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Iniziamo subito con la domanda che i lettori si aspettano, anche per poter proseguire questo tema con una partecipazione crescente, quella che il cosiddetto “mainstream” fatica a riconoscere allorché si percepisce un contenimento del sentimento che in Europa ma forse maggiormente in Italia, è dilagante, destra o sinistra che dir si voglia. E dunque, Lei, “AutoreNegro” (uso lo pseudonimo) è favorevole o no alla “remigrazione”?
La questione, oggi, dopo decenni di politiche… o meglio, di non politiche ma di goffe e, alla luce delle cronache che si susseguono in maniera sempre più drammatica, maldestre prese di posizione che seguono linee pseudo umanistiche e molte di queste al servizio di capitalisti senza scrupoli, la questione, dicevo, non si pone più.
E’ IL tema che tutto l’arco parlamentare punta verso la ricerca del consenso, numeri insomma, checché ne dicano gli onorevoli perché le soglie, anche in previsione di una Legge elettorale nuova, i numeri insomma, faranno la differenza per esserci oppure no.
Il voto su questo tema è sempre più articolato, ed anche nel “colore partitico” scevro da idealismi, e che di fatto sposta e sposterà -raggruppando- masse di elettori, laddove in Italia, Paese sotto organizzato socialmente, l’insofferenza non ha più un appunto un colore partitico. Chi in una maniera e chi in un’altra, di fatto non tollera più quella che di fatto è una invasione incontrollata e, quando dico questo, voglio precisare che non alludo a responsabilità univoche, insomma… tutti sono stati e tutt’ora sono “responsabili”! (Le accuse reciproche a cui assistiamo come semplici cittadini, pur con differenti interpretazioni, sono la plastica dimostrazione che tutti hanno concorso al dramma e tutti si limitano ad alimentarlo con la retorica alla luce della vita reale…)
Dunque, è un “sì”, se posso tradurre, Sì alla “remigrazione”?
A seguito del ragionamento… per non sottintendere e minimizzare, rafforzo con una domanda: c’è qualche forza politica che alla luce degli avvenimenti, della quotidianità italiana che registra da decenni carceri super affolate, Enti pubblici (Ospedali prima di tutto) semi paralizzati e potere d’acquisto ai minimi storici, può dire di NO? Può l’elettorato sostenere una serie di iniziative che comportano ingenti uscite di danaro pubblico per accollarsi altri indigenti, sotto proletari e un numero imprecisato di malviventi stranieri? Mi sembra che anche quella che una volta era espressione di “sinistra”, stia cercando una maniera di “comprendere” quella che -almeno dal punto di vista dell’ordine pubblico, leggi di criminalità- è una esigenza che il ceto popolare e medio, la larghissima maggioranza degli elettori italiani, non tollera più.
Mi permetta dunque di ragionare apertamente per comporre la prossima domanda: -se dovessimo riprendere e la propaganda elettorale e i vari programmi di Governo degli ultimi 20? e forse anche 30 anni, allora e guardando i numeri ufficiali ma soprattutto “scendendo tra il Popolo”, e cioè nelle scuole pubbliche, in fila nelle code degli Uffici Pubblici, tra la manovalanza, settore della ristorazione eccetera, eccetera, eccetera, diciamo che in confronto a 30 anni fa’… possiamo tranquillamente dire di essere stati “sostituiti”, e la tendenza è drammatica se ci soffermiamo sulla natalità indigena. E quindi? Tutte queste persone, questa “società nella società” che si appresta a rivendicare diritti e molto altro, come si fa’ a gestire in Italia, Paese ancora alle prese con “la questione mezzogiorno”? E come gestire quei numeri che sono “umanamente fisiologici” e in continua crescita degli “incompatibili” perché dichiaratamente non propensi ad essere integrati?- (Attenzione, non mi riferisco ai delinquenti, non ancora per questa disanima…)
Come si fa’… bella domanda. In (questa) realtà… NON SI FA’, od almeno è quanto (non) è stato fatto sino ad oggi.
Oggi, l’unica attenzione e non solamente mediatica, è verso “la delinquenza”, per quanto riguarda l’immigrazione che diventa reato di “clandestinità” o, con un giro di parole in ricerca di argomentazione per questo comportamento criminale che si atttende nel penale. Sì, ci sono i CPR… ma… lo sanno tutti che non sono una soluzione, basta guardare i numeri e gli ingressi, le espulsioni: entrano diciamo “mille”… escono “cinque” e così da anni, senza sosta, dove la semantica (il riferimento è alla “barche”… “barconi”…) sembra avere la meglio, noncuranti che la “rotta balcanica” è una fonte ricchissima e senza controllo.
