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Approfondimento tecnico a cura di Sergio Ragaini
I Mac, questo è indiscutibile, sono computer molto belli, e molto ben costruiti, spesso davvero con tecniche all’avanguardia, per l’epoca in cui sono stati costruiti (ricordiamo che Mac usava già belle interfacce grafiche quando Microsoft usava ancora il Sistema Operativo Ms-Dos). Il loro “punto debole” è proprio… il Sistema Operativo Mac Os. Infatti, come già visto nel precedente articolo, si tratta di un Sistema Operativo chiuso, che “intrappola”, e che decide quello che dobbiamo fare o non fare. E che, infine, essendo un “Sistema Proprietario”, non ci permette più di aggiornare, anche se potremmo agevolmente farlo.
Chi chiediamo allora: sarebbe possibile conservare questi Computer… passando a Mondi Informatici liberi? La risposta è affermativa. E per farlo non occorrono cose “stellari”: basta una chiavetta Usb vuota, una connessione Internet, e un po’ di buona volontà. E vi troverete un Computer che, davvero, rinascerà a nuova vita. In questo articolo verrà spiegato, in dettaglio, come “ridare nuova linfa vitale” al vostro Computer.
Nota: il discorso che farò di seguito è riferito a Mac OS: tuttavia, può essere applicato, con qualche modifica, anche a Windows
Il discorso che seguirà è riferito, come vedrete, a Mac OS. Tuttavia, con qualche adattamento, si può applicare anche a Windows. Alla fine di questo articolo parlerò di questo, mostrando come quanto dirò si potrà adattare anche a Windows, e quali saranno le “modifiche” da effettuare.
Uscire da Mac in maniera definitiva… e sui suoi computer: obiettivo possibile? Certamente!
Dopo avere parlato in dettaglio, nel precedente articolo, di come uscire da Mac, una volta che si è caduti nelle sue “trappole” (e di come “prevenire”, non cadendoci), ora credo però che sia il caso di notare una cosa: come già accennato altre volte in questo lavoro, i Computer Mac sono, comunque, molto belli a livello tecnologico. L’unico problema è proprio … il fatto che abbiano Sistema Operativo Mac OS, e che quindi tengano legati a un mondo chiuso. Che, come fatto notare nel precedente articolo, Apple potrebbe decidere di “rendere obsoleto” non rilasciando più aggiornamenti. E questo, in molti casi, si potrebbe tradurre nell’impossibilità o quasi di utilizzare molte funzionalità, in particolare Internet (ma non solo!).
Un sogno, quindi, sarebbe riuscire a utilizzarli senza Sistema Operativo Mac Os. Vale a dire: utilizzarne la potenza e le potenzialità con un Sistema Operativo “libero”.
Ebbene: questa possibilità esiste. Io l’ho attuata, e infatti sto utilizzando un Computer Mac, con tanto di “marchio della mela”, con un Sistema Operativo Linux.
Ed è proprio Linux il “candidato” per questa operazione. Per chi non lo conoscesse, si tratta di un Sistema Operativo “libero”, gratuito, scaricabile gratuitamente dal Web. Un sistema ideato per la prima volta dall’informatico finlandese Linus Torvalds, utilizzando come “base” il Sistema Operativo “Unix”, e oggi un Sistema Operativo “libero”, con diverse distribuzioni, che nulla ha da invidiare ai più noti Sistemi Operativi prodotti da colossi informatici.
Per saperne di più su Linux potete andare a questo indirizzo, mentre a questo indirizzo potrete trovare anche le sue basi e i suoi comandi principali.
Io l’avevo utilizzato in un Computer dove era montato Windows 10. E i Sistemi Operativi “giravano” entrambi (vedremo poi di cosa sto parlando). Però una volta provato Linux, non avevo più utilizzato Windows, se non per qualche operazione in cui mi serviva farlo.
Linux è la libertà assoluta, e rappresenta quasi l’antitesi di Mac: libero, veloce, sicuro, permette di fare quello che si vuole con il proprio Computer. Tra l’altro, in molti casi gli aggiornamenti sono gestiti da un’unica struttura che li controlla per tutte le periferiche presenti, e per tutti i programmi installati, oltre che per il software di Sistema. In modo da avere sempre un sistema sempre aggiornatissimo.
Insomma: uno strumento davvero bello e interessante. Che, per chi è abituato al Mondo Mac, rappresenta una ventata di libertà e di apertura.
Linux, sistema libero, può essere installato nel vostro Mac al posto di Mac Os. O, come vedremo, al suo fianco, decidendo ogni volta quale dei due Sistemi Operativi avviare.
La procedura di installazione non è difficile: basta una chiavetta Usb vuota (o comunque formattabile) di almeno 4Gb. Richiede però un pochino di attenzione. Ricordate però, come vi dicevo, che non c’è nulla di irreversibile: se qualcosa va storto (e può sempre accadere: è accaduto anche a me!) si può ricominciare l’installazione: la chiavetta Usb che avrete preparato può essere utilizzata tutte le volte che lo vorrete.
Vediamo, quindi, di seguito la procedura in dettaglio. Vedrete che non sarà difficile.
0 – Nota importante: prima di installare Linux, recuperate tutti i dati dal “Mondo Mac… e anche tutti i dati sul Disco Fisso. Soprattutto se deciderete di “chiudere” con Mac
Nel precedente articolo sull’argomento avevo spiegato dettagliatamente come uscire dalla “gabbia Mac”. Avevo però precisato una cosa, che credo sia molto importante: le operazioni di recupero dei dati leggibili solo da Mac sono effettuabili solo con un Mac: questo proprio perché il Mondo Mac è, in molti casi, “leggibile” solo da quel Mondo, e non da altro. Prima di liberarvi definitivamente di Mac Os, quindi, soprattutto se sceglierete di farlo (potete anche non farlo, come vedremo più avanti), è importante che mettiate al sicuro tutti i dati del “Mondo Mac” che vi servono. Altrimenti, come vi dicevo, se vi sbarazzerete per sempre di Mac Os prima di farlo li avrete persi per sempre.
Prima di procedere, quindi, soprattutto se volete fare una scelta definitiva, seguite le procedure indicate nel precedente articolo per “mettere al sicuro” i vostri dati.
Ovviamente, finché “proverete” solo il Sistema Operativo, come vedremo più avanti, e se non deciderete di sbarazzarvi di mac Os, installando Linux “al suo fianco”, questa non sarà più una necessità: infatti, non avrete “tagliato i ponti” col Mondo Mac, e potrete sempre accedervi per recuperare i vostri dati.
Se però, come dicevo, la vostra intenzione è “tagliare i ponti” con il Mondo Mac, prima di farlo recuperate tutti i vostri dati. Poi, potrete “tagliare i ponti” con il sorriso.
E, come vi ricorderò, questo non si limita solo ai Dati relativi al Sistema Operativo: sul disco di Mac potreste avere qualche vostro dato importante. Non iniziate un’installazione “drastica” senza averli recuperati e messi al sicuro.
Una volta fatto questo… potete procedere con Linux: comincia una nuova avventura!
I – Scelta del Sistema Operativo Linux e dell’interfaccia.
Linux, che alcuni pensano come un tutt’uno, è in realtà un insieme di distribuzioni. Queste, pur condividendo degli elementi comuni, sono comunque diverse.
In Linux, inoltre, oltre al Sistema Operativo, occorre scegliere l’interfaccia. Questa è quello che vediamo sul Computer, vale a dire come il Computer comunica con noi.
