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Di Emanuele La Fonte
Non si fermano gli accertamenti investigativi sul singolare caso di intossicazione da ricina che da settimane tiene col fiato sospeso la comunità di Pietracatella. Nelle ultime ore, i magistrati della Procura hanno nuovamente convocato ed escusso Alice Di Vita per un lungo colloquio. L’audizione, la terza dall’apertura del fascicolo di inchiesta, giunge all’indomani del deposito degli esiti degli esami tossicologici eseguiti sul sangue di Gianni Di Vita, risultati negativi alla presenza della tossina vegetale.
L’assenza di tracce biologiche dirette del veleno non ha tuttavia archiviato l’ipotesi di reato, spingendo gli inquirenti a riconsiderare la catena di eventi, i contatti e i reperti sequestrati nelle abitazioni coinvolte per ricostruire con esattezza le dinamiche della presunta somministrazione.
La convocazione in Questura, svoltasi in un clima di stretta riservatezza, rappresenta un passaggio cruciale per chiarire le incongruenze emerse tra le deposizioni preliminari e i riscontri di laboratorio, mentre i consulenti della difesa continuano a sostenere la totale estraneità della famiglia a condotte illecite.

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