Schiavitù e sfruttamento sono all’ordine del giorno nel nostro Paese, aspetto che ci differenzia dai Paesi del Nord Europa; per fare un esempio, siamo una potenza agro-alimentare a conduzione famigliare, mossa da Aziende che si sorreggono nella concorrenza tramite
subappalti nel sud Italia ancora selvaggio e così via, facendo largo uso di questi “poveracci”.
Quello che è cambiato, fondamentalmente, è lo status del cittadino italiano: da “percezione di povertà”, oggi l’italiano anche medio, tocca con mano la povertà e si sente poco sicuro perché “i nuovi poveri aggrediscono i vecchi poveri”, occupano cioé (e ripeto: non sto nemmeno parlando di clandestini!) ogni spazio di welfare che già era scarso per gli italiani prima del loro arrivo in massa… Una guerra tra poveri! E come ogni guerra ci sono feriti e morti, “reati all’ordine del giorno” potremmo pure declinarli. “Governare” o “gestire” questa “umanità sporca” non è possibile attraverso un ricorso alla dialettica, alla politica edulcorata dalle operose e non totalmente esenti dal lucro Caritas come fu la Democrazia Cristiana con il sud Italia nel dopoguerra e fino ai ’70…
Siamo alle seconde e terze generazioni di immigrati! Essi -in larga parte- non accettano “parole” e “promesse”… l’indole non è cattolica, altra informazione che Vi do…
Allude cioè a una ricerca tout cour di “autorità”? Ad un fare più “ferreo”, “deciso”? Pensa al nuovo progetto politico di Vannacci? Siamo in emergenza dunque?
L’emerenza non c’è. Non ancora, diciamo e, affermo questo perché sono convinto che questa modalità o dicasi situazione prevista nell’Ordine pubblico possa ricorrere solamente quando le condizioni siano decisamente pronte per un “affronto”: NO, NON CI SIAMO! La società italiana si è evoluta nella cautela, è insofferente ma piuttosto ubbidiente: si riveda il periodo COVID. Non siamo pronti a metterci in giuoco e specialmente non contro chi non ha nulla da perdere! Ci faremo molto male: abbiamo perso (non voglio ora dire che questo sia un male… siamo
comunque difronte a un’evoluzione, faccio delle constatazioni, osservazioni sociologiche… storiche… quasi antropologiche…) l’istinto, siamo insomma oggi l’espressione umana più lontana possibile dai nostri avi, dalla Roma antica e guerriera.
Oddio, tutto può cambiare ma non con la forza… ?!
Si vada nelle scuole elementari… alle stazioni dei treni e dei bus, nelle metropolitane… difficile trovare italiani che non siano delle bellissime vecchiette con la spesa che si tascinano… e giovini studenti… queste ultime due categorie di persone tra l’altro che potrebbero offrire come offrono quotidianamente solidarietà agli stranieri, agli oriundi… Ecco Vannacci quindi, Vannacci il politico, “semper Generale” per una certa stampa, ma ormai solo sulla carta, per ragioni di età, di scelta.
La sua POLITICA potrebbe rispecchiare quella di AfD in Germania, se non stringe alleanze con i politici italiani di lungo corso. Ben venga una sua proposta! Ma attenzione: egli ha una carta ed una soltanto per non perdere tutta la credibilità e entrare a far parte di quei “politicanti” che alla fine fanno gli affari propri… La carta “vincente” è sì -oggi come non mai!- quella dell’immigrazione ma, egli deve giuocare l’asso: senza giravolte e senza scendere nei meandri delle votazioni europee, nei numeri assoluti che non potranno dargli il consenso necessario che in una democrazia parlamentare non è possibile avere.
Deve – il Vannacci- portare avanti una proposta semplice e che gli consentirà da subito di intraprendere un percorso mai esplorato, aprire una TENDENZA, non focalizzarsi su una soluzione per altro NON possibile, perché “tutto” è cambiato, “la storia” è cambiata, le ideologie sono state cancellate e stravolte e riscritte, riviste, come in “Quaderno di Guerra, Ihr kampf” ho cercato di illustarVi per sommi capi, indicando la nuova grammatica di guerra.
E quale sarebbe la semplicissima mossa politica da perseguire? Presto detto: istituire con Legge dello Stato al Ministero della Difesa con fare retroattivo tutte le politiche riguardanti l’immigrazione. L’Esercito italiano prende all’istante sotto suo diretto controllo tutto quanto riguarda l’immigrazione: difesa dei confini, ingressi, gestione delle permanenze e dei rimpatri. Centri di Accoglienza, e Centri per il rimpatrio. Nessun appalto possibile a privati. Nessuna “interpretazione” e flussi di danari poco limpidi. L’apparato -la gerarchia militare- riferisce direttamente al Capo dello Stato senza interlocutori ogni mossa nella garanzia della Carta Costituzionale.
Non esiste alternativa credibile: pensateci bene cari lettori.
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