Tim/Enel-Of e il paese dove crescono i limoni…

Tim/Enel-Of e il paese dove crescono i limoni…

Di Bracco 40 e Gatto46

Un famoso poeta tedesco chiamava l’Italia il paese dove crescono i limoni, ma fra i tanti suoi scritti si evinceva che il nostro fosse anche quello dove crescono i furboni, e noi aggiugiamo che forse cresce anche di peggio che termina sempre in “oni”.

Non possiamo dimenticare quando una delle maggiori esperta di pensioni , la prof.Fornero, fu asfaltata da Floris, da uno dei ragazzi di Peppe,il viceministro Buffagni del M5S che di pensioni sapeva poco o nulla.La poverina dopo aver chiesto se fosse capitata a “scherzi a parte”, e aver ricevuto gli ultimi sberleffi del commercialista di Bergamo bassa, chinò la testa, accennò una lacrima, e si arrese.

Cosa capiterà ai ministri Giorgetti (Mise), Franco (Mef) e Colao (digitalizzazione ) , ora che non uno, ma 46, dico46, senatori M5S ,dimentichi di essere sotto amministrazione controllata per manifesta incapacità,si sono trasformati in esperti di telecomunicazioni ed esigono che il governo si impegni con una apposita mozione sul loro progetto “monstre”che abbandona la struttura orizzontale o verticale tanto discusse ma si indirizzi su una gestione trasversale che lasci fuori pochi (Tim fra questi ).

In sintesi il grandioso progetto-che dovrebbe essere completato entro il 30 aprile altrimenti niente soldini- e che potrebbe oscurare il progetto finalizzato Azzolina-Arcuri sui banchi scolastici con le rotelline, (migliaia e migliaia di banchi ora immagazzinati dapertutto e non utilizzati, perché i professori si perdevano gli alunni  schizzanti dapertutto come biglie impazzite.Ma torniamo al progetto:Rete unica come segue :

Gli asset di base li mettono Terna,Raiway e Eitower.I cavi li mette Sparkle unitamente alle infrastrutture del Claud, il tutto frullato in una società Paneuropea della rete con azionisti gli stessi membri della Comunità Europea.

Capisco che siete rimasti basiti, anni e anni di studi e lavoro, mentre l’annoso problema della rete unica aveva la sua soluzione In Palazzo Madama. Chi ha illuminato i nostri stusiosi ? Avevano detto che in Italia gli esperti veri in materia non arrivavano a 10, mentre nello scrigno del Senato ne avevamo ben 46. I maligni dicono che non è farina del loro sacco, e che con premi e promesse, dietro gli esperti senatori ci sono i 3 venditori di fibra all’ingrosso ,che da anni cercano di sabotare ogni progetto che non porti ad

Enel-OF .Ci spaventa credere che famosi boiardi di stato , pur di allargare il loro consolidato , remino contro il sistema paese che pure li ha resi ricchi,potenti e intoccabili.

Fosse vero, e il fondato sospetto c’è,non saremmo alla frutta (come dicono a Roma), ma proprio fuori dal ristorante. Siamo all’ultima prova, oltre c’è il baratro,e questi hanno innestato l’automatico verso il burrone.

Il paese non è in grado di reagire. Una comunità dove il 67% non sa cosa sia il Recovery plan, e l’86% il PNRR non ha nessuna capacità di rinnovarsi.

San Mario Draghi e troppo poco per lo stato di questa comunità e con questi politici. Solo l’unione di Antonio da Padova e Francesco d’Assisi  può produrre un super miracolo che salvi il paese.

Mentre vi invito a vedere e riflettere su Fontana e Gallera, su Zaia e su Sciplì, che imitano Crozza, vi salutiamo con le parole del ministro della pubblica Istruzione “Noi speriamo facciamo bene

Ad maiora      

p.s. invitiamo il ministro Colao a convocare uno qualunque dei 46 esperti senatori e troverà il solito insegnante di una materia che non conosce.

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