Darwin Awards: un premio a chi muore da scemo…

Darwin Awards: un premio a chi muore da scemo…

Di Emilia Urso Anfuso – Direttore responsabile

Esiste un modo poco intelligente di morire? A quanto pare sì, tanto che nel 1993 – negli USA – fu creato un palmares, denominato Darwin Award dal nome dell’antropologo Charles Darwin che studiò l’evoluzione animale per selezione naturale, che ogni anno riconosce questa ricompensa a chi riesce a crepare per motivazioni assurde.  Ad avere l’idea, e a lanciare la piattaforma online darwinawards.com, fu un gruppo di studenti dell’università di Standord.

L’assegnazione – che è virtuale e solo in alcuni casi è inviata tramite posta elettronica – ha il solo scopo di ironizzare sulle morti avvenute in maniera paradossale. Ecco la motivazione della premiazione: “Questo riconoscimento è assegnato a qualsiasi persona che abbia aiutato a migliorare il pool genetico umano rimuovendosi da esso in modo spettacolarmente stupido”.

In estrema sintesi, chi muore per motivi stupidi sta migliorando la genetica umana perché cancella se stesso, e il suo DNA, così da non rischiare di riprodursi. Geniale.

Gli organizzatori di questa stramba classifica annuale accettano anche segnalazioni di casi di esseri umani che restano in vita, ma che decidono di sottoporsi a trattamenti di sterilizzazione così da cancellare per sempre la possibilità di replicarsi generando prole. In tal modo, quindi, anche restando in vita, non contribuiranno a modificare il genoma umano, col rischio di inquinarlo con la loro imbecillità. Meglio l’estinzione.

Per partecipare esistono cinque requisiti, ecco quali: innanzitutto, é necessario poter dimostrare l’impossibilità a riprodursi, anche se oggi con i moderni metodi di procreazione si può dibattere su questo punto. È sufficiente utilizzare le cellule riproduttive per generare nuova vita. La seconda regola è data dal livello d’idiozia che ha portato alla scomparsa del soggetto, che deve apparire sensazionale. Il terzo requisito è rappresentato dal fatto di poter dimostrare che la morte è sopraggiunta a causa del proprio comportamento scellerato. Infine, è necessario poter verificare la notizia, attraverso pubblicazioni dell’evento mortuale su giornali, attraverso servizi radiofonici oppure tramite il racconto di testimoni che siano però considerati affidabili. Ultima regola: possono essere segnalate le vicende dei maggiori di 16 anni.

Le candidature sono inserite sulla piattaforma online da individui che scovano notizie di cronaca di decessi avvenuti in situazioni particolari. Una giuria verifica poi l’attendibilità delle notizie e giudica i decessi meritevoli di esser premiati.

Per comprendere meglio questa “gara”, approfondiamo attraverso qualche esempio tra i più recenti assegnatari del Darwin Award. Nel 2018 il podio fu tristemente conquistato da un certo Antony G, che perse la vita mentre si stava recando in auto a casa del padre, cui aveva promesso di spalare la neve dal vialetto antistante l’abitazione. Durante il tragitto, giunsero improvvisamente due violente tempeste che distrussero gran parte della cittadina. Antony, invece di cambiar strada ed evitare i pericoli, continuò il suo percorso, per finire carbonizzato a causa della caduta di alcuni cavi elettrici accanto alla sua vettura. Peccato che fosse un elettricista…

Sempre nel 2018, un altro campione di stupidità meritò la coppa virtuale per il motivo che lo portò al decesso. Mentre passeggiava in un campo davanti casa sua, un cinquantenne trovò un proiettile. Lo prese e lo colpì con violenza con un martello che teneva in mano. Il proiettile ovviamente esplose, causando la dipartita del vincitore di un Darwin Award…

Infine, una coppa assegnata nel 2017 a un individuo che, fortunatamente, non è morto ma ha meritato ugualmente di entrare a far parte della lista dei vincenti. Si tratta di una guardia giurata argentina che in servizio portava con sé la pistola di ordinanza, una calibro 45, ma senza la sicura. Infilata l’arma alla cintola, partì all’improvviso un colpo che gli distrusse i genitali, lasciandolo sterile a vita e anche senza lavoro: l’uomo fu licenziato per incapacità ad assumere il ruolo assegnatogli.

Questa trovata ispirò, nel 2007, la produzione di un film intitolato “The Darwin Award”, interpretato tra gli altri dall’attrice Winona Ryder. Una storia intricata tra investigazioni e strani modi di crepare.

Non bastano malattie, accidenti e incidenti, certe persone i pericoli vanno a cercarseli. Come tutti quelli che perdono la vita a causa di un selfie o di un video da pubblicare sui social network. Ecco un dato che deve portare a riflettere: il Rapporto Italia Eurispes 2019 ha fatto emergere come, tra il mese di ottobre 2011 e quello di novembre 2017, le vittime da autoscatto o video realizzati in situazione di pericolo sono state 259 e tutte di giovane età. Chissà se alcuni di loro sarebbero rientrati tra i vincitori del bizzarro riconoscimento… Meglio non pensarci.

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