Val Di Susa, Andrea Cecchini (Italia Celere): “NO TAV da 25 anni strategia della tensione, ora del terrore”

Val Di Susa, Andrea Cecchini (Italia Celere): “NO TAV da 25 anni strategia della tensione, ora del terrore”
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Di Andrea Cecchini – Segretario Nazionale del Sindacato di Polizia “Italia Celere”

Lo dico da anni, è in atto una vera strategia della tensione, ormai diventata del terrore.🔴

Analizziamo bene i fatti del 25 luglio:

nammeno un “manifestante” ferito e 60 Poliziotti feriti + 3 mezzi dati alle fiamme e il cantiere dato alle fiamme. Sono state utilizzate armi di tutti i tipi, sono state lanciate quantità di molotov che nemmeno in scenario di guerra vengono utilizzate. Semplicemente i terroristi hanno cercato il morto e lo Stato cosa ha fatto? Ha osservato mentre i nostri uomini rischiavano seriamente di morire.

Non sono stati scontri, è stato un attacco terroristico‼️

Analizziamo un altro fattore: la gente della valle stessa dice che loro con questi criminali non c’entrano nulla, provenivano tutti da fuori, erano tutti vestiti allo stesso modo, erano tutti armati come fosse davvero una guerra, si muovevano in blocco… Insomma, chi c’è dietro a questi giovani❓️ Certamente è il mondo anarchico, il mondo legato agli antagonisti che creano solo la strategia della tensione, con la regia di #Askatasuna….ma sono 25 anni che questi personaggi si organizzano ed ancora la loro organizzazione terroristica non è stata smantellata! Possiamo anche dire che questa, pur silente ma ben organizzata, è la più grande organizzazione terroristica della nostra democrazia. Passano gli anni, cambiano i personaggi, ma le movenze, le armi, gli obiettivi sono gli stessi.

Prima si chiamavno black block, poi hanno cambiato nome ma sempre loro sono, sempre la stessa organizzazione criminale che spudoratamente e con la copertura di certi ambienti attacca sfrontatamente lo Stato, nella persona fisica degli uomini in Divisa. Non cercano i politici, non vogliono fare quello che hanno fatto in passato le brigate rosse e altri gruppi terroristici, cercano semplicemente la gloria di uno scenario di guerra con l’obiettivo di fare il morto tra le Forze dell’Ordine. Ah certo, poi per fare stare zitti i fautori del politicamente corretto, quando qualcuno di loro si fa male lo facciamo diventare anche eroe e gli intitolato qualche aula… Ma la realtà e la storia dicono altro, questi sono TERRORISTI perché creano terrore‼️

Finora quante Procure hanno realmente proceduto per terrorismo? Ricordo bene i fatti sempre in Valle del 2011, si è partiti col terrorismo, si è finiti con resistenza e lesioni.

Un fattore di rilievo è la loro smania di apparire, si compiacciono anche! Le foto che ho postato stanotte e rimetto qui sotto se le sono fatte da soli e le hanno divulgate sui profili degli anarchici; se prestate attenzione alle foto hanno coperto le fattezze delle scarpe così da essere non riconoscibili. Allora, ripeto, è evidente che sia un’organizzazione criminale, ma chi c’è realmente dietro di loro❓️

Dove trovano soldi e risorse per spostarsi e per tutte queste armi❓️ Dove trovano la copertura legale e politica❓️Chi li finanzia, chi li sovvenziona, chi li copre, chi li tutela❓️

A tutto questo qual è la risposta dello Stato? Mandare allo sbaraglio le Forze dell’Ordine con l’amara consapevolezza che se qualcuno dei nostri muore mettiamo un bel Tricolore sulle nostre bare (ricordo con estremo sdegno lo slogan durante il corteo pro-Fakyr “l’unico Tricolore che ci piace è quello sulle vostre bare” 😡) e se qualcuno fa il Poliziotto come dovrebbe fare viene indagato e subito scaricato dal Sistema per compiacere chi ci odia.

I telegiornali e i media parlano di “scontri”🤦‍♂️ NO, chiamate le cose col nome giusto, non ci girate attorno, per favore. QUESTO È TERRORISMO. E, se potete, scrivete anche che noi delle Forze dell’Ordine siamo esausti e ci mobiliteremo: morire per dovere di stato SI, ma morire per far stare zitti gli imbecilli del politicamente corretto NO.

Noi, e credo solo noi ormai, siamo rimasti gli unici ad amare davvero la nostra Patria.

***Foto: da Andrea Cecchini

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