La Realtà: possiamo fidarci delle percezioni? O c’è di più?

La Realtà: possiamo fidarci delle percezioni? O c’è di più?

Di Sergio Ragaini

Cos’è la realtà? È davvero solo quella che vediamo? E siamo sicuri che quello che vediamo non sia molto diverso da come è davvero una cosa? Partendo da un fatto di un’apparizione, si intraprende, in questo articolo, un viaggio tra fisica e percezioni mentali, per cercare di rispondere ad questa domanda. Le conclusioni a cui si arriverà potrebbero essere sorprendenti: la realtà che noi vediamo, di fatto, è solo una nostra rappresentazione mentale, che ha solo, forse, una tenue relazione con quello che davvero la realtà è. La conclusione potrebbe essere, addirittura, che un’apparizione è soltanto un qualcosa che già sussisteva, ma che solo in quel momento entra nel nostro campo percettivo.

L’idea di scrivere questo articolo mi è venuta dopo il colloquio con una mia amica, che parlava di una sua apparizione, verosimilmente mariana. Pareva molto convinta della cosa, e quindi non c’è alcuna ragione di smentirla, o di mettere in dubbio le sue parole. Ma piuttosto, era il caso di cercare di capire più  fondo.

Anche perché, nel mio caso, allo spirito dello “scetticismo scientista”, che nega tutto quanto non cade sotto i suoi sensi, preferisco applicare una “logica scientifica allargata”, dove le cose vanno studiate anche senza bisogno di una verifica direttamente empirica, e, soprattutto, senza quello scetticismo aprioristico che chiude alla vera conoscenza delle cose, sostituendola con una falsa idea di realtà.

Da diversi anni collaboro con due strutture dove il paranormale è di casa: la prima è l’Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica (AISM): si tratta della più antica associazione italiana di studi scientifici sul paranormale, essendo stata fondata nel 1937 dallo psichiatra Ferdinando Cazzamalli, e che conta, ancora oggi, diversi notevoli studiosi al suo interno. È presieduta da Giorgio Cozzi, da anni in questo settore.

L’altra struttura è “Karmanews”, con la quale collaboro sin dalla sua fondazione, nel novembre 2013. La struttura è presieduta da Manuela Pompas, tra le massime divulgatrici italiane di argomenti spirituali, che è anche direttrice della rivista. Al termine dell’articolo indicherò i relativi riferimenti.

Nello stesso tempo, comunque, il mio spirito scientifico, essendo io matematico, mi porta verso una ricerca obiettiva, rifuggendo dal fideismo e da tutte quelle idee, in stile “new age”, che in buona parte inficiano la vera coscienza di sé come essere spirituale.

Sul rapporto tra scienza e spiritualità avevo parlato anche  il 23 febbraio 2020, ultimo momento prima della sospensione di tutto, e della “caduta nell’oblio”,  in un convegno dedicato proprio al “Ponte tra Scienza e Spiritualità”. Dove arrivavo a proporre anche un nuovo metodo scientifico allargato, ed una visione differente delle cose attorno a noi. Alla fine dell’articolo darò tutti i riferimenti, compreso il link alla mia conferenza. Per cui ritengo qui inutile continuare a parlare di questo.

Credo, quindi, che l’approccio corretto.,a problemi di questo tipo, sia scientifico, con quella visione allargata di cui parlavo. Questo evita possibili “pericolose virate” verso un fideismo senza un vero contenuto sostanziale, e nello stesso tempo cerca di capire le cose senza chiudere, ma piuttosto aprendo a nuove prospettive sulla nostra stessa esistenza.

Tralascio qui tutto il discorso sulla nuova visione della Scienza derivante dalla Meccanica Quantistica: nella conferenza di cui riporterò il link ne parlo ampiamente. Proseguo, quindi, direttamente, nel cercare di mostrare come cose che appaiono come “paranormali”, possano essere a tutti gli effetti perfettamente “normali”: basta cambiare il punto di vista sulle cose attorno a noi. Alla fine del percorso che vi proporrò, credo che la visione di problematiche quali le apparizioni cambieranno completamente.

Iniziamo quindi a cercare di capire “cosa è la realtà”.. Secondo i più accreditati studi scientifici, questa è solo una nostra percezione. Insomma: siamo in un insieme di onde e frequenze, che noi trasformiamo in suoni e immagini. Quindi, non esiste alcuna prova davvero “oggettiva” del fatto che ci muoviamo in una realtà che è quella che ci appare. Addirittura, nel 1982, il fisico francese Alain Aspect aveva elaborato una teoria detta dell’”Universo Illusione”, dove sosteneva proprio questo, mostrando come quello che noi vediamo e sentiamo è solo una nostra percezione particolare, di qualcosa che è ben differente.