Le distribuzioni di Linux sono diverse, e direi tutte interessanti. Alcune sono più “spartane”, e implicano un maggior “smanettamento” per renderle come vogliamo noi, mentre altre sono già “preconfezionate”, con tutto quello che serve già lì, pronto per essere utilizzato.
Tra le distribuzioni Linux alcune delle principali sono:
- Ubuntu: distribuzione “storica” di Linux. Oggi questo Sistema Operativo è molto “salito di peso” a causa della tecnologia “snap”, che permette di isolare le esecuzioni dei programmi, con proprie strutture per funzionare (tecnicamente queste si chiamano “Sandbox”).
Comunque è la distribuzione “storica” di Linux. - Debian: Il Linux più “puro” che ci sia. Infatti, un amico informatico parlava di “Debian puro”, per indicare Debian senza aggiunte. Debian è Linux allo stato puro. È una “roccia”, nel senso che non si rompe mai e non si blocca mai.
Il rovescio della medaglia è che molte cose non sono installate, e di conseguenza dovrete “smanettare” un po’ per rendere tutto funzionale al vostro utilizzo. - MX Linux: è Debian con qualche aggiunta in più: appunto i pacchetti MX. Una buona alternativa a Debian, se si vuole un Debian con qualche funzionalità in più, e già più “pronto all’uso”.
- Mint: è il Sistema Operativo che avevo usato alcun anni fa, nella sua versione 19. Oggi è arrivato alla versione 22 (nel momento in cui scrivo l’ultima versione è la 22.3). Bello e interessante, ha però visto gli sviluppatori spingersi davvero “oltre”, cercando di unire mondi tecnologici incompatibili tra di loro. Usa, per i programmi da scaricare e installare, il sistema “Flatpack”, simile allo Snap di Ubuntu. Il risultato è che programmi di 100 Mb finiscono per superare il Gb.
La sua versione attuale, a causa delle sue caratteristiche, dà luogo ad alcune instabilità, soprattutto per macchine con poca potenza. Per contro, è ricco di opzioni di utilizzo già “pronte”, tra cui un gestore di aggiornamenti e un gestore dei Driver, che vi manterranno il Sistema perfettamente aggiornato e in forma.
Come vedete, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Come vi ho detto, io sto ora utilizzando Mint 22. Ho però preparato anche una chiavetta di installazione per Debian, valutandone un possibile passaggio. Tuttavia, Debian appare molto “essenziale”.
Vi avevo già accennato che, con Linux, oltre alla distribuzione, occorre scegliere anche l’interfaccia. Queste sono diverse. Alcune delle più comuni sono:
- XFCE: è l’interfaccia più essenziale di Linux. Per alcuni potrebbe esserlo “troppo”: tuttavia, è perfetta pere chi non cerca “fronzoli”, e per chi non ha macchine “potentissime”. Comunque ha tutto, anche se talvolta sembra un’interfaccia “d’altri tempi”, poco adatta a chi oggi è abituato a interfacce accattivanti e luminose. Tuttavia, espleta perfettamente il suo scopo.
- Cinnamon: Una delle più utilizzate. È bella, intuitiva, interessante. Per alcuni può essere un po’ “pesantina”, soprattutto nei computer più datati.
- Mate: L’interfaccia più evoluta di Linux. È bella, interessante, e in Linux Mint 22 usa la nuova interfaccia grafica Wayland. Può diventare però problematica su computer un po’ “datati”. Wayland, poi, non è così “matura”, quindi può dare luogo a qualche instabilità. Da scegliere se cercate il massimo dell’evoluzione dell’interfaccia.
Quindi, se volete essenzialità, comunque funzionale, scegliete XFCE, che fa comunque tutto, anche se magari è meno “bella” da vedere. Se volete la modernità e l’efficienza totali utilizzate Mate, se volete una via di mezzo, comunque bella e performante, utilizzate Cinnamon.
Se volete qualche indicazione in più, a questo indirizzo troverete un elenco degli ambienti Linux più utilizzati. Con qualche aggiunta a quelli già indicati.
Una volta scelto il vostro ambiente operativo, si passa a renderlo “operativo” a tutti gli effetti. Come vi dicevo, basta seguire determinati passaggi, e il gioco sarà fatto.
II – Scaricate il vostro Linux
Una volta che avete scelto la distribuzione e l’interfaccia desiderata, il passo successivo è scaricare il vostro Linux.
Vi consiglio, ma credo sia implicito, di scaricare dal sito “Ufficiale” della distribuzione desiderata. Ci sono siti “non ufficiali” che offrono versioni magari diverse, instabili e magari nemmeno “sicure”. In questi casi, trattandosi del “motore software” del vostro Computer, conviene andare sul sicuro, e scegliere una distribuzione ufficiale. Quelle non tradiscono mai, ed eventuali bug sono comunque “ufficiali”, quindi non “devastanti” per il vostro Computer. E presto potranno essere risolti dagli stessi sviluppatori.
Di seguito i siti da cui scaricare (basta cliccare sul nome della versione: è un ipertesto):
Ubuntu (Selezionare la versione “Desktop”)
Mint (disponibili qui le interfacce Cinnamon e Mate)
MX Linux (qui è possibile scegliere le interfacce XFCE, KDE o Fluxbox. La più “spartana” è la XFCE. Per l’interfaccia XFCE potete scegliere quella “semplice” o la “Ahs”.Scegliete la semplice se il vostro Pc è piuttosto datato).
Se volete qualche altra distribuzione, la potete cercare anche aiutati dall’Intelligenza Artificiale. Anche qui, comunque, la raccomandazione è quella di utilizzare sempre siti ufficiali.
Il file del vostro Sistema Operativo sarà un file cosiddetto “immagine”. E sarà in formato (estensione) iso (vale a dire che il suo nome si concluderà con .iso). A seconda dei casi avrà “peso” da 1-1,5 Gb sino a 3-4 Gb.
Il tempo di download dipende, oltre che dalla vostra connessione (che è verosimilmente veloce, sia che utilizziate WiFi, sia che utilizziate un Tethering 5G), anche, e forse soprattutto, dalla velocità del server da cui state scaricando. E questo potrebbe fare la differenza. E magari farvi “abbandonare il colpo”.
Per esempio, io volevo scaricare MX Linux, perché ha qualche funzionalità in più rispetto a Debian: ho dovuto desistere perché la velocità di scaricamento era troppo lenta: scaricava a circa 62 KB/sec, una velocità degna dei vecchi modem analogici! A quella velocità scaricare un file da 3,2 Gb (queste erano le dimensioni del File iso di MX Linux) avrebbe richiesto circa 17 ore! E pareva anche che il loro server non supportasse il “resume”: vale a dire che, se si interrompeva il download, occorreva ricominciarlo daccapo. Per questo motivo ho deciso di non scaricarlo.
Un appunto al Team di MX Linux: se preparate una bella distribuzione, come è quella di MX, dovete anche renderla fruibile. Così… molti non arriveranno mai a provarla!
A questo punto avete il file pronto per l’installazione: dovete solo preparare la chiavetta e… partire!
