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Indagine a cura del direttore responsabile Emilia Urso Anfuso
Nel 1962, una delle coppie più straordinarie del nostro cinema, Totò e Peppino De Filippo, metteva in scena in Totòtruffa ’62 uno dei film più esilaranti della storia della commedia, con trovate colossali come la truffa della vendita della Fontana di Trevi a uno sprovveduto turista straniero. Grazie a queste trovate a quei tempi si rideva di gusto, certo, ma la realtà odierna ci mette di fronte a scenari decisamente meno divertenti. Cosa succede quando la finzione cede il passo alla cronaca e i truffatori decidono di speculare proprio sui sogni di chi desidera entrare nel mondo dello spettacolo?
Il desiderio di calcare le scene, di partecipare a un casting o di vedere il proprio volto su un cartellone pubblicitario non ha età. È un’aspirazione legittima che accomuna bambini, ragazzi e adulti. Sebbene il settore pulluli di agenzie serie e professionisti impeccabili, il “mondo dorato” della televisione e del cinema attira inevitabilmente anche sciacalli pronti a sfruttare le aspettative altrui. Oggi, la linea di demarcazione tra un’opportunità reale e un inganno è diventata talmente sottile da risultare quasi invisibile.
La trappola scatta sui social network
Le modalità di aggancio si sono evolute. I canali preferiti dai truffatori sono ormai i social network, in particolare Facebook e Instagram. Spesso ci si imbatte in inserzioni sponsorizzate dai toni accattivanti: “Cercasi bambini dai 4 ai 15 anni per nuovo spot pubblicitario” oppure “Selezioni aperte per comparsate in una nota serie TV”.
Un occhio attento può notare subito un dettaglio: a differenza dei profili ufficiali delle grandi agenzie nazionali e internazionali, che vantano un seguito reale e certificato, queste pagine hanno spesso pochissimi follower. Eppure, la tentazione di fare un tentativo, specialmente per un genitore che spera in un futuro radioso per i propri figli, è forte. Si clicca, si inseriscono i dati e, puntualmente, si viene ricontattati.
La messinscena del potere: dagli hotel di lusso al finto provino
L’appuntamento viene solitamente fissato in location di grande prestigio: sale riunioni di hotel a cinque stelle o uffici di alta rappresentanza nei centri storici delle grandi città. Questa ostentazione di autorità serve a disattivare il senso critico della vittima, trasmettendo un’idea di solidità e importanza.
Una volta sul posto, inizia la trafila di quello che ha tutta l’aria di essere un vero casting. Viene effettuata un’intervista e una prova davanti alla telecamera (talvolta, con eccessiva disinvoltura, ci si limita persino a un comune smartphone). Poco dopo, scatta il verdetto, identico per tutti: “Il provino è andato benissimo, c’è un forte interesse”. È in questo preciso istante che si palesa l’inganno economico.
Il miraggio del “Book Fotografico”
Il pretesto per chiedere denaro è quasi sempre lo stesso: la necessità di realizzare un book fotografico professionale. Le cifre richieste per questi scatti oscillano, a seconda dell’organizzazione, dai 300 fino ai 1.500 o 2.000 euro. Fissando la leva psicologica sul talento appena “riconosciuto” e sull’urgenza di non perdere l’occasione, i truffatori spingono le vittime a mettere mano al portafoglio.
Nel settore dello spettacolo, tuttavia, le regole sono diametralmente opposte.
La regola d’oro: Quando un’agenzia seria intravede un reale potenziale in un candidato – sia esso un attore, una modella o un bambino per una pubblicità – non chiede mai denaro. Il book fotografico e gli strumenti di presentazione rientrano negli investimenti dell’agenzia stessa, che guadagnerà solo successivamente, trattenendo una percentuale sui contratti effettivamente procurati all’artista. Se vi viene chiesto di pagare per lavorare, siete di fronte a una truffa.
Vademecum di autodifesa: come non cadere nel tranello
Per evitare di vedere i propri soldi sparire nel nulla insieme ad agenzie fantasma che affittano uffici temporanei per pochi giorni, ecco alcuni consigli pratici da tenere a mente:
- Chi offre lavoro non chiede denaro: Questa regola vale per lo spettacolo così come per qualsiasi altro settore professionale. Richieste di contributi per l’iscrizione, abiti di scena o materiale fotografico sono segnali d’allarme inequivocabili.
- Diffidate della finta urgenza: Frasi come “Dobbiamo firmare oggi perché i posti stanno scadendo” servono solo a togliervi il tempo di riflettere e verificare. Un vero interesse professionale non si esaurisce in pochi minuti.
- Verificate i dati fiscali: Prima di presentarvi a qualunque appuntamento, effettuate una ricerca sul web. Controllate la presenza della partita IVA, l’indirizzo della sede legale e i contatti istituzionali sul sito dell’agenzia. Se questi elementi mancano o la società risulta costituita da pochissimi giorni, è opportuno declinare l’invito.
- Tutela dei minori: Le normative sul lavoro dei minori sono estremamente rigide e richiedono autorizzazioni specifiche (tra cui quella dell’Ispettorato del Lavoro). Qualunque agenzia che liquidi la gestione di un minore con approssimazione o senza il coinvolgimento formale e costante dei genitori sta violando la legge.
- Affidatevi a canali ufficiali: I casting reali vengono veicolati attraverso uffici stampa riconosciuti, testate giornalistiche registrate e canali social ufficiali con spunta di verifica.
L’informazione e la condivisione restano le armi più efficaci per contrastare queste reti truffaldine che si rigenerano continuamente. Proteggere i propri sogni significa anche saperli difendere da chi vorrebbe trasformarli in un business illecito.
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Hai subito una truffa di questo tipo e vuoi farla emergere? Commenta nel box qui sotto: contribuirai ad arricchire questa indagine e a smantellare, il più possibile, questi tentativi di truffa.
ATTENZIONE: ho realizzato un’indagine su questo tema anche per il periodico Visto per cui scrivo da anni. Il tema è lo stesso, la stesura è diversa: trovate l’indagine in questione al seguente indirizzo: https://www.visto.tv/diritti-e-consumi/false-agenzie-di-casting-truffa-finti-provini/

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