Su questo metterò comunque dei link alla fine, in modo che chi vorrà potrà documentarsi. Possiamo però, almeno inizialmente, non “scomodare” la meccanica quantistica, che riprenderemo poco più avanti: restiamo sulla fisica classica, e su quelle che sono le nostre percezioni: quella che noi vediamo è la totalità della realtà?

La risposta credo sia semplice: non lo è assolutamente!

Per capirlo facciamo un semplice esempio: supponiamo di riprendere qualcosa con una telecamera. Questa però non è il massimo della qualità, e riprende solo determinate frequenze visive e uditive, tagliando, ad esempio, le frequenze troppo alte, sia acustiche che ottiche.

Già così l’alterazione della realtà non è indifferente, credo! Tuttavia, non è finita! Supponiamo ancora che tutto il materiale che è stato ripreso passi attraverso una sorta di centralina, un elaboratore, dove l’elaborazione venga fatta “ad libitum”, secondo parametri che non possono essere controllati,

Ora vi chiedo: quello che esce da tutto questo ha una qualche attinenza con la realtà che è stata ripresa? Credo che la risposta sia ovvia: non ne ha assolutamente! E credo che tutti siamo d’accordo su questo!

Eppure, è quello che accade a noi. Non siete convinti? Vi convincerò subito! Consideriamo, ad esempio, le onde sonore: le frequenze cosiddette “sonore” occupano la banda di frequenza che va da 1 a 1 milione di hertz. Le nostre percezioni sono decisamente inferiori: il limite superiore va a 20.000 hertz, mentre quello inferiore, a seconda delle varie posizioni in merito, e credo anche delle varie percezioni, va da 16 a 20 hertz. In ogni caso, basta fare i conti per capire che ci troviamo di fronte a meno del 2% dell’intera gamma delle frequenze udibili: non mi sembra sicuramente tantissimo!

Per quanto riguarda la luce visibile, che ricordiamolo è sia onda che corpuscolo, come aveva appunto argomentato, in modo definitivo, lo stesso Niels Bohr a Como, nel 1927, durante il convegno per celebrare il centenario della morte di AlessandroVolta, le idee sono più variabili. Siccome a noi matematici piacciono le maggiorazioni, rimaniamo sul limite superiore di queste considerazioni, che dice 3%: tanta è la parte di realtà visibile che cade sotto i nostri sensi. Di conseguenza, possiamo dedurre chela realtà che noi percepiamo è davvero una piccolissima parte rispetto alla “realtà” nel suo complesso, che è un mondo ben più esteso.

Tornando all’esempio fatto in precedenza, però, cosa è, in questo caso, la “centralina” di cui parlavo? Semplice! È la nostra mente! Infatti, come è noto, tutti i “terminali” del sistema nervoso comunicano col cervello, che è la centrale. Qui trovano posto credenze, idee, concezioni più o meno corrette e così via. In fondo, qualcuno dice, a ragione, che noi non crediamo in quello che vediamo, ma vediamo quello in cui crediamo. In ogni momento, infatti, noi riceviamo (o, meglio, la nostra mente riceve) migliaia di stimoli: tuttavia, molti li escludiamo (li esclude). Quindi, se non crediamo a qualcosa, semplicemente questo farà parte degli stimoli che elimineremo dalle nostre percezioni visive e uditive.

La mente è inconscia per il 90% e questo ci riporta proprio nel caso della centralina che elabora “a nostra insaputa”. A questo punto, senza proseguire il discorso sulle neuroscienze, interessante ma che ci porterebbe davvero lontanissimo, e per il quale non basterebbe un libro a parlarne, possiamo renderci conto che quello che verrà da noi percepito, esattamente come nel caso della telecamere dell’esempio, sarà una copia ben approssimativa della realtà.

A questo punto, cosa è la realtà? Sicuramente qualcosa di molto diverso da quello che appare a tutti noi. Come sia davvero, non si sa: in fondo, lo scopo della fisica moderna, che si avvale di potenti strumenti matematici, che sono un vero “senso senso”, è proprio quello non di descrivere la realtà come appare ai nostri sensi, ma quello di definire la realtà oltre le percezioni, cercando di capire quello che davvero è.

E proprio la fisica, ancora a metà strada tra classica e moderna, pone altre variabili, che ci dicono che la realtà ha altre variabili che la allontanano ancora di più da un modello percettivo. Vediamo come. Se io dicessi a tutti voi che la materia è vuota, e che quello che tocchiamo è solo un’illusione di pieno, probabilmente mi direste che sono impazzito. Eppure è proprio così: per capirlo, consideriamo un atomo. Come ben sappiamo, già dai tempi di Rutherford, l’atomo ha protoni ed elettroni, e gli elettroni non fanno parte del suo nucleo, ma sono collocati ad una certa distanza da esso.