II – Preparare la chiavetta USB avviabile
Avete scaricato il vostro Sistema Operativo. Tuttavia, quello non è ancora quello che vi serve. O meglio: è la base di quello che vi serve, ma non è qualcosa che potrete usare per “avviare” il Computer. Da quel file iso dovrete creare una chiavetta avviabile con il Sistema Operativo “montato”. Dovrete, quindi, “montare” il Sistema Operativo su una chiavetta avviabile. Tecnicamente, questa operazione si definisce di “flashing” (infatti si parla di “flashare” il Sistema Operativo). Per svolgere questa operazione di “flashing” avrete quindi bisogno un programma che si chiama “flasher”. L’operazione, comunque, è abbastanza semplice: richiede solo un pochino di attenzione (come buona parte delle operazioni informatiche, d’altra parte!).
Vi sono diversi software che permettono l’operazione di “flashing”. Il più noto, e forse il migliore, è “Balena Etcher” (io ho utilizzato quello). Lo scaricate dal suo sito ufficiale.
Nel caso il vostro Mac sia datato, è possibile scaricare versioni precedenti all’ultima, che funzioneranno. Potete farlo da questo sito.
Come ben sapete, anche se il vostro Computer ha delle caratteristiche tecniche tali da supportare anche l’ultima versione di Mac Os, Apple decide che quel computer “non può più ricevere aggiornamenti”. Ne parlavo alla fine del precedente articolo: sono i problemi dei “software proprietari”, dove quindi un software (in questo caso il Sistema Operativo Mac Os) gira solo su quel determinato Hardware (un Computer Mac, in questo caso): chi lo produce può fare quello che vuole, e “bloccarvi” aggiornamenti che potreste tranquillamente fare. Per questo raccomando sempre di non usare Computer con Sistemi Operativi “proprietari”. Finché il produttore del Computer produce anche il Sistema Operativo, non è un problema; è solo una coincidenza tecnica. Il problema nasce se quel Sistema Operativo “gira” solo su quel Computer, o su quella marca di Computer. Allora siete nelle mani del produttore, che può decidere quello che vuole: anche che il vostro Computer non può più ricevere aggiornamenti, anche se le sue caratteristiche tecniche lo permetterebbero.
Comunque, qui il problema è risolvibile facilmente: io avevo addirittura un Mac con Sistema Operativo El Captan, del 2015. Ho trovato la versione 1.5 di balena Etcher che funzionava benissimo. Quindi, se scaricate una versione precedente, non avrete problemi. Alla pagina che vi ho indicato troverete tutte le versioni precedenti, dalla 1.5 in poi. Se non siete sicuri e se non volete fare vari “tentativi”, vi consiglio la versione più remota: funzionerà comunque benissimo. Solitamente, la compatibilità “verso il basso” è sempre garantita: è verso l’alto che non lo è! Quindi, una versione più remota funziona su un sistema più aggiornato… il viceversa, invece, non è garantito.
Dopo che l’avrete scaricato e installato, provate ad avviarlo: così vedrete subito se funziona. Ignorate i messaggi “minacciosi” di Apple, che vi segnala che è un’applicazione scaricata dal Web: con Mac, se si esce dal suo “recinto”, arrivano messaggi “minacciosi”. Non vi preoccupate: continuate e vedete se funziona. Se sì, avete tutto quanto serve per l’operazione di “flashing”.
A questo punto, vi manca solo di preparare la chiavetta avviabile. Procuratevi quindi una chiavetta Usb vuota, di almeno 4 GB (meglio 8). Se non lo è, ricordate che verrà completamente formattata: di conseguenza, attenzione a non avere dati “importanti” al suo interno. Meglio però se la chiavetta è del tutto “vergine”: così non avrete problemi. Una chiavetta Usb costa spesso meno di 10 euro (soprattutto perché, come detto, non ve ne servirà una “capientissima”: basteranno 4Gb, anche se è meglio averla di almeno 8 Gb, come detto poco fa), quindi potrete acquistarne una nuova: avrete qualcosa del quale sarete “sicuri” che funzionerà bene. L’operazione che state per compiere la merita di sicuro!
Avviate quindi il vostro flasher, probabilmente Balena Etcher: l’interfaccia è molto intuitiva. Vi basterà scegliere la posizione del vostro File Immagine Linux (la posizione dove avevate scaricato il vostro file Iso indicato prima), la posizione dove dovete fare il Flashing (la chiavetta Usb)… e avviare il processo.
Il processo richiederà alcuni minuti. Vedrete, mentre sta creandosi la chiavetta avviabile, una barra di avanzamento. Alla fine, riceverete il messaggio di processo completato.
Potrete quindi rimuovere la chiavetta, ovviamente facendolo nel modo corretto, mediante il comando “espelli”: altrimenti, potreste danneggiare il contenuto della chiavetta.
Come vedete, è tutto semplice e sicuro. Dovete fare attenzione solo a una cosa: quando selezionate il percorso della chiavetta (il percorso dove volete salvare il vostro sistema “montato”), attenzione a selezionare la periferica giusta, vale a dire la chiavetta Usb! Il rischio esiste se avete dischi esterni collegati. Selezionare il disco sbagliato vuol dire perdere il suo contenuto, perché verrà formattato. Comunque basta un po’ di attenzione.
Se volete evitare questo rischio, basta che scarichiate il file di Linux su una cartella del Computer, o addirittura sulla scrivania, e non su un disco esterno, e che, quando lancerete il processo di flashing, sia collegata solo la chiavetta.
Comunque, se fate un minimo di attenzione, il rischio precedente non sarà tale.
Nota: esistono chiavette già pronte all’uso
Prima di proseguire però voglio dirvi una cosa: i passaggi che vi ho indicato non sono difficili, e in buona parte sono “automatici”. Basta procurarsi i software giusti, quali quelli che vi ho indicato, e tutto verrà da sé.
Tuttavia, se qualcuno di voi non ha voglia di effettuare le procedure indicate, posso dirvi che esistono chiavette pronte all’uso, e che già vi permettono di “partire” con l’installazione.
Quindi, se voleste saltare i passaggi precedenti, potete andare sui siti o sui forum delle varie distribuzioni, per ordinare una chiavetta pronta.
Tuttavia, come avrete visto, le operazioni precedenti non sono poi così “critiche”: si dovrebbero effettuare, tutto sommato, rapidamente.
Comunque, vi ho dato anche questa indicazione: chi proprio volesse saltare le operazioni indicate prima ha anche questa “scorciatoia” possibile.
Le chiavette si trovano in Rete. Ad esempio, a questo indirizzo, relativoi al sito Amazon, potrete trovare una chiavetta per Linux Mint 22.3 “pronta all’uso”. Il prezzo di 19 euro è direi ottimo.
Su eBay ne potete trovare a partire da circa 14 euro. Basta che digitiate “Chiavette Linux pronte all’uso”.
Quindi, se volete evitare il lavoro indicato prima (che comunque non è particolarmente laborioso) avete chi l’ha fatto per voi: e il “sovrapprezzo” non è poi così elevato!
In ogni caso, in qualsiasi modo siate arrivati fino a qui (se preparando voi stessi la chiavetta o acquistandola già pronta all’uso), ci siete. Di conseguenza, siamo pronti al “grande momento”: vale a dire quello di vedere Linux all’opera. Prepariamoci, quindi, a entrare nel Mondo Linux!
III – “Provare” Linux: avviare la versione “live”
Ebbene sì: Linux offre questa possibilità, che appare davvero notevole. Sulla vostra chiavetta, infatti, non c’è solo il Sistema Operativo pronto da installare… ma una sua versione “Live”. Si tratta di una versione completa, forse solo con qualche utility in meno. Però, è un Sistema completo che potrete provare a tempo indeterminato, senza limitazioni.
