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Editoriale del direttore responsabile Emilia Urso Anfuso
Prendiamo un commerciante, un cittadino italiano onesto che paga le tasse e rispetta le regole dello Stato. Poi, d’improvviso, arriva l’ennesima rapina. Una pistola puntata alla tempia di sua moglie e di sua figlia. Chi non si è mai trovato in un simile frangente, in quel millesimo di secondo in cui il cervello fa click, non può capire cosa significhi. No, non possiamo.
Come sappiamo, la Cassazione ha confermato la condanna per Mario Roggero: 14 anni e 9 mesi di reclusione. Una sentenza che va rispettata, certo, perché la legge parla chiaro e l’eccesso di legittima difesa, quando si rincorrono i rapinatori ormai fuori dal negozio, cancella le tutele della norma. Non vogliamo creare il Far West, sia chiaro. Non sosterrò mai la difesa a prescindere e l’uso indiscriminato delle armi nel nostro paese.
Ma qui c’è un “però” grande quanto una casa e che non possiamo più far finta di non vedere.
La giustizia a due velocità che ha stancato gli italiani
Mentre un uomo di oltre settant’anni si prepara a passare il resto della sua vita dietro le sbarre, assistiamo quotidianamente allo spettacolo indecoroso di una giustizia a due velocità. Abbiamo extracomunitari irregolari che accumulano dodici, tredici denunce per reati violenti, portati in caserma e puntualmente rilasciati dopo poche ore perché “non si può fare nulla”.
Abbiamo magistrati che non procedono con l’estradizione di un condannato perché “le condizioni del carcere non sono adeguate”: qui sotto una notizia di cronaca recente su cui riflettere

Cliccate sul seguente link per accedere alla notizia su Il Corriere: https://corrierefiorentino.corriere.it/notizie/cronaca/26_marzo_05/pakistano-arrestato-a-siena-per-omicidio-estradizione-negata-perche-le-carceri-greche-sono-inumane-734a5054-6afd-4a5b-bbfe-05da410c3xlk.shtml
Ilaria Salis su X contro Mario Roggero sostiene gli stranieri che delinquono nel nostro paese
E poi arriva lei, Ilaria Salis che dall’alto del suo nuovo ruolo da eurodeputata – ottenuto per una serie di fortunati incroci politici che tutti conosciamo – si permette di pontificare su X, pubblicando la foto di Roggero e parlando di “estrema destra” che invoca il carcere duro solo per i poveri e gli emarginati.
La Salis è arrivata a scrivere che Roggero dovrebbe fare un “percorso di riabilitazione” invece di “marcire in galera”.
Cara Ilaria Salis, ma di cosa stiamo parlando? Dove vede persone straniere che finiscono in galera e si butta pure la chiave? Non certo gli irregolari o i delinquenti di professione che difende a spada tratta, con una retorica strappalacrime sui “razzializzati”. Roggero si è beccato quasi quindici anni. Gli altri, i poveretti che lei elenca, queste vittime “razzializzate”, sono fuori a piede libero praticamente 9 volte su 10.
Questo doppio standard è indecente e pericoloso. Non si tratta di santificare Roggero, ma di difendere il buon senso. Quando la politica e una parte della magistratura usano due pesi e due misure – severissimi con i cittadini perbene, indulgenti con chi delinque – lo Stato di diritto smette di esistere, è vero, ma non come la racconta la signora Ilaria Salis. …E a rimetterci siamo sempre e solo noi.
Voi da che parte state? Parliamone nei commenti e vi aspetto anche sul canale YouTube ufficiale del nostro giornale

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