Sì, ma quanto distanti? La risposta potrebbe stupire molti di voi! Un esempio vi darà l’idea: se paragonassimo il nucleo di un atomo ad una pallina da ping pong (possiamo anche “scomodare” una palla da tennis, se volete, per gli atomi più “grandi”!) gli elettroni sarebbero a 20 metri. 20 metri contro il diametro di una palla da tennis! Quindi, sono ben lontani!

Per essere più precisi, rimaniamo sulla palla da tennis, così “maggioriamo” meglio. Il diametro di una palla da tennis va da 6,54 a 6,86 cm. Maggioriamo pure con 7. Essendo 20 metri 2000 centimetri, otteniamo, calcolando il rapporto tra le due distanze, il numero 285,71.

Quindi, la distanza di un elettrone dal nucleo è oltre 285 volte maggiore del suo diametro. In termini di distanze, è come considerare il paese dove mi trovo io come “atomo”, ad esempio: un elettrone si troverebbe oltre Napoli, o oltre Colonia! Credo che questo paragone renda molto bene l’idea.

E questo accade secondo il modello classico! Secondo quello quantistico, per cui al posto delle orbite ci sono gli “orbitali”, che altro non sono che la probabilità di trovare un elettrone in una certa regione dello spazio, quindi la zona dove si ha la “massima probabilità” di trovarlo (virtualmente, qui, l’elettrone può essere ovunque!), la distanza aumenta ancora di più!

Quindi, la materia è vuota, ma noi la percepiamo piena! Di conseguenza, la sensazione di “pieno” è illusoria!

A questo punto qualcuno potrebbe spaventarsi, e arrivare vicino al “paradosso di Zenone”, secondo il quale, scagliando una freccia contro un albero, questa non lo raggiungerà mai, perché ogni volta passerà dalla metà della metà della metà….. Invertendo il processo, allora, nemmeno partirà, perché ogni volta dovrà compiere la metà della metà della metà… del percorso!

In fondo, la teoria dell’Universo Illusione di Alain Aspect diceva proprio così, se ben ci pensiamo! la realtà che osserviamo, e che ci appare diversa a seconda di quello che guardiamo, deriva dall’osservazione della stessa cosa, semplicemente da diversi punti di vista! E qui si vola addirittura nell’”Attimo Fuggente”, quando il Professor Keatyn fa salire sui banchi gli studenti, per mostrare loro come la realtà sia diversa, semplicemente cambiando la prospettiva su di essa. Tuttavia, la fisica moderna (che ora entra di diritto) va ancora oltre: noi viviamo in un universo che ha dalle 11 alle 26 dimensioni.

L’idea di un universo multidimensionale parte da un po’ più di un secolo fa: infatti, la prima teoria in merito fu elaborata da Gunnar Nordström, fisico finlandese,nel 1914. Questa, tuttavia, non ebbe quasi visibilità. Ne ebbe di più quella del tedesco Theodor Kaluza, il quale, nel 1916, elaborò una teoria che parlava proprio di universi multidimensionali. Inviatala ad Einstein, questi, in un primo tempo, non la considerò, ma poi, ripensandoci, nel 1919 invitò Kaluza alla sua pubblicazione.

Tuttavia, questa teoria prese una forma compiuta grazie al fisico svedese Oskar Klein, e nel 1926 venne pubblicata come “Teoria di Kaluza-Klein”. Nello stesso anno, il fisico austriaco Erwin Schrödinger elaborò la sua omonima equazione, che cambierà il corso della fisica, e forse non solo: anche della nostra percezione delle e sulle cose. Ma questo è un altro discorso, per parlare di anni che hanno davvero cambiato la fisica e la nostra visione della realtà.

Oggi, nella fisica moderna, le dimensioni sono quelle indicate in precedenza. Il fisico russo Alexander Markovic Polyakov ha elaborato un’omonima equazione che esprime questo. Da notare, per consolidare il ponte tra scienza e spiritualità, che, per lo sciamanesimo, le dimensioni del reale sono 11. E, così, Scienza e Spiritualità sono sempre più vicine.

Inoltre, le altre 23 dimensioni del reale non sono nemmeno come noi le immaginiamo: infatti, sembrano essere cosiddette “varietà di Calabi-Yau”. In questi spazi astratti, non valgono le leggi della geometria euclidea, in particolare quelle relative alla distanza:  vale a dire che la distanza non si misura come noi la misuriamo. Di conseguenza, oggetti lontanissimi secondo le nostre percezioni potrebbero essere vicinissimi.

In questa maniera, fenomeni quali le premonizioni e la telepatia troverebbero subito spiegazione scientifica. Anche se crolla la “ripetibilità”, base del metodo scientifico: tuttavia, io sostengo da sempre che in un nuovo paradigma scientifico questa condizione possa essere considerata in buona parte obsoleta.