C’è solo una clausola, che può essere importante, e forse cruciale: se effettuerete delle modifiche al Sistema, queste non saranno salvate. Infatti, rimangono solo nella Ram (la memoria “operativa” del Computer), che si “resetta” con il nuovo riavvio. Quando quindi caricherete la nuova “Live” del Sistema Operativo, questa sarà come era alla partenza: senza le vostre modifiche.
Ovviamente, se utilizzerete questa versione per effettuare modifiche a file “vostri”, quali documenti di testo o simili (i vari software presenti, quali quelli di videoscrittura, funzionano regolarmente), queste modifiche risulteranno effettive, anche perché sono file “vostri”: quelli che non saranno modificati saranno i file del Sistema Operativo in versione “live”. Vale a dire, installazione di nuovo software di sistema, di aggiornamenti o simili: tutto questo non verrà salvato.
Tuttavia, avrete una bellissima occasione per provare la vostra nuova piattaforma. E capire se vi piace davvero.
Naturalmente, potete passare direttamente all’installazione, cosa possibile. Tuttavia, a meno che non siate già sicurissimi, vi consiglio di passare dalla Live, e di avviare successivamente l’installazione, se lo vorrete, da lì. Così potrete “provare” dal vivo il vostro Linux.
Avviare la versione “Live”, quindi avviare il Computer da chiavetta, è molto semplice. Basta premere il tasto di avvio e, immediatamente dopo, premere il tasto “alt” della vostra tastiera.
Qui è fondamentale la velocità: infatti, quando accendete il computer, questo esegue subito un controllo delle periferiche eseguibili installate, vale a dire quelle da cui si può fare partire un Sistema Operativo. Quando viene emesso il suono di sistema, detto “chime” (inconfondibile per i Mac), le periferiche sono già state “lette”. Quindi, dovrete premere il tasto “alt” immediatamente dopo quello di accensione, prima del suono, e tenerlo premuto finché non vedrete sul vostro schermo una schermata in cui vengono indicate le periferiche da cui avviare il Computer.
A quel punto potrete lasciarlo.
Credo che il tasto “Alt” si possa premere, e tenere premuto, anche “prima” di premere il tasto di accensione. Tuttavia, l’operazione più “ortodossa” è quella di premerlo un istante dopo avere premuto il tasto di accensione. Basta essere sufficientemente “veloci” e tutto andrà bene.
Nella schermata che vi si presenterà poco dopo vedrete sicuramente indicato il disco fisso, che avvierebbe Mac Os. Vedrete poi, a fianco, una o due altre icone, che indicano avvii da chiavette Usb. Selezionatene una delle due (è indifferente quale delle due, visto che funzionano entrambi).
Attendete un po’, anche se vi sembra tutto fermo: il caricamento dell’interfaccia da chiavetta richiede diverso tempo, talvolta anche alcuni minuti, perché la velocità di lettura non è certo quella che si ottiene da disco fisso! Quindi attendete fiduciosi, anche se sembra non succedere nulla. Quando vi compare una schermata con una serie di opzioni di avvio, selezionate, con la vostra tastiera, l’opzione del Sistema Operativo, confermando con un invio Potete, in molti casi, avviare direttamente l’installazione: tuttavia, come detto, non ve lo consiglio: meglio “familiarizzare” prima con Linux. Meglio installarlo quando ci avrete “fatto un po’ la mano”.
A questo punto, davanti a voi, dopo il caricamento, si presenterà l’interfaccia di Linux. Che sarà diversa a seconda della distribuzione e dell’interfaccia scelte.
Potrete, a questo punto, provarlo a tempo indeterminato. E vedere se vi piace e se vi trovate bene.
Oggi, per utilizzarlo, avrete uno strumento davvero ottimo come supporto: l’Intelligenza Artificiale. Dialogando con questa, con qualsiasi Chatbot lo vogliate fare (io ho utilizzato Copilot e Gemini), avrete anche tutte le indicazioni che vi serviranno per usare il terminale, la “linea di comandi” di Linux, e per configurare al meglio il vostro Sistema. Come vi ho detto, nella versione Live le modifiche non verranno salvate. Però è utile che vi impratichiate con Linux. E in questo l’Intelligenza Artificiale vi sarà di grandissimo aiuto. E se, riaccendendo un a nuova “live”, dovrete riconfigurare un po’ di cose, sarà anche meglio: sarà tutta pratica che farete!
Dopo la prova, che può durare tutto il tempo che vorrete, potete decidere di installare o meno quella versione di Linux. Se non vi piace, ricordate che non è l’unica: potete sceglierne un’altra. Ve ne ho indicata qualcuna.
Se vorrete restare con Mac, senza installare Linux, potete ovviamente farlo. Credo, però, che dopo avere provato la libertà di Linux, molti di voi non vorranno più stare nella “gabbia” di Mac, almeno in maniera “esclusiva”. E spero davvero che diversi di voi, a questo punto, vorranno fare il “salto” verso l’installazione di Linux. Che, come vedremo, può essere fatta anche senza “cancellare Mac”: quindi, potrete tenere entrambi i “mondi” tecnologici.
Proseguiamo quindi con l’installazione.
IV – “Installare” Linux: e qui c’è subito una “scelta”:
“tagliare i ponti” con Mac Os… oppure continuare ad utilizzarlo “a fianco” di Linux?
A questo punto, inizia l’installazione vera e propria di Linux. Quindi, il vostro Mondo Linux sta per diventare non più “volatile”, ma “stabile”.
Potete iniziare l’installazione direttamente dalla “Live”, se volete. In tutte le versioni di Linux troverete, sul desktop della Live, un’icona “Installa Linux”. Da qui, parte l’installazione vera e propria.
In alcuni casi, avviando da chiavetta, ad esempio nel caso di Debian, tra le varie opzioni proposte troverete direttamente quella di installazione. Quindi, a voi la scelta sull’avvio dell’installazione. Io l’ho fatto direttamente dalla Live: mi è piaciuto di più fare così.
Una sola raccomandazione, che credo sia importante: Per evitare problemi, quando iniziate l’installazione è meglio che nel vostro Computer ci sia inserita solo la chiavetta avviabile. Infatti, è possibile che poi ci si “confonda” e si rischi di formattare, per errore, qualche disco esterno che, magari, contiene dati importanti. Per evitare questi problemi, che possono sempre verificarsi, meglio iniziare l’installazione senza dischi esterni collegati, e solo con la chiavetta: un “clic” sbagliato può sempre accadere. Prima quindi di fare qualcosa di “irreparabile” premunitevi non inserendo dischi esterni durante l’installazione, se non la sola chiavetta di installazione.
L’installazione non presenta particolari difficoltà: però richiede attenzione, perché, come in tutti i processi di questo tipo, è possibile avere qualche problema. Io stesso ho dovuto rifare l’installazione due volte.
Il fatto, però, che l’abbia potuta rifare due volte, vi dice che non accade nulla di irreparabile: se dovesse accadere qualcosa, tutto quello che può accadere è che vi troviate un computer che non si avvia. A quel punto basta che riavviate il Computer da chiavetta (questo è sempre possibile), riavviando l’installazione.
Quindi, non ci sono momenti davvero “critici”: al limite, un po’ più di tempo speso nell’installazione.
Avviate quindi l’installazione di Linux. La procedura è completamente guidata. La prima cosa che dovrete selezionare è la lingua, da un menù a cascata. Dopo che l’avrete fatto, vi verrà fatta la “fatidica” domanda: vale a dire se volete installare Linux “da solo” o a fianco di Mac.
