Editoriale e video trasmissione a cura del direttore responsabile Emilia Urso Anfuso
Parola d’ordine: riemigrazione. Se ne parla moltissimo in questi giorni, soprattutto perché il volto noto che sta portando avanti questa campagna è il generale Roberto Vannacci, leader del movimento Futuro Nazionale. Ma di che cosa stiamo parlando esattamente? Cerchiamo di fare chiarezza, oltre il rumore di fondo della propaganda e dei talk show, qui su Gli Scomunicati – lo spazio informativo pensato per chi non ha paura, o forse ne ha troppa e cerca risposte concrete nella verità dei fatti.
La prima cosa da chiarire, per evitare un caos interpretativo sterile, è che in Italia non esiste ancora una legge sulla riemigrazione. Siamo di fronte a una proposta di legge di iniziativa popolare che ha felicemente raccolto e superato le 50.000 firme necessarie, promossa dal comitato “Riemigrazione e Riconquista”. Il testo dovrà ora essere ufficialmente depositato, discusso ed eventualmente approvato dal Parlamento. Siamo, dunque, all’inizio del percorso democratico.
Cosa prevede la proposta di legge?
I detrattori urlano allo scandalo parlando di “deportazioni di massa”, ma la realtà dei contenuti è ben diversa e si articola su due binari precisi:
- Incentivi per i regolari: La proposta mira a istituire un programma nazionale per offrire agevolazioni e incentivi economici a quegli immigrati regolari che, vivendo da tempo nel nostro Paese, fossero interessati a fare ritorno nei loro luoghi d’origine. Si parla di una scelta volontaria, supportata dallo Stato.
- Inasprimento per gli irregolari e i reati gravi: Sul fronte della sicurezza, il testo prevede una stretta decisiva sulle espulsioni degli immigrati irregolari e, nei casi più gravi, la revoca della cittadinanza per i soggetti condannati per reati di particolare gravità.
Molti osservatori e professionisti dell’informazione tendono a fare confusione tra questa proposta nazionale e il contesto europeo. Dal 12 giugno scorso, infatti, è entrato in vigore il nuovo Patto UE sulla Migrazione e l’Asilo (i cui dettagli sono consultabili sul sito ufficiale dell’Unione Europea). Questo strumento comunitario ridisegna le regole dell’accoglienza e dei rimpatri a livello europeo, ma non ha nulla a che vedere con la specifica proposta di legge italiana di cui si discute nei talk show. Sentire colleghi giornalisti ululare contro Vannacci o contro intellettuali come Francesco Borgonovo – a cui spesso viene persino negato il diritto di parola dall’opposizione – dimostra quanto il dibattito sia viziato dall’ignoranza dei testi.
Il cortocircuito televisivo e le responsabilità della sinistra
L’altra sera, durante la trasmissione È sempre Cartabianca su Rete 4, condotta da Bianca Berlinguer, abbiamo assistito all’ennesimo cortocircuito. La giornalista Luisella Costamagna ha incalzato il generale Vannacci sbandierando i numeri: «Ci sono 339.000 irregolari in Italia, come pensa di rimpatriarli tutti? Ci vorrebbero cinquant’anni».
Cara Luisella, da collega ti dico che prima di lanciare cifre nel vuoto bisognerebbe fare un’attenta riflessione storica. Questo immenso caos di clandestini e irregolari non è stato creato dalla destra, né tanto meno da Vannacci, appena entrato in politica. Le radici del problema risalgono a politiche che partono dagli anni Ottanta, ma la responsabilità più recente e schiacciante appartiene proprio al centrosinistra. Fu il governo Renzi (2014-2016) a negoziare con l’Unione Europea una maggiore elasticità sui nostri conti pubblici in cambio dell’accettazione indiscriminata di tutti i flussi migratori sul nostro territorio. Un’eredità pesante che, unita alla cronica mancanza di un sistema di accoglienza strutturato e dignitoso, ha generato il disastro attuale. Ricordiamo che negli ultimi undici anni, la sinistra è stata al governo per la quasi totalità del tempo; la destra si trova alla guida del Paese solo da un quadriennio.
Quando gli argomenti scarseggiano, il dibattito si sposta sul sensazionalismo o sugli attacchi personali. Abbiamo visto Lilli Gruber interrogare il generale sulla sua fedeltà coniugale, e la stessa Costamagna punzecchiarlo con fare acido sulla sua pensione, definendolo “pensionato generale”.
Su questo punto è bene fare un’operazione di verità. Come ho dimostrato dati alla mano in una mia video-inchiesta dello scorso anno, il generale Vannacci è andato in pensione a 56 anni nel pieno rispetto delle norme di legge vigenti per il personale militare e delle forze dell’ordine. Chi serve lo Stato in missioni ad alto rischio di vita gode di tempistiche previdenziali differenti rispetto ai civili, ed è sacrosanto che sia così. Le polemiche volgari sollevate per tentare di abbattere il “nemico” politico si scontrano, ancora una volta, con la realtà del diritto.
La questione carceraria e il dibattito aperto
Se da un lato la proposta sulla riemigrazione offre una soluzione al problema della criminalità straniera tramite l’espulsione, dall’altro mette a nudo il collasso del nostro sistema carcerario. Spesso si dice che non vi è spazio per trattenere chi delinque. Anche in questo caso, la politica preferisce la propaganda all’azione. Durante una mia approfondita indagine sul campo, ho censito ben 40 “carceri fantasma” in Italia: strutture costruite, inaugurate con tanto di taglio del nastro, ma mai effettivamente aperte e messe in funzione.
I posti in cella mancano, ma le strutture ci sarebbero. Di fronte a questo scenario, la proposta di allontanare dal territorio nazionale chi commette reati gravi, anche revocando una cittadinanza non onorata, assume una rilevanza centrale nel dibattito pubblico.
Spingere gli immigrati regolari verso un rientro volontario incentivato e allontanare con fermezza chi delinque vi sembra una strada corretta per riportare legalità e dignità nel nostro Paese?
La parola passa a voi, cari lettori. Vi aspetto nello spazio dei commenti per conoscere le vostre riflessioni, in attesa di parlarne insieme, a voce aperta, nelle nostre prossime dirette.
RIFERIMENTI:
- Patto sulla remigrazione e l’asilo in vigore dal 12 giugno 2026 in UE: https://www.consilium.europa.eu/it/policies/eu-pac
- SITO UFFICIALE DI Remigrazione e Riconquista: https://remigrazione.org/
QUI SOTTO: la video trasmissione a cura del direttore responsabile Emilia Urso Anfuso pubblicata sul canale YouTube ufficiale della nostra testata giornalistica

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