|
Getting your Trinity Audio player ready...
|
Editoriale e video trasmissione a cura del direttore responsabile Emilia Urso Anfuso
Mentre a Madrid la prima sentenza sul “caso Koldo” infligge pene durissime per la speculazione sulle mascherine, a Roma le audizioni parlamentari riaccendono i riflettori sulla gestione della pandemia. Il ruolo dell’Italia come Paese capofila globale e il nodo della giustizia.
Mentre in Italia i lavori e le audizioni della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid costringono a riflettere profondamente su quanto accaduto nel nostro Paese – ponendo le istituzioni di fronte a prove spesso inconfutabili –, la Spagna trema. A tremare è soprattutto il Premier Pedro Sanchez, che si trova ora a fare i conti con un vero e proprio tsunami politico e giudiziario: la maxi condanna inflitta a José Luis Ábalos, ex ministro dei Trasporti, ex segretario organizzativo del PSOE e, soprattutto, storico braccio destro del Primo Ministro.
Ábalos è stato condannato in primo grado a 24 anni e 3 mesi di reclusione con accuse pesantissime: associazione per delinquere, corruzione, malversazione e traffico di influenze. Si tratta del filone principale del cosiddetto “caso Koldo”, lo scandalo legato ai contratti irregolari per la fornitura e la distribuzione di mascherine durante le fasi più acute della pandemia. Insieme a lui, il tribunale ha inflitto 19 anni e 8 mesi di carcere al suo ex consigliere, Koldo García, mentre per l’imprenditore Víctor de Aldama la pena è stata sospesa a seguito della sua scelta di collaborare attivamente con gli inquirenti.
Il bivio della giustizia: il modello spagnolo e il rischio insabbiamento in Italia
Questa sentenza non si limita a scuotere la politica interna spagnola, ma solleva un interrogativo di portata internazionale: è davvero possibile fare giustizia quando si parla di speculazioni sulla salute pubblica? Quando il cuore di un sistema-paese viene colpito proprio nei diritti fondamentali dei cittadini, c’è qualcuno che paga?
La Spagna, al momento, sembra dimostrare che una risposta giudiziaria è possibile, nonostante il Premier Sanchez abbia a più riprese negato qualsiasi coinvolgimento o conoscenza dei fatti.
La vicenda impone un parallelo quasi obbligatorio con la situazione italiana. Il nostro Paese è storicamente e tristemente noto per commissioni d’inchiesta che, giunte a un certo punto, si arenano o vengono strategicamente insabbiate. Eppure, l’andamento delle attuali audizioni parlamentari dimostra una notevole incisività da parte dei commissari nell’interrogare i protagonisti di quegli anni. L’obiettivo non deve essere il giustizialismo – un approccio lontano da chi scrive –, quanto la ricerca di un equilibrio e di una verità storica e giuridica, specialmente per i tanti cittadini che ancora oggi si trovano a combattere con gli effetti a lungo termine di trattamenti basati su farmaci all’epoca altamente innovativi e, per stessa definizione dell’Istituto Superiore di Sanità, soggetti a lunghi periodi di osservazione.
L’inchiesta pionieristica de Gli Scomunicati e il ruolo internazionale dell’Italia
Come direttrice di questa testata, ho avviato e portato avanti la prima e più lunga inchiesta giornalistica a livello nazionale ed europeo sulla gestione della pandemia. Una serie documentale ricca di atti e materiali scaricabili, avviata quando ancora nessuno in Italia affrontava tali tematiche con questo livello di capillarità. I link a tutte le puntate restano accessibili nel box informazioni per chiunque desideri approfondire i fatti in modo indipendente.
Proprio l’analisi documentale condotta anni fa – e già pubblicata nel mio libro-inchiesta sui vaccini antecedente alla pandemia – rivela un dettaglio cruciale che spiega perché l’esito della Commissione d’inchiesta italiana potrebbe avere ripercussioni ben superiori rispetto a quella spagnola. Durante la gestione del Ministero della Salute sotto la guida dell’allora ministro Lorenzin, i vertici ministeriali e della presidenza AIFA si recarono negli Stati Uniti per accogliere un incarico formale di portata globale: l’Italia fu nominata “capofila per le strategie vaccinali nel mondo”.
Questo posizionamento strategico implica che l’Italia ha fatto da apripista e da modello per le politiche sanitarie di numerose altre nazioni. Di conseguenza, qualora i lavori della Commissione parlamentare dovessero sfociare in accertamenti giudiziari e condanne per la gestione del Covid nel nostro Paese, l’impatto non rimarrebbe confinato entro i confini nazionali, ma rischierebbe di scuotere l’intero assetto politico e sanitario internazionale.
L’evoluzione dei lavori a Roma e gli sviluppi giudiziari a Madrid saranno al centro dei prossimi aggiornamenti e delle dirette di Un tema al giorno, dove lo spazio sarà aperto alla partecipazione attiva del pubblico.
Questo articolo è stato pubblicato su Gli Scomunicati, testata giornalistica indipendente online fondata, finanziata e diretta da Emilia Urso Anfuso. Registrata regolarmente presso la sezione stampa del Tribunale, la testata propone informazione per chi non ha paura, e per chi ne ha troppa. Se desideri sostenere il giornalismo libero e indipendente, puoi abbonarti al canale o effettuare una donazione a partire da 1 euro tramite il pulsante DONAZIONE presente su tutti gli articoli del sito www.gliiscomunicati.it.
QUI SOTTO: la trasmissione video che il direttore responsabile ha dedicatp a questo tema, la trovate sul canale YouTube ufficiale della nostra testata giornalistica

Lascia un commento