Se avete qualcosa che “gira” solo su Mac, e a cui tenete particolarmente, o se, questo è molto importante, avete ancora dati leggibili solo da Mac (vedi nota iniziale di questa sezione, indicata come punto “0”) scegliete l’installazione a fianco di Mac. Tecnicamente questa si chiama “installazione in Dual Boot”. Il Boot, per la cronaca, è quell’operazione in cui il software della Scheda Madre del Computer “avvia” il Sistema Operativo. “Dual Boot”, quindi, vuol dire che vi verrà proposto con quale Sistema Operativo avviare il Computer. Se scegliete questa opzione, quindi, quando avvierete il Computer vi verrà visualizzato un menù dal quale potrete scegliere da quale Sistema Operativo avviare il vostro Computer.
Se, invece, sceglierete l’opzione più “drastica”, quella della cancellazione di Mac Os, e la sua sostituzione con Linux (come vi ho detto, sceglietela solo se non avete dati leggibili solo da Mac), il disco di Sistema verrà formattato, e verrà installato solo Linux. Quindi, cancellerete per sempre Mac Os dal vostro Computer.
Vedete voi quale opzione scegliere (e, ovviamente, quella che “potete” scegliere): io, dopo mezz’ora di utilizzo di Linux Mint 22 nella versione Live, non ho avuto dubbi: mi sono liberato di Mac, che secondo me in quel momento era “zavorra” per il Computer, visto che Apple aveva deciso che il mio Computer era obsoleto e non mi rilasciava più alcun aggiornamento. Nel caso il vostro Computer sia ancora abbastanza nuovo da ricevere ancora aggiornamenti da Apple… vedete voi. Come vi dicevo, l’installazione migliore e la più “pulita” è quella solo di Linux. È quella che funziona meglio. Tuttavia, se avete ancora qualche “legame” con Apple, anche magari “forzato”, come visto, scegliete quella in Dual Boot.
Se scegliete quella “drastica”, come vi ho detto il vostro Disco verrà formattato. Per questo, prima di procedere, salvate tutti i dati in esso presente che vi possono ancora servire: altrimenti li perderete.
Se la macchina è datata e il disco di sistema non è molto grande, l’installazione suggerita è quella “drastica”, perché il vostro Computer avrebbe qualche problema a gestire due sistemi operativi, anche come “spazio” sul disco.
Nel caso, invece, di macchina più nuova, come vi ho detto, valutate se avete ”legami” con Mac Os oppure se volete un “salto totale” verso un nuovo Mondo Informatico.
Qualsiasi sia l’opzione che sceglierete, da qui in poi la procedura sarà completamente guidata.
Vi raccomando solo una cosa: anche se la procedura è automatica, non vi consiglio di lasciare spegnere lo schermo: la sua riaccensione potrebbe dare luogo a qualche problema. A me, ad esempio, era apparsa una finestra dove non veniva riconosciuto il “login” nella sessione. Ho inavvertitamente cliccato su “shut down” … e ho dovuto rifare l’installazione, perché ovviamente poi il Computer non si riavviava, mostrando sullo schermo un punto interrogativo. Comunque, niente di così grave! Basta riavviare da chiavetta, cosa sempre possibile, e ripetere l’installazione.
Per evitare problemi, però, non fate spegnere lo schermo durante l’installazione.
Durante l’installazione vi verrà chiesto di impostare una password: è importante che ve la ricordiate: altrimenti, sarete costretti a reinstallare Linux. Vi verrà anche chiesto se volete avviare “direttamente” o se il sistema vi deve presentare l’inserimento della password prima di avviarsi.
Qui vedete voi: se usate solo voi il Computer, potete avviare direttamente. Se in casa non siete soli, e se non volete che altri accedano al vostro Computer (e alle vostre cose, perché entreranno col vostro account!), meglio avviare solo previo inserimento di password: non si sa mai! In ogni caso, ogni volta che lo schermo si spegnerà, dopo un certo tempo, la password vi servirà per “riaccenderlo”.
L’installazione, se siete abituati a sistemi come Windows, sarà davvero breve: come vedrete, in 15-20 minuti sarà tutto finito. Alla fine vi verrà proposto il comando “riavvia”. In alcuni casi questo avviene automaticamente.
Quando verrà chiesto il riavvio, vi raccomando di non avere fretta di rimuovere la chiavetta: fatelo solo quando a schermo vi verrà indicato di farlo. Questo è fondamentale. Solitamente vi verrà richiesto di rimuovere la chiavetta di installazione e premere invio (che è la stessa schermata che solitamente si presenta quando chiudete una sessione “live”).
Quando avrete riavviato, se avete scelto di installare Linux a fianco di Mac Os, verrete indirizzati a una schermata dove sceglierete quale Sistema Operativo avviare. Nel caso, invece, in cui avrete scelto di “togliere” Mac Os, vedrete la schermata di Linux (direttamente o dopo l’inserimento della password scelta, a seconda dell’opzione che avrete indicato). In ogni caso farà un certo effetto, credo, vedere un computer “marchiato” col logo della Mela con Linux avviato.
Comunque, ora inizia un a nuova vita informatica.
Prima di proseguire il discorso, comunque, vediamo più in dettaglio una piccola guida su quale installazione scegliere: se quella “a fianco di Mac OS” o quella “drastica”, in cui Mac OS verrà cancellato.
Quando “tagliare i ponti” con Mac…
e quando installare Linux “a fianco” di Mac Os
Riprendo qui brevemente il discorso dell’installazione, e della scelta che viene richiesta subito all’inizio dell’installazione, dopo la scelta della lingua. Vale a dire: sbarazzarsi di Mac o tenerlo a fianco di Linux?
Credo che ci siano delle situazioni in cui una scelta sia migliore di un’altra. In alcuni casi, l’installazione “drastica”, quella che cancella Mac, è quasi una necessità, o comunque è vivamente consigliata. In altre circostanze, invece, è meglio tenerli entrambi. In altre ancora, infine, è solo “questione di scelte personali”.
Vediamo di seguito un piccolo “prontuario” per fare la scelta giusta.
Quello che qui raccomando è di fare una scelta “pensata”, e non di agire solo “d’impulso”. Lo so: per molti liberarsi di Mac può essere un impulso molto forte: tuttavia, dovete valutare se lo potete fare. Una volta che vi sarete liberati di Mac, come avverte anche il messaggio che vi appare proia dell’installazione, se sceglierete la via “drastica”, la scelta sarà irreversibile. E questo va sicuramente ricordato.
Vediamo ora una piccola guida per stabilire come comportarsi.
Quando installare Linux “a fianco di Mac” (Dual Boot)
- Se avete programmi che girano solo su Mac (scelta obbligata): Non considerando qui l’opzione descritta prima delle strutture leggibili solo da Mac (ne abbiamo già parlato e abbiamo già visto che occorre prima “occuparsi” dei dati proprietari di Mac, perché sarà impossibile farlo “dopo”), esistono comunque programmi che sono “eseguibili” solo da Max. Ad esempio, alcuni programmi grafici.
In quel caso, la scelta sarà obbligata: a meno che non siate comunque intenzionati a perdere i vostri programmi, e a trovarne di simili in Linux, dove tutto è gratuito.
Se farete quest’ultima scelta, comunque, dovrete farla in maniera consapevole: questo è importante da tenere presente. - Se avete un computer abbastanza “potente”, o che Apple supporta ancora, e un disco fisso abbastanza capiente (scelta opzionale): Se il vostro Computer è abbastanza potente da reggere un “Dual Boot”, e se il vostro disco fisso è abbastanza capiente da contenere entrambi i Sistemi, la scelta del “Dual Boot” può essere praticabile, se lo vorrete.