Credo che questa panoramica sulla “nuova fisica” ci faccia capire molte cose su cosa è la realtà e su come relazionarsi con essa. Soprattutto, oggi, relazionarsi con il mondo dei fenomeni paranormali, grazie alla nuova fisica, diviene davvero “scientifico”. E affrontare il tutto su basi scientifiche è semplice e immediato.

A questo punto, torniamo al problema dell’apparizione, di cui si parlava all’inizio. Alla luce di quanto abbiamo visto, la cosa non appare più strana di tanto. Infatti, è possibile ipotizzare che questa apparizione fosse già lì: siamo in un universo multidimensionale, e le nostre percezioni, come visto, sono molto limitate.

Anche ammesso che sia stata davvero un’”apparizione”, potremmo avere a che fare con un essere di altri mondi. Rimanendo invece alle percezioni ordinarie, potremmo anche trovarci a che fare con un essere che occupa lo stesso nostro spazio-tempo, ma risiede al di fuori del nostro campo visivo.

Che sia in altre dimensioni del reale, o che sia in queste, ma appartenente al 97% del mondo visibile che non vediamo, non importa: è fuori dalle nostre percezioni usuali. Determinate circostanze, quali traumi, forti emozioni, e simili, possono produrre un temporaneo allargamento del campo percettivo, facendo rientrare forme e oggetti che in precedenza non apparivano. Di conseguenza, questo spiegherebbe facilmente queste percezioni.

Probabilmente, i grandi sensitivi hanno queste percezioni allargate sempre. Tuttavia, queste non possono essere “stimolate a comando”: anche per questo la scienza ufficiale, che, in base al metodo scientifico classico, prevede che chiunque, nelle opportune condizioni, deve poter ripetere un esperimento, ottenendo risultati favorevoli, non può accettare questi fenomeni come scientifici.

Tuttavia, questo ancora di più afferma che occorrono nuovi paradigmi scientifici, per fare rientrare elementi e fenomeni che la fisica moderna accetta, almeno come modello, e che la scienza ufficiale, in virtù delle sue chiusure ad un metodo ormai obsoleto, continua a non accettare. Il futuro dovrà sempre più essere orientato ad un’apertura verso nuovi mondi percettivi, e a nuove forme di concezione della realtà. In modo da consolidare sempre di più il ponte tra scienza e spiritualità, prerogativa per una vera evoluzione dell’uomo, in cui umanesimo e scienza, finalmente, si danno la mano.

Riferimenti:

Il sito web dell’Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica (AISM) è:

www.metapsichica.net

Al suo interno informazioni sull’Associazione e notizie su conferenze e convegni.

Il sito di “Karmanews” è:

www.karmanews.it

A|l suo interno, informazioni, incontri e articoli.

La mia pagina autore sul sito è:

www.karmanews.it/author/sergio

qui potrete trovare tutti i miei articoli, su svariati argomenti, con prevalenza di articoli di argomento scientifico, e sui rapporti tra scienza e spiritualità (ma non solo).

La Playlist Youtube relativa al citato Convegno “Il Ponte tra Scienza e Spiritualità”, tenutosi a Milano il 23 febbraio 2020 è all’indirizzo:
https://www.youtube.com/playlist?list=PLzB65o-djKH6QDP29cU7tlWMyu5HLt9bE
In  particolare, il mio intervento “I Paradossi della Fisica”,  è all’indirizzo:
https://www.youtube.com/watch?v=Hcfw4eWiGP0&list=PLzB65o-djKH6QDP29cU7tlWMyu5HLt9bE&index=3&t=0s

Sull’Universo Illusione i riferimenti sono diversi. Ad esempio si può andare su:
https://www.riflessioni.it/dal_web/paradigma_olografico.htm

Sui modelli atomici si può andare su:

https://www.chimica-online.it/download/modelli-atomici.htm

Oppure anche su:
https://doc.studenti.it/appunti/chimica/diversi-modelli-atomici.html

Un video che spiega il modello atomico dalla Grecia a Bohr è all’indirizzo:
https://www.youtube.com/watch?v=UJjQbYh0Hg8

Sugli Universi Multidimensionali si può vedere all’indirizzo:
https://www.reccom.org/2020/02/22/universo-multidimensionale-e-teoria-delle-stringhe/

Un articolo che collega la multidimensionalità alla psiche si può invece trovare all’indirizzo:
https://oggiscienza.it/2017/06/19/11-dimensioni-nostro-super-complesso-cervello/

Dell’argomento relativo alla relazione tra luce e universi multidimensionali mi sono occupato anch’io per la citata “Karmanews”. L’articolo (del 10 giugno 2014) è all’indirizzo:
https://www.karmanews.it/2743/la-luce-e-gli-universi-multidimensionali/

Sull’argomento avevo tenuto anche una conferenza nel 2015. La si trova registrata all’indirizzo:

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