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Intervista a cura del direttore responsabile Emilia Urso Anfuso
In un’intervista senza filtri che avrebbe dovuto uscire su una grande testata nazionale – poi sparita dall’orizzonte (…) – Caio Giulio Cesare Mussolini parla a ruota libera al nostro direttore responsabile. Dalla politica al peso del cognome, fino al futuro del Paese: la libertà si difende facendo emergere la verità. Di seguito trovate l’intervista che certe testate preferiscono non farvi leggere…
Nome: Caio Giulio Cesare. Cognome: Mussolini. Segni particolari: pronipote del Duce. Il nonno era Vittorio Mussolini, primogenito di Benito. Caio è un Ufficiale di Marina in congedo, manager nel settore della difesa e saggista per passione. Autore della trilogia “Mussolini e il fascismo – l’altra storia”. Caio in questo periodo è diventato noto per uno strano caso editoriale: la sospensione della vendita, su Amazon, di questa sua opera editoriale e senza uno straccio di motivazione. I libri sono spariti alla piattaforma online dall’oggi al domani. Nessuna spiegazione, nessun preavviso, nessun replica dettagliata da parte dell’assistenza clienti.

Certo, nell’epoca storica attuale, dominata dalla cancel culture e da una certa rigidità ideologica per quanto riguarda il fantasma del fascismo, il sospetto che si possa trattare di un caso di censura preventiva è forte. Ma attenzione, prima di urlare all’apologia del fascismo, è bene sapere che il contenuto dei libri di Caio Mussolini fanno emergere la memoria familiare e hanno una valenza di saggistica documentale. Nulla a che vedere con il sostegno alla riorganizzazione del partito fascista. A parte questo, è bene considerare che, proprio su Amazon, sono ospitati migliaia di testi sul fascismo e altri sono firmati da eredi della sinistra storica.
La domanda, a questo punto, sorge spontanea: Caio Mussolini sta pagando il prezzo del cognome? Nella cosiddetta “era moderna” un cognome come il suo diviene oggetto di discrimine? Scopriamolo attraverso l’intervista che ho realizzato.
A quanti anni è stato chiaro che essere il pronipote del Duce avrebbe rappresentato IL problema e di quali problemi, nella vita quotidiana, stiamo parlando?
Praticamente da sempre. Già a cinque o sei anni avevo perfettamente chiaro che il mio cognome fosse diverso dagli altri e che portasse con sé un peso particolare. Negli anni Settanta il clima politico in Italia era estremamente teso e violento. Anche per questo motivo, nel 1978, la mia famiglia decise di trasferirsi in Venezuela, che allora era un Paese prospero, in forte crescita economica e con un’ottima qualità della vita. Era una realtà completamente diversa da quella in cui sarebbe poi precipitato con l’avvento di Hugo Chávez e, successivamente, di Nicolás Maduro. Conservo ricordi bellissimi della mia adolescenza in Venezuela. Lì il mio cognome non ha mai rappresentato un problema: ero semplicemente un ragazzo come tanti altri.
Quando rientrai in Italia per fare l’Accademia Navale di Livorno, a metà degli anni Ottanta, il clima appariva molto più sereno e, per molti anni, non ebbi particolari difficoltà. Questa situazione è durata grosso modo fino al 2010-2015, quando ho iniziato a percepire un ritorno di un certo clima di intolleranza e di contrapposizione ideologica che ritenevo appartenesse ormai al passato. Da allora ho cominciato a subire anch’io episodi di ostilità e discriminazione legati esclusivamente al mio cognome.
La pubblicazione della trilogia dal titolo “Mussolini e il fascismo – l’altra storia” è avvenuta su Amazon e fin da subito i lettori hanno dimostrato apprezzamento: le vendite andavano bene e anche i feedback erano positivi…
La collana “Mussolini e il Fascismo. L’altra storia” nasce anche dall’esigenza personale di raccontare una prospettiva diversa su quel periodo storico: quella che ho ascoltato fin da giovane dalle persone che ho frequentato e, soprattutto, all’interno della mia famiglia.
Ho trascorso molto tempo accanto a mia nonna Orsola e a mio nonno Vittorio, così come con altri familiari, tra cui mia zia Edda e mia zia Anna Teodorani Fabbri. In numerose occasioni mi hanno raccontato quella che ho definito “l’altra storia”, offrendomi una testimonianza diretta di avvenimenti vissuti in prima persona.
Negli anni successivi ho sentito il dovere di verificare quei racconti attraverso lo studio. Ho letto centinaia di libri, consultato documenti, memorie e fonti di diversa provenienza. Con mia sorpresa, ho riscontrato che molti degli episodi e delle interpretazioni che avevo ascoltato in famiglia trovavano riscontro nella documentazione storica. Da questo percorso di ricerca è nata l’idea di raccogliere e condividere questi elementi in una collana di saggi, affinché il lettore possa conoscere anche una prospettiva meno nota e confrontarla liberamente con la narrazione più diffusa.
La sua prospettiva, in relazione al ventennio fascista, si nutre dei racconti che ha ascoltato fin da piccolo in famiglia e ha sentito l’esigenza di far emergere fatti che altrimenti sarebbero rimasti sconosciuti ai più: perché?
In realtà, il mio obiettivo è stato quello di dare una forma organica e strutturata ai ricordi e ai racconti che ho raccolto fin dall’infanzia, verificandoli e integrandoli attraverso un’approfondita ricerca bibliografica. Ogni affermazione contenuta nei miei saggi è supportata da un ampio apparato di fonti e di note a piè di pagina, affinché il lettore possa sempre risalire ai documenti e agli studi citati.