In quel caso, potete tenere entrambi i sistemi, e scegliere da quale dei due avviare il Computer. Naturalmente, se non vorrete “tagliare i ponti” con Mac.
Quando è consigliabile l’installazione “drastica”, che cancella Mac Os:
- Se avete un Computer Mac “non più supportato” (scelta consigliata, a meno che non abbiate dati da recuperare o programmi che girano solo su Mac): Se il vostro Mac non è più aggiornabile, nel senso che Apple ha “deciso” di non darvi più aggiornamenti, il Sistema Operativo Mac Os che avete installato, in particolare se non è recente (come il mio vecchio El Captan), non serve di fatto più a nulla. Infatti, non potrete aggiornare più nulla, compresi i software per navigare in Rete. E questo vorrà dire che diversi siti non “funzioneranno” più (ad esempio, Amazon Prime Video non funziona con browser – programmi di navigazione web – datati). Avrete, quindi, un qualcosa che Apple ha “deciso” che è obsoleto, mentre con Linux questo “qualcosa” potrà avere nuova vita. In quel caso, potete tranquillamente cancellare Mac Os e installare solo Linux.
A questo caso, comunque, fa eccezione il fatto di avere programmi che “girano” solo su Mac, o dati ancora da recuperare. Se avete dati da recuperare, fatelo seguendo le procedure indicate nel precedente articolo e procedete con un’installazione che elimina Mac OS; se invece avete programmi che girano solo su Mac, e non volete rinunciarvi, installate Linux in Dual Boot con Mac. Valutando comunque che, se avete una versione di Mac OS “datata” e un computer “datato”, questi programmi saranno “datati”: potrete forse trovarne di simili e più aggiornati per Linux. - Se il vostro disco fisso è piccolo (scelta opzionale/consigliata): Avere due Sistemi Operativi installati significa doppio spazio occupato sul disco fisso. Quindi, se il vostro disco fisso è piccolo, forse vi conviene non tenere due Sistemi Operativi in memoria di massa. Lo so… forse non occupano tantissimo spazio: però, forse vi conviene averne uno solo.
Comunque, vedete voi.
La raccomandazione, comunque, è, e ripeterlo non fa mai male, prima di “tagliare i ponti” con Mac fate tutto quello che dovete fare su Mac. Inoltre, ricordate che il disco fisso di Sistema verrà formattato: quindi, salvate tutto quello che vi può servire al suo interno prima di procedere. Una volta avviata l’operazione di installazione solo di Linux, questo processo sarà irreversibile, e non ci sarà modo di recuperare i vostri dati.
A questo punto, però, ci possiamo chiedere una cosa, in particolare se abbiamo deciso di “tagliare i ponti” con Mac Os: funzionerà tutto?
La risposta è quasi del tutto affermativa: tutto funzionerà subito, o con qualche “aggiustamento”.
Ci potrebbero solo essere dei problemi in qualche periferica “marchiata” Apple. Comunque, anche qui si risolve tutto senza particolari problemi… e direi che è un “prezzo da pagare” basso per la libertà che Linux offre!
Problemi, compatibilità e altro
A questo punto, qualcuno di voi si chiederà cosa fare con le periferiche installate nel Computer, quali scanner, stampanti e così via. Funzioneranno ancora? Quando si cambia Sistema Operativo, questa è una domanda sicuramente lecita.
Così come è lecito chiedersi se con Linux potrete ancora utilizzare i programmi installati su Mac: vale a dire se i programmi che avevate su Mac hanno delle versioni per Linux.
Per quanto riguarda le periferiche, la risposta è quasi sempre affermativa: Linux ha un sistema molto buono di riconoscimento periferiche. Probabilmente le vostre periferiche saranno già perfettamente installate o configurate. Comunque controllate sempre.
Linux Mint, in ogni caso, offre un sistema di aggiornamento driver, che vi troverà e installerà quello che manca. Con Debian (o con altre versioni) questi problemi potrebbero esserci in maniera maggiore, perché vengono offerti meno strumenti per driver e simili. Tuttavia, vi aiuterà l’Intelligenza Artificiale a trovare e installare quello che serve. Il mio consiglio è quindi quello di “dialogare” con l’Intelligenza Artificiale: vi aiuterà moltissimo a configurare, anche per eventuali comandi da terminale. L’Intelligenza Artificiale, in questo, è un assistente davvero molto utile per aiutarci. Quindi, se avrete problemi, rivolgetevi a lei, e vi aiuterà. Io ho utilizzato Gemini e Copilot. Utilizzate però quello che volete. Ma usate l’Intelligenza Artificiale per domande e suggerimenti.
In ogni caso, anche con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale, poter continuare a utilizzare le stampanti e gli scanner che prima usavate con Mac Os non sarà un problema. Su Linux Mint mi sono trovato tutto già configurato e pronto all’uso.
Per quanto invece riguarda il collegamento con smartphone o simili, il protocollo MTP (Media Transfer Protocol) è pienamente supportato da Linux.
Su Debian, però, forse dovrete “installarlo”. Lo si fa da terminale, aiutati dall’Intelligenza Artificiale. Il comando da terminale, comunque, è: “Sudo APT Install GVFS-Backends”. In ogni caso, se dovesse verificarsi l’evenienza, vi aiuterà l’Intelligenza Artificiale: basterà chiedere! Anche preparandovi dei comandi pronti da copiare e incollare sul Terminale del vostro Linux.
Vi raccomando solo una cosa: il protocollo MTP è molto “fragile” e “vecchio” di anni (è proprio il protocollo ad essere “vecchio”, non le macchine su cui viene utilizzato!). Quindi, se dovete aprire, ad esempio, la cartella delle vostre foto sullo Smartphone, in particolare se su scheda Sd (solitamente si tratta della cartella DCIM/Camera), se questa è piena di foto, il sistema, dopo avere invano provato ad aprirla, andrà in errore. E questo errore vi costringerà a riavviare il Sistema, e talvolta anche “a forza”, col tasto di spegnimento, perché non ci sarà alcun modo di rimediare alla situazione. Tutto questo l’ho già sperimentato personalmente.
Di conseguenza, non aprite cartelle troppo grosse in questa maniera. Il modo per farlo, in quel caso, è quello di rimuovere la scheda SD dal vostro smartphone, inserirla in un adattatore Micro Usb/Usb e poi in una “pen Drive” o in un lettore di schede Usb, o in un lettore che la legga direttamente (ce ne sono in commercio), e leggerla da lì. In questo modo la leggerete senza problemi.
Il supporto ai dischi esterni è invece “nativo”, quindi non avrete alcun problema a leggerli. E sicuramente, se sono formattati in Ex Fat, come vi avevo suggerito di fare nella parte precedente di questo lavoro, li leggerete meglio che con Mac (che, come detto, ha qualche problema nella lettura di questa formattazione, soprattutto per dischi grandi).
Per quanto riguarda i programmi, l’unica cosa che non funzionerà più, se lo usavate, sarà Safari. Troverete però alternative di valore, tra cui l’ottimo “Mozilla Firefox”, già integrato nei Sistemi Linux. Oltre ad altri prodotti.
Comunque, a breve vedremo anche i casi più “critici”… che vedrete: spesso non lo saranno più di tanto.
