in presenza di contenzioso. Oggi si blocca tutto, non succederà più” ha sottolineato il premier. Basta, con le “attese infinite” perché la P.A. potrà “esporre una volta sola le ragioni che giustifichino il non accoglimento delle istanze e chi non risponde in tempo non potrà più intervenire”. 

“Offriamo una strada a scorrimento veloce, un rapporto leggero a portata di click fra le persone e lo Stato.- ha aggiunto Conte-.Alziamo il limite di velocità, l’Italia deve correre ma alziamo anche gli autovelox: non vogliamo offrire spazio a appetiti criminali che alterano la concorrenza e fanno guadagni indebiti”

Tra le opere strategiche, il premier Giuseppe Conte ha citato  “la Salerno-Reggio Calabria, la Palermo-Catania-Messina, la Pescara-Roma, la Pescara-Bari, la Venezia-Trieste, la Gronda, la Ionica, l’ampliamento della Salaria, la Pontina”. 

“Diamo poteri regolatori a tutte le stazioni appaltanti – ha spiegato -: non serve necessariamente un commissario per procedere velocemente ma prevediamo che in casi complessi sia possibile nominare commissari sulla scia di Expo e del Ponte di Genova“.

“Basta paura: conviene sbloccare. Arriva una piccola rivoluzione per i funzionari pubblici. Con la nuova normativa ci saranno più rischi per il funzionario che tiene ferme le opere, non per quello che li sblocca: siamo arrivati a una situazione perversa per cui fa carriera chi non firma e chi si assume responsabilità rischia di esporsi a un soverchio danno. Dobbiamo fermare la paura della firma“. 

“Fino al 31 luglio 2021 la responsabilità per danno erariale sarà limitata a solo dolo. Resterà la responsabilità per colpa, per omissioni e quindi inerzie, ritardi. E’ un incentivo a operare. Colpiamo chi non fa”. 

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