Ponte di Genova: per la Consulta non è illegittimo estromettere Aspi

Ponte di Genova: per la Consulta non è illegittimo estromettere Aspi

Di Emanuele La Fonte

Sono iniziate le operazioni per la stesura del primo strato di asfalto sul nuovo viadotto sul Polcevera a Genova e ad annunciarlo è stata la struttura commissariale. Si tratta di uno strato di circa 7 centimetri, denominato binder, che viene steso attraverso l’uso di un rullo che viene passato sul materiale già applicato nei giorni scorsi (primer e cappa asfaltica).

Dopo aver completato l’opera di posa, che si realizza partendo dal centro del ponte verso le estremità del viadotto, la strada sarà completata con lo strato di usura, un’ ulteriore parte in asfalto dello spessore di 4 centimetri.

Nel frattempo la vicenda Autostrade infiamma gli animi. Il Premier Conte ha dichiarato che “si trascina da troppo tempo. Ma la procedura di revoca è stata avviata e ci sono tutti i presupposti per realizzarla, perché gli inadempimenti sono oggettivi, molteplici e conclamati. Quindi o arriva una proposta della controparte che è particolarmente vantaggiosa per lo Stato oppure procediamo alla revoca, pur consapevoli che comporta insidie giuridiche”. Quando dovrebbe accadere? “Entro questo fine settimana”. Ed è una decisione di tale importanza che la porteremo in CdM”.

La Consulta non ha dubbi: non è illegittimo estromettere Aspi dalla ricostruzione del Ponte Morandi. La Corte costituzionale ritiene non fondate le questioni relative all’esclusione legislativa di Aspi dalla procedura negoziata volta alla scelta delle imprese alle quali affidare le opere di demolizione e di ricostruzione del Ponte Morandi.

La decisione del Legislatore di non affidare ad Autostrade la ricostruzione del Ponte è stata determinata dalla eccezionale gravità della situazione che lo ha indotto, in via precauzionale, a non affidare i lavori alla società incaricata della manutenzione del Ponte stesso”: è quanto comunica l’ufficio stampa della Consulta in attesa delle motivazioni della sentenza.

Il premier Giuseppe Conte ha quindi commentato: “Ci conforta che la Corte costituzionale abbia confermato la piena legittimità costituzionale della soluzione normativa che venne a suo tempo elaborata dal governo”.

Il Governo è però diviso in merito alla decisione di affidare ad Aspi, anche se pro tempore e come atto dovuto verso l’attuale concessionario, la gestione del nuovo ponte di Genova.

“Confermo che il nuovo Ponte Morandi sarà gestito da Autostrade. Ho scritto io la lettera al sindaco Bucci. La gestione va al concessionario, che oggi è Aspi ma sulla vicenda c’è ancora l’ipotesi di revoca”, ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli a Radio 24 Mattino, come riportato anche da un tweet della trasmissione.

“Ebbene, dopo due anni di minacce, immobilismo, proclami, giustizia promessa e rimandata il ponte di Genova verrà riconsegnato proprio ad Autostrade, come ha ordinato il Governo M5s-Pd“, ha dichiarato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti attraverso un post pubblicato su Facebook. “Voi ridate il ponte ad Autostrade senza ottenere nulla. Noi continuiamo a lavorare per l’interesse dei liguri. E intanto per la tragedia del Morandi e per le sue 43 vittime nessuno ancora ha pagato. Mentre a Roma litigavate, noi in Liguria almeno abbiamo ricostruito il ponte. Forse abbiamo ringhiato meno di voi… ma visti i risultati…”.

“Sulla concessione delle autostrade il governo ha lavorato senza sosta. Dopo aver raggiunto un risultato importantissimo, con il nuovo ponte Morandi costruito in meno di due anni, adesso è arrivato il momento di decidere, possibilmente entro questa settimana”, ha dichiarato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e capo delegazione del Movimento 5 Stelle.

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