Le possibili “criticità” dopo il passaggio a Linux:
Tuttavia, qualche “prezzo da pagare” potrebbe esserci con Apple. Infatti, in alcuni casi, i Computer Mac hanno componenti il cui “firmware” è proprietario Apple. Il Firmware è quel software integrato nella periferica che permette a quella periferica di funzionare e di comunicare con il Sistema Operativo. In alcuni casi, purtroppo questi software sono proprietari Apple, e non ci sono modi per “farli passare” sotto il controllo Linux.
Mentre, quindi, le periferiche esterne sono facilmente “controllate” da Linux, alcune “periferiche” inserite nel Mac non lo saranno.
Inoltre, tornando al discorso dei programmi, ci sono dei programmi che potrebbero non funzionare più con Linux. Ne troverete, però, di altrettanto validi, e gratuiti.
Vediamo qualcosa a questo proposito.
Modulo WiFi: talvolta non funziona. Ma si rimedia facilmente
Uno dei componenti più “critici” in tal senso è WiFi. Questa connessione viene trattata da Mac con un componente interno. Che spesso è di proprietà Apple, nel senso che il suo “firmware” (il software ch ne consente il funzionamento e il “dialogo” con il Computer) è “proprietario” Apple, e quindi non funziona con altri Computer.
Io ne ho avuto esperienza passando a Linux Mint 22. All’inizio, la gestione Driver ha fatto “passare” il componente WiFi sotto il controllo di Linux. Poi, però, alcuni giorni dopo ho visto che non funzionava, e che le connessioni WiFi non venivano rilevate.
Riaprendo il controllo Driver ho potuto vedere che appariva la scritta “questo dispositivo non funziona”. Provando a riportarlo sotto il controllo Linux, non è stato possibile farlo.
Questo, però, è un piccolo prezzo da pagare alla libertà. Si rimedia facilmente con una chiavetta WiFi: che, non essendo proprietaria di “gabbie tecnologiche”, è utilizzabile su qualsiasi dispositivo vogliate.
Sospensione del Sistema: fenomeno della “luminosità impazzita”
Un altro fenomeno critico riguarda la sospensione del Computer. Infatti, Linux permette anche, come Mac d’altra parte, il comando “sospendi”, per mantenere, in qualche modo, il Computer in “stand-by”. Purtroppo, però, in molti casi si noterà che alla ripresa del Computer la luminosità sarà altissima… e non regolabile!
Il fenomeno della “luminosità impazzita” dopo la sospensione del Sistema è abbastanza noto, ed è causato sempre da un firmware proprietario di Apple per la gestione della luminosità.
Tuttavia, non è un problema così grave.
In alcuni casi si può risolvere mediante comandi da terminale Linux. In tal senso potete farvi aiutare dall’Intelligenza Artificiale.
Veniamo ora ai software che non saranno più disponibili con Linux.
Microsoft Office: non sarà più utilizzabile. Ma ci sono ottime alternative gratuite!
C’è però un’altra cosa della quale devo avvertirvi: ovviamente Linux non supporta Microsoft Office. Per qualcuno, questo potrebbe essere un problema.
Vi sono però delle suite per ufficio che non hanno nulla da invidiargli. Io non uso Microsoft Office da molti anni, anche perché credo sia inutile pagare per quello che si può avere gratuitamente e “Open Source” (vale a dire che è frutto di Comunità di sviluppatori, e non del lavoro di qualche ditta), e il “Codice Sorgente”, vale a dire le istruzioni del programma, è libero e a disposizione di chi ci vuole “lavorare su”). Linux supporta in automatico Libre Office, bella suite per ufficio del tutto libera.
Potrete però installare altri pacchetti Office. Tra questi noto è Open Office, che funziona molto bene (lo utilizzavo anche su Mac) e, più noto per smartphone, ma comunque molto buono anche per Pc Desktop, Wps Office.
Se, quindi, non siete persone che “non possono fare a meno di Microsoft Office”, troverete validissime alternative, che non ve lo faranno rimpiangere. Solo, dovrete essere disposti a “cercare” comandi che prima avevate sottomano. Anche in questo, però, vi aiuterà molto l’intelligenza artificiale. E anche questo, devo dire, è un “prezzo per la libertà” che, credo, valga la pena di pagare.
Altri Software… che potrebbero non funzionare:
Linux permette delle buone alternative
Oltre a Microsoft Office, potrebbero esserci altri software che non hanno versioni per Linux, e che state utilizzando… e che vi sono utili, se non necessari. Uno di questo potrebbe essere, ad esempio, Adobe Photoshop. Questo prodotto è come Microsoft Office: non credo proprio possa funzionare su Linux, e che Linux, sistema “libero”, supporti una versione di Photoshop.
In questo caso, e in altri consimili, la scelta, e sarà lo stesso anche se partite da Windows (di questo parleremo poco più avanti) è quella di installare Linux in Dual Boot, in modo da potere continuare a utilizzare Photoshop, o altri programmi che non funzionano su Linux, con Mac OS (o con Windows, come vedremo tra poco).

Comunque, esistono alternative di valore anche nel Mondo Linux. Ad esempio, una buona alternativa a Photoshop è “Gimp”: fa di fatto le stesse cose che fa Photoshop, ed è completamente gratuito. Dovrete solo farci un po’ la mano, perché ha qualche piccola differenza rispetto a Photoshop, soprattutto nell’interfaccia.
Per cercare alternative a programmi che su Linux non ci sono più potrete farvi aiutare, anche in questo caso, dall’Intelligenza Artificiale. Che, anche stavolta, vi guiderà al meglio nella scelta.
A questo punto ci chiediamo però una cosa: il discorso che abbiamo fatto sinora era rivolto a Mac OS. Gli utenti di Windows hanno una possibilità simile?
La risposta è affermativa: ne parliamo subito!
Il discorso fatto sinora… è applicabile anche a Computer Windows? Certamente!
Può cambiare solo… l’avvio da chiavetta!
Ho, spero in maniera esauriente, fornito una guida per “passare” da Mac Os a Linux, sia in modo “morbido”, vale a dire tenendo entrambi i Sistemi Operativi, che in modo “drastico”, chiudendo definitivamente con Mac Os.
Ci chiediamo però se tutto quanto ho scritto per Mac è applicabile anche a Windows. Nel senso: si può installare Linux, da solo o in dual boot, su Pc che hanno installato Windows?
Certamente! La procedura è esattamente la stessa.
Ci sono solo alcune differenze rispetto al caso precedente.
La prima è quella di scaricare il “flasher” in versione per Windows e non per Mac. Da questa pagina potrete scegliere di scaricare la versione di Balena Etcher per Windows. Nel caso vi servano versioni più remote, potete scaricarle da qui.
Procedete poi esattamente come nel caso di Mac.
L’avvio da chiavetta: differente rispetto a Mac
L’unica cosa che potrebbe cambiare è l’avvio. Infatti, i Computer non Mac talvolta gestiscono l’avvio in maniera un po’ diversa.
Il tasto Alt non funzionerà con i Computer non Mac.
Dovrete gestire, quindi, l’avvio in maniera differente.
Nel senso che, per avviare da chiavetta Usb, potrebbe essere richiesto di entrare nel Bios. Il Bios (acronimo di “Basic Input Output System”) è il software della Scheda Madre del Computer, quello che ne gestisce il funzionamento.
Però, non è detto che occorra farlo.
