Cinghiali al potere

Cinghiali al potere

Editoriale del direttore responsabile Emilia Urso Anfuso

Non esiste peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuole vedere.

Medito da anni sull’incredibile livello di incapacità al rispetto di se stessi, di conoscenza dei diritti civili, quelli di base addirittura, di molti cittadini italiani. Questo mio editoriale non è una condanna verso un popolo di cui faccio parte, bensì la volontà di far emergere – cosa che faccio ormai da decenni – uno stato di lassismo generale che, evidentemente, è tra i primi elementi che hanno contribuito al crollo del sistema di questo paese.

Cinghiali al potere a Roma e nel resto d’Italia

Prendiamo per esempio l’assurda situazione che si sta vivendo a Roma e nel resto del paese: più del popolo sono stati i cinghiali a prendere il potere. Anni fa mi capitò di entrare in una riserva di caccia. Osservarli da lontano è affascinante, trovarseli di fronte al muso della macchina mentre guidi in una strada del centro città è aberrante e altamente pericoloso.

Qualsiasi sistema paese basato concretamente sulla democrazia, che a sua volta si basa sul rispetto dei diritti civili fondamentali, avrebbe immediatamente preso in mano le redini della situazione: non si lasciano i contribuenti – ripeto I CONTRIBUENTI – anche in balia di branchi di animali selvatici di quella stazza e alquanto affamati che circolano indistutrbati terrorizzando la gente, arrecando danni fisici, incidenti stradali e danni all’agricoltura.

Persino io, poche notti fa, ho dovuto toccare con mano l’irreale situazione incrociando un grande branco di cinghiali: non è piacevole, anche restando all’interno dell’abitacolo di un’autovettura.

Possibile che solo a me e a pochi altri salti in mente che tutto questo è aberrante, inaccettabile, fallimentare e vergognoso? Non dico che altri cittadini tacciano, ma oltre a bestemmiare sui social, cosa fanno gli italiani? Corrono…un esempio concreto nell’incredibile scena che è visibile di seguito:

Ci troviamo per caso in Burkina Fao? Macché: scene dalla capitale d’Italia, anzi no, da Babilonia…

Ne approfitto per presentare il popolo del Burkina Faso, che i “civili” occidentali a volte utilizzano per parlarne in maniera dispregiativa o per dire frasi offensive tipo: “vieni dal Burkina Faso”? per indicare persone che ritengono di livello inferiore.

Ecco di seguito il popolo del Burkina Faso che manifesta il dissenso su un tema che, volendolo spiegare alla popolazione italiana, non sarebbero sufficienti mesi di formazione alla politica internazionale e tutto il resto. Non vogliono il potere francese a casa loro. Lo dicono, lo manifestano nelle piazze, dicono “Fuori da casa nostra“!

Qui da noi, nel “mondo civilizzato”, nel frattempo ci si allena per partecipare, forse, alla maratona di New York, terrorizzati dietro a un branco di bufali che minaccia l’incolumità. Considerando i tempi, un buon modo per allenarsi risparmiando…

I cinghiali hanno preso il potere

Oggi ho parlato al telefono con un mio carissimo amico, Franco Corrado, politico, intellettuale, imprenditore e rappresentante antidoping della Federazione Gioco Calcio. Parlando del tema dei cinghiali a Roma e nel resto d’Italia, visto che il problema è diffuso a tutto il territorio italiano, il mio amico Franco ha suggerito la soluzione: la caccia selettiva. In questo caso non si tratta di un’atività venatoria bensì della selezione scientifica dei capi, che non sono – come molti potrebbero pensare – quelli più anziani e malandati o gli esemplari più forti, con l’idea di danneggiare la riproduzione.

Per informarsi meglio si può leggere l’interessante approfondimento pubblicato sul sito di Fondazione UNA: Guida alla caccia di selezione.

Coloro che ritengono che i cinghiali stiano calando a frotte nelle strade di Roma a causa delle tonnellate di spazzatura, si sbaglia o meglio, non conosce bene il problema“. Anche quest’affermazione del mio amico Franco è da prendere in seria considerazione.

Ho fatto una piccola ricerca e ho scoperto che le femmine di cinghiale si riproducono anche tre volte l’anno e partoriscono dai 3 ai15 cuccioli.

Dai 3 ai 15 cuccioli tre volte l’anno…Contare il numero dei capi è evidentemente impossibile, anche se i dati più recenti parlano del risultato di un censimento, che dichiara almeno 2,4 milioni di capi a livello nazionale. Il censimento, come è chiaro, è parziale: si ritiene che altri 800.000 capi si aggirino liberi per la nazione.

Di fronte a questi numeri, è ovvio che da Nord a Sud questi animali scendano a valle e inizino a occupare i territori cittadini: non è la presenza della spazzatura ad attrarli, non solo almeno. E’ un fatto riconducibile alla sproporzione tra numero dei capi di bestiame, in costante aumento, e limite del territorio all’interno del quale sono abituati a vivere. Lo spazio manca, è questa la sintesi, inoltre in certe città come per esempio Roma, il cibo è tanto e a portata di mano.

I danni di questa invasione sono gravi e di vario tipo: dalla distruzione delle coltivazioni agricole alle aggressioni agli esseri umani fino agli incidenti stradali causati dalla loro presenza sulle strade cittadine.

Cosa viene fatto? Poco o nulla: nella capitale le scene di corse a piedi o frenate improvvise per evitare il peggio aumentano. Poi, però, si sente parlare di programmi di sicurezza e tutela della salute nazionale. Sono certamente io a non capire perché, evidentemente, mi sfugge qualcosa…

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il silenzio generale

Ho voluto trattare questo tema perché, a mio parere, è un esempio e una sintesi eccellente delle motivazioni per cui questa nazione è crollata miseramente. Accade di tutto, ogni giorno e da anni, contro i cittadini. Reazioni? Pari a zero.

Come si possa accettare di rischiare la pelle pure a causa delle mandrie di cinghiali che corrono industurbati per le strade resta per me un grande mistero.

Di fronte a tanto lassismo le istituzioni nazionali e quelle locali si interessano d’altro, dei loro affari, della cresciata esponenziale del livello di potere e di indifferenza contro le ragioni e i diritti degli esseri umani.

Intendiamoci, sono contraria alle manifestazioni di piazza perché sostengo, semmai, la capacità di dialogo tra cittadini e istituzioni. Che queste ultime non abbiano alcuna intenzione di dialogare, ormai è cosa nota. Però, ogni tanto, è necessario fare un mea culpa: da troppi anni la popolazione italiana ha perso il senso della misura. Mi riferisco alla misura del livello di sopportazione, che quando giunge a livelli incredibili non può che regalare indifferenza da parte delle istituzioni, problemi che crescono e conseguente rabbia popolare. L’italiano medio attende sempre che chi provoca i problemi li risolva. O spera che il prossimo condottiero/premier li salvi dal disastro. Fare qualcosa non è contenuto nel manuale comportamentale del cittadino italiano.

Nel frattempo, mentre scrivo queste righe, qualche altro cinghiale ha visto la luce e il numero di quelli non censiti è cresciuto, come il livello di insicurezza di una nazione ormai allo sbando che ancora oggi si chiede “Ma dove andremo a finire“?

Peggio di così? Non so che dire…

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