Estate, infedeltà e amori da vacanza

Estate, infedeltà e amori da vacanza
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Rubrica a cura del dottor Claudio Rao

L’estate è spesso sinonimo di passione… ma anche di tentazione. Da un’indagine emerge che la stagione estiva potrebbe mettere a dura prova le coppie.

Agosto, moglie mia non ti conosco. Ma è proprio vero? Affacciamoci sugli amori da vacanza. Come evitare di idealizzarli? Come invece farli durare?

Un sondaggio condotto nel giugno dello scorso anno da Camping & Co e ripubblicato da ELLE su un campione di oltre 4.000 persone rivela che, per la maggioranza degli uomini, la bella stagione sarebbe anche quella delle scappatelle.

L’estate è un catalizzatore di tradimenti o un semplice terreno di gioco per le fantasie inconfessabili?

Una stagione che risveglia i desideri

Con l’allungarsi delle giornate e l’aumento delle ore di sole, la nostra produzione di serotonina sale alle stelle. E il desiderio segue spesso la stessa traiettoria.

Tenderemmo dunque ad associare l’estate all’amore. Un clima euforizzante che favorisce gli avvicinamenti e moltiplica le occasioni di flirt.

Lo studio evidenzia una chiara differenza tra i sessi. Le donne vedono l’estate come un momento di consolidamento della coppia o delle decisioni importanti; gli uomini sono più inclini all’avventura.

Se il 57% degli uomini considera l’estate la stagione dell’infedeltà, contro il 28% delle donne, una buona parte di loro dichiara di aver già tradito durante le vacanze.

Per le relazioni stabili, la realtà sembra più sfumata. Oltre la metà degli intervistati afferma di non aver mai oltrepassato il limite, nemmeno durante le vacanze.

Questi dati dimostrano che l’idea di infedeltà rimane spesso una fantasia, alimentata dal contesto estivo, piuttosto che un comportamento sistematico.

Una domanda per non idealizzare l’amore da vacanza

L’amore estivo che nasce su una spiaggia, in montagna o in un campeggio dovrà superare diverse fasi prima di trovare il suo posto nella nostra vita. Se questo è il nostro desiderio, dobbiamo  innanzitutto abbandonare l’euforia dei primi giorni e guardare l’altro per ciò che è realmente.

Dobbiamo porci le domande giuste.

Per capire come evitare di idealizzare questa relazione, la terapeuta di coppia Evelyne Dillenseger¹ ci suggerisce la domanda che può cambiare tutto.

«L’idealizzazione è quasi inevitabile all’inizio di una relazione – spiega – soprattutto quando nasce in un contesto così favorevole come quello delle vacanze». Un periodo in cui siamo più disponibili, meno preoccupati dalle responsabilità e più inclini al divertimento.

La realtà quotidiana, come sappiamo, è ben diversa. «Per questo è importante prendersi il tempo di osservare l’altro in contesti diversi», prosegue la terapeuta. Come gestisce questo nuovo partner lo stress, i disaccordi, le frustrazioni?

La sfida consiste quindi nello scoprire la persona al di fuori di questa parentesi incantata. Per riuscirci, la specialista invita a porsi una semplice domanda: «Cosa voglio che questa persona rappresenti per me?».

«Questa distinzione permette di evitare di confondere desiderio, fantasia e incontro reale», conclude Evelyne Dillenseger. Infatti, se un amore estivo è destinato a durare, non sarà grazie alla magìa  dell’amore a prima vista, quanto piuttosto alla «capacità dei due partner di costruire un legame una volta terminate le vacanze».

Si può far durare un amore nato in vacanza?

Sì, stando alla psicoanalista francese, lo abbiamo accennato. Ma a una condizione fondamentale.

L’amore estivo, per radicarsi lontano dai campeggi e dai festival, dovrà adattarsi alla vita vera: occorrerà «accettare che la relazione lasci il regno dei sogni per entrare in quello della realtà».

Per questo, sarà necessario passare dall’emozione intensa a una vera e propria conoscenza dell’altro. Imparare a conoscere il proprio amore estivo nel suo ambiente, con i suoi cari, nella sua vita quotidiana, con i suoi impegni professionali e le sue abitudini. Per verificare se i valori, i progetti di vita e il modo di comunicare sono compatibili.

La terapeuta ricorda che le vacanze favoriscono un fenomeno di proiezione: in questa parentesi fuori dal tempo, ci innamoriamo tanto di ciò che proviamo in presenza dell’altro quanto della persona stessa. È proprio quando ognuno torna alla propria vita quotidiana che si scopre se questa storia nasconde una vera compatibilità o è semplicemente frutto dell’euforia delle vacanze.

La sfida non sarà quella di prolungare l’euforia delle vacanze, ma quella di costruire una relazione in grado di resistere alla vita quotidiana. Non saranno la bellezza dell’incontro, la magia che si è creata o il colpo di fulmine a farla durare, bensì «la capacità dei due partner di costruire un legame una volta terminate le vacanze».

Concretamente, ciò implica anche l’affrontare gli argomenti che plasmano una relazione, sottolinea Evelyne Dillenseger: «la distanza geografica, le aspettative di ciascuno, il ritmo con cui procedere, i progetti personali o ancora la sessualità». Queste conversazioni possono sembrare meno romantiche di un tramonto sulla spiaggia, ma costituiscono le fondamenta di una relazione duratura.

Pianificare di rivedersi, parlare del futuro o riflettere insieme su come gestire la distanza contribuisce a dare un vero e proprio punto di riferimento alla relazione.

¹ Terapeuta di coppia, sessuologa e psicoanalista francese.

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