Oltre il 33% degli italiani è single. Nuovi modi di vivere l’amore: San Valentino al buio con PhaseApp

Oltre il 33% degli italiani è single. Nuovi modi di vivere l’amore: San Valentino al buio con PhaseApp

Di Alessia Piccioni

San Valentino al buio e super hot con PhaseApp. Oltre il dating, per creare connessioni, anche con l’attuale partner

PhaseApp rivede il concetto di app di dating, per creare relazioni (attuali o potenziali) più intense e profonde, grazie a domande pensate da psicologi e sessuologi esperti

San Valentino si avvicina, ma per molte persone il sarà un mercoledì come un altro. Il 33,2% di chi vive in Italia è single (dati ISTAT), e di questi circa 1 su 3 è presente attivamente su app di dating. Milioni di persone che ogni giorno fanno “swipe” in cerca dell’anima gemella (o di partner per incontri occasionali). Eppure, il 90% delle chat finisce per naufragare in poco tempo. Timidezza, mancanza di interessi o argomenti comuni, scarsa affinità intellettuale portano le persone a non avere più niente da dirsi.

Come un moderno cupido, in loro aiuto arriva PhaseApp, l’app che unisce mente e cuore, e che fa in modo che la scintilla rimanga viva. Nata inizialmente come app di dating per persone riservate e attente alla privacy (le foto degli utenti vengono svelate solo successivamente e non all’inizio), PhaseApp oggi si pone come uno strumento innovativo per creare e stimolare relazioni a 360°, in un percorso di conoscenza assolutamente nuovo.

Il sistema si basa su diversi cluster di centinaia domande preparate da un team di psicologi e sessuologi esperti da sottoporre agli utenti, che in fase iniziale sono anonimi (forniscono solo nickname, genere ed età). Come un appuntamento al buio, che prosegue solo se entrambi si sentono a proprio agio e lo desiderano. Se, invece, l’utente sente che non c’è feeling e non vuole proseguire la conoscenza, basterà smettere di rispondere alle domande, congelando di fatto la chat. Questo impedirà comportamenti molesti e indesiderati da parte dell’altra persona.

Un modo non convenzionale di scoprire non solo l’altro, ma anche se stesso attraverso le risposte a quelle domande inizialmente più generiche (Dimmi una frase nel tuo dialetto, Viaggi con zaino o valigia?, Sai giocare a scacchi? La tua playlist preferita su Spotify), e che diventano sempre più intime e piccanti a mano a mano che si sale di livello, andando ad indagare anche sulle fantasie tra le lenzuola o le zone erogene preferite.

Con l’ultimo aggiornamento dell’app, inoltre, è possibile iniziare questo “duello” di domande anche con qualcuno che già conosciamo (nella vita reale o sui social), semplicemente invitandolo. Un modo per approfondire la conoscenza e, in caso di coppia, portare il dialogo su di un piano super hot e trovare nuovi stimoli e giochi da fare insieme.

In vista di San Valentino PhaseApp ha strutturato un nuovo cluster di domande specifico sul tema, ad esempio, Che cosa dovrei regalarti per farti felice a San Valentino?, o San Valentino: a cosa potresti rinunciare: Regalo, Cena, Sesso?, o ancora C’è qualcosa che per San Valentino può accendere il tuo desiderio?

Riuscire a conoscere nuove persone ed instaurare relazioni interessanti in età adulta è sempre più difficile e complesso, e questo è il motivo per cui le app di dating contano milioni di iscritti. Purtroppo, però, molti di questi match risultano superficiali, e sono pochi quelli che riescono a passare dal virtuale al reale. – Commenta Marco Ciarlante, responsabile marketing e comunicazione di PhaseApp – Per questo motivo, abbiamo sviluppato un approccio completamente diverso, prevedendo un percorso di conoscenza che si sviluppa attraverso quattro fasi di domande ad intimità crescente, dalla prima che soddisfa le curiosità più basiche ed elementari, alla seconda dove gli utenti, se lo desiderano, possono svelarsi attraverso fotografie e messaggi vocali, e così via, verso argomenti sempre più emozionanti o intimi. L’anonimato iniziale fa venire meno vergogna ed imbarazzo, impostando la conoscenza come un gioco. Così, da un lato si elimina lo stress legato al dover fare una domanda interessante, temendo però che possa risultare inopportuna, dall’altro si tiene viva la conversazione, suscitando curiosità su quale sarà la prossima domanda, perché l’applicazione non propone una nuova domanda fino a quando entrambi gli utenti non hanno risposto a quella precedente”.

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Gli Scomunicati è una testata giornalistica fondata nel 2006 dalla giornalista Emilia Urso Anfuso, totalmente autofinanziata. Non riceve proventi pubblici.

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