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Di Luca De Rossi
BERLINO – Un nuovo, gravissimo episodio riaccende l’allarme sulla sicurezza nei cieli e nelle infrastrutture critiche del continente europeo. Nella notte, uno sciame di droni esplosivi ha preso di mira il perimetro dell’aeroporto internazionale di Lipsia, uno dei principali hub logistici della Germania orientale. L’attacco, sventato in extremis dai sistemi di difesa aerea della Bundeswehr e dalle forze di sicurezza dello scalo, non ha causato vittime ma ha provocato la sospensione di tutti i voli commerciali e cargo per oltre sei ore.
Il Cancelliere tedesco ha espresso parole durissime durante una conferenza stampa d’urgenza a Berlino, accusando apertamente l’intelligence russa di coordinare un’operazione di “guerra ibrida ad alta intensità direttamente nel cuore dell’Unione Europea”. Secondo le prime informazioni raccolte dagli inquirenti, i velivoli non pilotati sarebbero stati lanciati da piattaforme mobili situate a corto raggio, evidenziando la presenza di cellule operative sul territorio comunitario.
Da Mosca, il portavoce del Cremlino ha respinto seccamente ogni addebito, definendo le accuse tedesche “una pericolosa provocazione orchestrata dall’Occidente per giustificare un nuovo aumento delle spese militari”. La NATO e i vertici dell’Unione Europea hanno tuttavia già convocato un vertice straordinario a Bruxelles. Il punto focale non è più soltanto la difesa dei confini orientali dell’Alleanza, ma la vulnerabilità strategica delle infrastrutture civili europee fronte di una minaccia sempre più invisibile e capillare.
***Immagine di copertina creata con Gemini AI per scopi illustrativi
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