Ho cercato di raccontare il Ventennio nella sua complessità, senza semplificazioni e senza pregiudizi ideologici, offrendo una prospettiva diversa da quella che viene generalmente proposta. Molti degli argomenti che affronto non sono inediti: sono stati studiati e pubblicati da autorevoli storici e ricercatori. Tuttavia, queste informazioni sono spesso contenute in opere estremamente specialistiche, di centinaia o addirittura migliaia di pagine, oppure sono disperse in numerosi volumi, rendendone difficile la consultazione per il lettore comune. I miei saggi nascono proprio dall’esigenza di raccogliere, organizzare e sintetizzare il lavoro di centinaia di opere, presentandolo in modo chiaro, accessibile e rigorosamente documentato. L’intento non è quello di sostituirsi agli storici, ma di mettere a disposizione del grande pubblico elementi, fatti e fonti che troppo spesso rimangono confinati nell’ambito della ricerca specialistica.
A un certo punto, dall’account terzo su cui era stata messa in vendita la trilogia, arriva la sospensione da parte di Amazon: ha ricevuto qualche spiegazione?
La chiusura è avvenuta senza nessun preavviso né comunicazione dopo la pubblicazione del terzo saggio “La R.S.I e la Guerra Civile” che ho presentato il mese scorso presso il Sacrario dell’Armata Silente a Sant’angelo in Formis grazie al supporto del Centro Sportivo Nazionale Fiamma.
Solo a seguito della chiusura del mio account KDP Amazon, ho scritto e mi è stato comunicato che la chiusura era motivata dal fatto che “il tuo account è correlato a un account già chiuso a causa di violazioni delle nostre Linee guida per i contenuti”. Io non ho mai avuto nessun altro account, e non mi è stato nemmeno comunicato quali “linee guida” io avrei violato. Ad ogni modo, in questo momento, grazie al supporto dell’Avv. Gioacchino La Rocca dello Studio LR Lex Advisor di MIlano, stiamo procedendo legalmente contro KDP Amazon.
Una fetta di popolazione italiana urla all’apologia del fascismo un giorno si e l’altro pure. L’art. 4 della legge Scelba è molto chiaro in proposito: la trilogia può, in qualche modo, essere indicata come a sostegno di una riorganizzazione del partito fascista?
I miei saggi sono libri storici, che raccontano l’altra storia di quel periodo in relazione alla narrazione generale. Non hanno nulla a che fare con l’apologia o la ricostruzione del PNF, che ovviamente – come scriveva anche De Felice – non sarebbe possibile al giorno d’oggi. Il fascismo è finito con l’assassinio di Mussolini nel ‘45. Resta invece il lascito culturale, storico, infrastrutturale, legislativo che continuiamo a vedere ovunque.
Oltre alla vicenda della sospensione immotivata della trilogia, qual è l’impatto negativo che un cognome come Mussolini apporta alla sua vita quotidiana? Ha subito discriminazioni nel lavoro? Ha qualche aneddoto da far emergere in tal senso?
Specialmente da quando ci sono i social, sono spesso attaccato, ricevendo minacce, ingiurie e insulti. Anche sul lavoro, in passato, ho avuto diversi problemi. La situazione è molto peggiorata rispetto a 10 anni fa. Ricordo che nel 1983, in occasione del Centenario della nascita del Duce, mio nonno Vittorio organizzò decine di presentazioni, seminari e tavole rotonde sul fascismo in tutta Italia, e non ci furono contestazioni o proteste. E all’epoca c’erano ancora veri partigiani e veri antifascisti.
In realtà, sono dell’idea che questo antifascismo – anacronistico – in assenza di fascismo sia un feticcio, lo spauracchio che la sinistra – dopo aver perso la sinderesi, il contatto con il popolo e la realtà e non avendo oramai nessuna proposta politica credibile – necessita come collante contro tutto ciò che non le piace.
Le è mai capitato qualche episodio in cui le hanno chiesto di chiedere scusa pubblicamente per ciò che il suo avo ha compiuto nel passato?
Qualcuno, in passato, me lo ha chiesto. Ho sempre respinto quella richiesta, perché non ritengo di dovermi scusare per fatti che non mi appartengono personalmente.
La storia va contestualizzata nel tempo in cui si è svolta e non può essere giudicata esclusivamente con i parametri morali e culturali di cento anni dopo. Soprattutto, va studiata attraverso le fonti e i documenti, non per slogan o pregiudizi. Nei miei saggi emergono fatti, testimonianze e documenti che molti ignorano e che spesso sorprendono anche i lettori più preparati. Per questo invito chiunque sia realmente interessato a conoscere il passato a leggere anche l’altra storia. Potrebbe scoprire una realtà molto diversa da quella che ha sempre creduto di conoscere.
Ad ogni modo, non sarà certo la censura di KDP Amazon a fermarmi: dopo il misfatto, sono stato contattato dalla Casa Editrice Passaggio al Bosco – che l’anno scorso fu oggetto di un flagizioso tentativo di censura nel corso delle fiera “Più Libri, Più Liberi” – che si è detta disponibile a pubblicare la mia trilogia, e i saggi saranno nuovamente disponibili a breve sia online, sul loro sito (https://www.passaggioalbosco.it/), e anche che nelle fiere e presentazioni in giro per l’Italia, che riprenderò a breve.

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