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Rubrica a cura del dottor Claudio Rao
Recentemente leggevo su Focus che, cito testualmente «Dire parolacce durante uno sforzo libera energie, ci fa concentrare e aumenta la fiducia in noi stessi». (Perché dire parolacce ci rende più forti – Focus.it ) Intrigato, ho deciso di approfondire.
Cosa si nasconde dietro le parolacce che amiamo pronunciare? Secondo un recente studio scientifico, il turpiloquio ci farebbe ancora meglio di quanto immaginiamo.
Da una prima raccolta d’informazioni ho scoperto che in psicologia, le parolacce sono vere e proprie valvole di sfogo emotivo. Esse ci consentono di liberare tensioni, attenuare il dolore fisico e affermare noi stessi. Parole che aggirano il linguaggio razionale per attingere direttamente al nostro universo emotivo ed alle nostre zone di stress. Dire una parolaccia infatti, attiverebbe il nostro sistema nervoso autonomo innescando una reazione di stress, aumentando la frequenza cardiaca e rilasciando adrenalina.
Numerosi studi, tra cui quelli dell’Università di Keele, come riferito dai colleghi di Focus, hanno dimostrato l’ipoalgesia. Ovvero che l’uso di parolacce permette di tollerare meglio il dolore fisico, distogliendo l’attenzione e attivando aree profonde del cervello come l’amigdala. Con un curioso effetto di rafforzamento della memoria: le parole tabù si imprimono più profondamente nella nostra memoria grazie all’attivazione dell’ippocampo.
Al confine della trasgressione
Secondo la psicosociologa francese Dominique Picard, autrice di «I rituali del saper vivere»¹, la parolaccia «si manifesta spesso come una regressione allo stadio anale». Durante l’infanzia, infatti, tra i 18 mesi e i 3 anni, ha inizio l’apprendimento della pulizia. In questo periodo il bambino decide se obbedire o meno andando sul vasino (e scoprendo il piacere che può trarre da questa scelta).
«L’elemento attivo sembra costituito dalla pulsione di controllo, a sua volta legata alla muscolatura», scrive Freud in «Tre saggi sulla teoria della teoria sessuale». Quando pronuncia parolacce, il bambino riproduce lo stesso schema, con l’unica differenza che usa la bocca per affermare la propria forza.
Ora, anche da adulti continuiamo a dire parolacce e a provarne piacere. In un momento di rabbia, di tristezza o di frustrazione, basta pronunciare questi termini «proibiti» per sentirsi un po’ più sollevati, come liberati da un peso (il peso della buona educazione).
Queste piacevoli regressioni non si rivolgono a nessun altro se non a noi stessi e ci collocano «al confine della trasgressione», secondo le parole della psicologa Martine Morenon.
I benefici psicologici delle parolacce
L’uso delle parolacce ci darebbe un senso di potere. Lo certifica uno studio britannico-svedese pubblicato nell’ottobre 2022 sulla rivista Lingua. Quando vengono utilizzate in una situazione di dolore, come quando ci si fa male, aumentano la tolleranza al dolore.
Può anche capitarci di dire parolacce mentre siamo nel bel mezzo di una conversazione. In questi casi, il turpiloquio sarebbe un mezzo per esprimere un’emozione particolarmente forte. Secondo i ricercatori, ci permetterebbe di esercitare una maggiore persuasione, conferendo maggiore credibilità alle nostre affermazioni.
Le parolacce hanno anche un potere disinibitorio, soprattutto se hanno carattere umoristico. «Dire parolacce ci aiuta a minimizzare le paure e le preoccupazioni quotidiane», spiega Richard Stephens, coautore dello studio.
Per i più timidi, dire parolacce è anche un modo per catturare l’attenzione di chi li ascolta.
L’ipotesi secondo cui i benefici delle parolacce siano legati all’infanzia e al divieto di pronunciarle resta attuale, anche se i ricercatori esprimono alcune riserve al riguardo.
Gli studiosi sconsigliano tuttavia di abusarne. Un uso eccessivo può attenuarne gli effetti positivi. «La parolaccia è una forma di linguaggio molto emotiva e i nostri risultati suggeriscono che un uso eccessivo possa attenuarne l’effetto emotivo», precisa il dottor Stephens.
Una sorpresa inaspettata
La cosa che mi ha maggiormente sorpreso in questa ricerca (e che non sospettavo affatto) sono i benefici del turpiloquio sulla nostra salute mentale. Richard Stephens, psicologo dell’Università di Keele e i suoi colleghi delle università dell’Ulster, di Westminster e di Södertörn (Svezia) infatti, come abbiamo visto, hanno concluso che dire parolacce induce una moltitudine di effetti cognitivi, fisiologici, emotivi e interazionali. Secondo Stephens, si tratterebbe di uno strumento utile per aiutarci a gestire il dolore che migliorerebbe perfino le nostre prestazioni durante l’attività fisica.
¹ Traduzione di A. Laserra, Editori riuniti, 1997.

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