Di seguito, una guida preparata con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale “Copilot”:
Come avviare un PC Windows da chiavetta USB (senza toccare il BIOS)
01 – Accendi il PC e premi il tasto del Boot Menu
Più comune
La maggior parte dei PC permette di scegliere il dispositivo di avvio tramite un menu rapido.
Premi ripetutamente il tasto indicato subito dopo l’accensione
- Su molti laptop: F12
- Su HP: ESC → poi F9
- Su Lenovo: F12 o pulsante Novo
- Su Dell: F12
- Su ASUS: ESC o F8
- Su Acer: F12 (a volte va abilitato nel BIOS)
02 – Seleziona la chiavetta USB
Nel Boot Menu vedrai l’elenco dei dispositivi avviabili.
- Cerca una voce come USB HDD, USB Storage, UEFI: nome chiavetta
- Preferisci sempre la voce UEFI se disponibile
03 – Usa il BIOS solo se il Boot Menu non mostra la chiavetta
Solo se necessario
Alcuni PC nascondono l’avvio da USB per motivi di sicurezza.
BIOS → Boot → Boot Priority / USB Boot
- Entra nel BIOS con DEL, F2 o ESC
- Vai in Boot e abilita USB Boot
- Se serve, disattiva Secure Boot
- Porta la chiavetta USB in cima alla lista di avvio
04 – Salva e riavvia
Dopo aver modificato il BIOS, il PC deve riavviarsi per applicare le impostazioni.
- Premi F10 per salvare
- Conferma con Yes
- Il PC tenterà l’avvio dalla chiavetta
Riepilogo tecnico (in stile “regola d’oro”)
- Mac Intel: ALT subito dopo l’accensione.
- PC Windows: quasi sempre F12, ESC o F11 → menu di boot.
- BIOS: serve solo se il PC non mostra la chiavetta o se Secure Boot la blocca.
- F8/CTRL: non servono per il boot; F8 era usato per la modalità provvisoria di Windows XP/7.
Vediamo di seguito una tabella che riassume gli avvii del Bios e del Menù di Boot:
| Marca | Tasto Boot | Tasto BIOS | Note |
|---|---|---|---|
| Dell | F12 | F2 | Menu molto affidabile, USB quasi sempre riconosciuta |
| HP | ESC, poi F9 | ESC, poi F10 | HP usa il menu “Startup Menu” |
| Lenovo | F12 | F1 o F2 | Su ThinkPad spesso c’è il tasto “ThinkVantage” |
| ASUS | ESC | F2 | Su modelli gaming a volte F8 |
| Acer | F12 (va attivato nel BIOS) | F2 | Se F12 non funziona, entra nel BIOS e abilita “F12 Boot Menu” |
| MSI | F11 | DEL | Molto coerente su tutti i modelli |
| Gigabyte | F12 | DEL | Vale anche per molte schede madri custom |
| Samsung | ESC | F2 | Rari ma coerenti |
| Toshiba | F12 | F2 | Su modelli più vecchi: F10 |
| Sony VAIO | F11 | F2 | Alcuni modelli hanno il tasto “Assist” |
Quando non serve entrare nel BIOS
Se il PC è configurato in modo “normale”, basta il tasto di boot (F12, ESC, F11 ecc.) e Linux parte senza problemi.
Questo succede quando:
- Secure Boot è disattivato oppure è in modalità “Other OS”
- La chiavetta è stata creata in modalità UEFI (Mint, Ubuntu, Fedora lo sono)
- Il PC riconosce automaticamente i dispositivi USB avviabili
In questi casi, premi il tasto di boot e scegli la chiavetta. Fine.
Quando probabilmente sì, devi entrare nel BIOS
Serve entrare nel BIOS solo in tre situazioni:
1) Secure Boot attivo
Molti PC Windows bloccano l’avvio di Linux se Secure Boot è attivo. In questo caso devi:
- entrare nel BIOS
- disattivare Secure Boot
- salvare e riavviare
2) La chiavetta non compare nel menu di boot
Se premi F12/ESC e non vedi la USB, allora:
- il BIOS potrebbe essere in modalità UEFI only
- la chiavetta potrebbe essere vista come Legacy
- oppure il boot da USB è disattivato
3) PC Acer
Acer è un caso a parte: il menu F12 è disattivato di fabbrica. Va attivato nel BIOS alla voce:
Enable F12 Boot Menu
Regola pratica per non sbagliare
- Prima prova SEMPRE il tasto di boot
- Entra nel BIOS solo se la chiavetta non appare o viene bloccata
È molto più semplice di quanto sembri.
Una volta risolto il problema dell’avvio, l’operazione è del tutto identica a quella dell’installazione con Mac.
Qui, però, la scelta di installarlo da solo o in Dual Boot potrebbe cambiare: Windows, infatti, con tutti i suoi problemi, non è un Sistema “trappola”, ed è comunque aperto: è solo un po’ “instabile”, anche se meno di un tempo (C’è chi ricorda Windows 98 e i suoi numerosissimi blocchi! Chi, tra coloro i quali l’hanno utilizzato, non ricorda le sue “schermate blu” di blocco?), al punto che qualche informatico l’ha definito “Winzozz”. Però, comunque, è “aperto”, e non è “proprietario: nel senso che gira su qualsiasi Computer. Quindi potreste non avere voglia di “sbarazzarvene”, come potrebbe capitare con Mac, dove vi sbarazzereste di una “gabbia” come detto. Quindi, se il vostro disco fisso è abbastanza capiente, e se il vostro Computer è abbastanza potente, potete decidere di tenere anche Windows. Io, grazie a un mio amico informatico, avevo già fatto questa operazione nel 2019, con l’installazione di Linux Mint 19 (allora quella era la versione “di punta” di Limux Mint) in Dual Boot su Windows 10.
Se, invece, arche qui volete fare una scelta più “radicale”, togliete Windows. Tuttavia, fatelo solo dopo che, oltre ad avere salvato tutti i dati che vi servono presenti sul disco di Windows, che verrà formattato, vi sarete accertati di non avere delle applicazioni che “girano” solo sotto Windows, e che, in qualche modo, vi servono. È vero, con Linux troverete altro simile: forse, però, volete proprio “quelle” applicazioni. In questo caso, l’installazione in Dual Boot vi permetterà di continuare a utilizzarle.
Concludendo…
Come avete visto, Mac è un Mondo che può essere bello e luminoso. Ma non solo lo è solo se si rimane nel suo recinto: purtroppo tende a impedire, fattivamente, l’uscita da quel recinto.
Nel corso di questi articoli avete visto come utilizzare Mac senza cadere nelle sue “trappole” dalle quali è difficile uscire. Avete anche visto come, anche per chi è caduto in queste trappole, con un po’ di pazienza è possibile uscirne.
Abbiamo anche visto come sia poi possibile “uscire”, parzialmente o totalmente, dal Mondo Mac, anche sulle sue macchine. E affacciarsi a un Mondo Informatico finalmente libero. E come sia possibile farlo anche su Computer non Mac, mantenendo anche il Sistema Operativo precedente presente sul Computer.
Spero che, dopo avere letto questi articoli, qualcuno di voi abbia voglia di fare il “salto” verso un Mondo Informatico Libero. Come vi ho detto, potrete provare Linux nella versione “Live” tutto il tempo che vorrete. Poi, se questo mondo informatico vi piace, procedete all’installazione. Magari definitiva… senza voltarvi indietro. Vedrete che “guardando avanti” troverete cose migliori. Provare per credere!
ATTENZIONE: La seconda parte sarà pubblicata prossimamente.

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