Disforia: capire l’incongruenza per ritrovare il benessere

Disforia: capire l’incongruenza per ritrovare il benessere
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Rubrica a cura del dottor Claudio Rao

Non una malattia mentale, ma uno stato di disagio da conoscere e “trattare”

Una cara amica di vecchia data con la quale mi confidavo di recente, mi ha glissato “Forse stai attraversando un momento di disforia” suggerendomi l’idea di una riflessione sul problema.

Un momento disforico è una condizione psicologica in cui si sperimenta un forte malessere emotivo. Una combinazione di tristezza, frustrazione, ansia ed una marcata irritabilità.

Questa condizione piuttosto comune, ma che resta ancora poco chiara ed avvolta nei malintesi. Molte persone possono soffrirne senza rendersene conto, attribuendo il proprio malessere a fattori esterni o contingenti. Attingendo alle fonti degli esperti, cerchiamo di sfatarne i miti ed acquisirne gli strumenti necessari a riconoscerla e a gestirla.

Cosa significa “essere disforico”?

Essere disforico, in psicologia o in psichiatria, significa convivere con uno stato psichico profondamente turbato e tendenzialmente duraturo. La disforia è un disturbo dell’umore che si manifesta con un’insoddisfazione costante, un malumore onnipresente e l’incapacità di provare piacere nelle attività quotidiane. Le persone disforiche provano un malessere diffuso, un’amarezza nei confronti della vita e possono scivolare verso stati depressivi.

7 segnali che indicano la disforia

Chi ne soffre percepisce certe situazioni come vere e proprie ferite emotive, che complicano la vita quotidiana e le relazioni sociali. Comprendere meglio questi segnali può aiutare a gestire meglio tale sofferenza e a migliorare la qualità della vita.

Ecco sette segnali indicatori di cui tenere conto.

1. Reazioni eccessive alle critiche

Secondo gli esperti, le persone che soffrono di disforia reagiscono in modo intenso, anche alle osservazioni più innocue. Non è necessariamente la critica a provocare questa reazione, ma la sensazione di un rifiuto personale. Ciò può causare un grande dolore emotivo e perfino fisico.

Queste reazioni sono spesso fraintese da chi li circonda, che può pensare a persone siano «troppo sensibili». Una mancanza di sostegno e comprensione che rafforza il loro senso di malessere.

2. Difficoltà ad accettare i suggerimenti

Le persone disforiche hanno spesso difficoltà ad accettare consigli, anche se ben intenzionati perché tendono a percepirli come critiche. Ciò complica le loro relazioni interpersonali, poiché si sentono incomprese o giudicate negativamente. Sia al lavoro che nella vita.

3. Tendenza alla perfezione

Per evitare critiche o rifiuti, molte persone che vivono questo disagio cercano di raggiungere la perfezione in tutto ciò che intraprendono. Una ricerca spesso estenuante e irraggiungibile che rischia di creare  un circolo vizioso di frustrazione e autosvalutazione.

Questo atteggiamento rivela un forte bisogno di essere accettati e riconosciuti dagli altri. Inoltre, la continua ricerca della perfezione può portare all’esaurimento fisico e mentale.

4. Ipervigilanza emotiva

Le persone con disforia sono molto vigili e stanno all’erta per cogliere il minimo segno di rifiuto nelle loro relazioni con gli altri. Un semplice tono di voce o una banale osservazione possono essere percepiti come un segno di disapprovazione.

Questo livello di vigilanza può influire sulla loro qualità di vita, rendendole ansiose e diffidenti nei confronti degli altri.

5. Incapacità di dire “no”

La paura del rifiuto spinge le persone disforiche a piegarsi alle aspettative degli altri: si sforzano di essere sempre disponibili e irreprensibili, anche “usandosi una certa violenza interiore”.

Non saper porre dei limiti può portare all’esaurimento. Può anche creare relazioni squilibrate in cui si sentono sfruttate e incomprese.

6. Eccessivo senso di colpa

Quando non riescono a soddisfare le aspettative, proprie o altrui, le persone con disforia provano un forte senso di colpa. Questo dà loro l’impressione di non essere mai all’altezza.

Questo senso di colpa può minare la loro autostima e renderle ancora più sensibili alle critiche. Accentuando il loro disagio.

7. Un isolamento volontario

Per evitare il rifiuto, alcune persone preferiscono isolarsi. La paura di deludere, di fraintendere o di essere fraintesi diventa così forte da spingerle ad isolarsi per evitare il dolore.

Questo isolamento però non migliora la situazione perché perdono ogni occasione di sentirsi sostenute e accettate.

Quando si manifesta?

Stando ai professionisti del campo, principalmente psicologi, psicoterapeuti e psichiatri, questo stato può presentarsi in diverse circostanze.

  • Fattori ormonali. Esiste un disturbo disforico premestruale che altera l’umore nei giorni precedenti il ciclo. 
  • Disagio psicologico. Può essere un sintomo legato al disturbo borderline di personalità o a periodi di forte stress. 
  • Disforia di genere. In questo caso specifico, si fa riferimento al disagio e alla sofferenza provati quando la propria identità di genere non corrisponde al sesso assegnato alla nascita.

Se questi momenti sono passeggeri, possono essere una normale reazione a un periodo difficile. Tuttavia, se sono intensi, frequenti e ostacolano la vita quotidiana, consiglierei di rivolgersi ad un professionista della salute mentale per un percorso mirato.

Consigli, benessere, terapia

Ciò che la mia amica intendeva trasmettermi era che le mie difficoltà del momento, legate ad un contesto familiare piuttosto delicato che esaurisce entusiasmo ed energie, è uno stato passeggero che deve richiamare la mia attenzione su una maggior cura di me stesso e delle mie dinamiche sociali. Nulla di allarmante, ma il bisogno di focalizzarmi su me stesso, di rincentrarmi con piccole azioni quotidiane di affermazione di sé come curare aspetto, abbigliamento e piccoli dettagli, tenere un diario “del positivo”, ritagliarmi momenti di piacere e gratificazione suffragati da qualche tecnica di rilassamento.

Consigli che tutti dovremmo valutare ed applicare nei momenti critici della nostra vita.

L’umore disforico, ricordiamolo, è uno stato emotivo caratterizzato da profondo malessere, in cui prevalgono irritabilità, irrequietezza, frustrazione e tristezza. Chi lo sperimenta prova un’intensa sofferenza interiore che si traduce spesso in scatti d’ira, intolleranza verso gli altri e sbalzi repentini. 
Se viene diagnosticato in contesti clinici molto diversi non dobbiamo farcene trarre in inganno ed allarmarcene senza ragione. Per questo, in caso di dubbio, può essere utile avere riferimenti sociali (centri specializzati territoriali, sportelli di supporto), professionali (psicologi o psicoterapeuti) o amicali qualificati per valutare se il nostro disagio necessiti di una terapia vera e propria o semplicemente di  consigli e risorse mirate per migliorare il nostro benessere emotivo. 

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