Oltre il rossore. Come vincere la timidezza?

Oltre il rossore. Come vincere la timidezza?

Rubrica a cura del dottor Claudio Rao

Spesso confondiamo introversione e ansia sociale, ma non sono la stessa cosa.

Avere paura di parlare in pubblico, non sentirsi a proprio agio quando si è circondati da troppe persone, evitare il più possibile i grandi eventi, stare lontani dalla folla e dalle conversazioni di gruppo. I più timidi tra noi si riconosceranno sicuramente in queste  reazioni. Ma attenzione, le cause non sono le stesse per tutti.

Allora, che fare? Facciamoci aiutare dalla psicologa Bonnie Zucker.¹

Introverso e socialmente ansioso: quali differenze?

L’ansia sociale è considerata un disturbo psicologico e può essere curata. Si caratterizza per la paura delle situazioni sociali è spesso accompagnata dal timore di essere giudicati, umiliati o di sembrare stupidi. L’ansia sociale può manifestarsi in situazioni specifiche, ad esempio quando si deve tenere un discorso, ma anche in contesti diversi.

L’introversione è un tratto della personalità, qualcosa che non si può cambiare. Una persona può essere introversa senza essere socialmente ansiosa. Molti individui introversi hanno bisogno di stare da soli per ricaricare le proprie energie e spesso preferiscono i momenti a tu per tu o gli incontri in piccolo gruppo. Non è una questione di ansia, ma di carattere.

Naturalmente può capitare che vi siano alcune persone sia introverse che socialmente ansiose. In questo caso, è necessario “separare i due problemi” e mostrare a queste persone “come accettare il proprio temperamento gestendo al contempo la propria ansia”, spiega Bonnie Zucker.

Sotto la maschera della timidezza

La timidezza viene spesso definita come timore o imbarazzo di essere giudicati dagli altri. Si manifesta attraverso sintomi fisici, emotivi e comportamentali. Le persone timide sono infatti soggette ad arrossire, sudare o avere palpitazioni; conoscono anche ansia e stress. Tendono ad evitare lo sguardo altrui e a ritirarsi da contesti sociali particolarmente affollati.

Alcuni percepiscono la timidezza come un imbarazzo passeggero in situazioni insolite, mentre altri la vivono come un ostacolo significativo nella loro vita. Quando diventa eccessiva, infatti, la timidezza può limitare le opportunità professionali, compromettere la vita sociale e generare un senso di solitudine o d’insoddisfazione.

Come superare la timidezza

Susan Allan² propone una tecnica per superare la timidezza e migliorare le interazioni sociali. Si tratta, spiega, di una «strategia di conversazione in tre fasi che può rendere chiunque più simpatico, comprese le persone timide».

Naturalmente, questi consigli vanno di pari passo con un lavoro su se stessi con o senza un professionista di riferimento. Solo così potremo uscire dalla nostra zona di comfort, per poter finalmente sperimentare cose nuove.

Superare la propria timidezza prendendo la parola è una delle migliori opportunità: quando si è timidi, ciò che fa paura non è tanto parlare quanto il non sapere come reagirà l’altro e il trovare gli argomenti giusti di conversazione. Si ha paura di esprimersi male, di essere giudicati o di creare imbarazzo. Avviare un dialogo invece, anche semplice, aiuta a spezzare questo circolo vizioso della paura. Avviare un dialogo significa inviare un messaggio incoraggiante al proprio cervello: posso avvicinarmi agli altri, tutto va bene. Così, con la ripetizione, la paura diminuisce e lascia spazio a una maggiore naturalezza.

1. Avviare il dialogo con una dichiarazione di empatia

Avviare un dialogo costruttivo permette di superare la naturale soggezione dell’altro. Secondo Susan Allan, l’ideale è partire da una domanda basata sull’empatia per favorire una migliore ricezione da parte dell’interlocutore. Il formato, spiega, potrebbe essere il seguente: «Immagino che lei si senta ____ perché ha bisogno di ____».

Quindi, invece di «Buongiorno, come va il lavoro?» ci invita, con una dichiarazione di empatia ad esordire per esempio con un: «Buongiorno, so che lavora nel settore pubblicitario e immagino che con l’IA il percorso sia irto di ostacoli in questo momento. Mi piacerebbe sapere cosa sta vivendo».

Dopo aver aperto il dialogo con una domanda empatica, Susan Allan fa riferimento a uno studio di Harvard del 2017 secondo il quale, per risultare attraenti di fronte a un nuovo interlocutore, l’ideale sarebbe porre una domanda, seguita quasi immediatamente da altre due domande che consentano alla conversazione di prendere piede.

2. Osare esprimere il proprio punto di vista personale

Dopo essere riusciti ad avviare una conversazione facendo buona impressione, potremo proseguire liberandoci poco a poco delle nostre paure.

Come risultare interessanti agli occhi dell’altro dopo i primi scambi? Il segreto, secondo l’esperta, è osare esprimere la propria opinione.

Se il nostro interlocutore ci spiega che sta bene e che adora, ad esempio, camminare sotto la pioggia, esprimere la nostra opinione rafforza il legame.

La nostra opinione sincera crea un valore aggiunto, fa progredire la conversazione, fornisce informazioni su di noi e ci rassicura: sentirsi sinceri e ascoltati dà sicurezza anche ai più timidi tra noi!

3. Creare un “invito all’azione”

Una volta poste le domande, condivisa la propria opinione e raggiunta una discussione soddisfacente, se si desidera approfondire l’argomento, è necessario pensare a un “invito all’azione” per fissare, ad esempio, un appuntamento col proprio interlocutore.

Più sicuri di noi

«Qualunque sia il risultato che avete in mente, questo strumento di conversazione in tre parti vi permetterà di passare all’azione!», spiega l’esperta. «Ogni volta che incontrate una nuova persona, avete l’opportunità di creare un nuovo “flusso” positivo nella vostra vita, che si tratti di incontri, affari, famiglia, salute o ricchezza, a seconda delle competenze e delle relazioni di quella persona. Ora sapete come entrare in sintonia con l’altro», conclude.

Adottando questi consigli è possibile alleviare alcuni effetti della timidezza e creare relazioni appaganti. Essere il motore di un dialogo permette non solo di provare un senso di controllo e di orgoglio, ma anche di rendersi conto che l’altro non si aspetta la perfezione, ma solo uno scambio umano e cordiale. I piccoli successi rafforzeranno progressivamente la fiducia in noi stessi permettendoci di entrare in un circolo virtuoso. Possiamo iniziare con brevi conversazioni con persone del nostro entourage, come un vicino di casa.

E soprattutto ricordiamoci che ogni tentativo conta, anche se non è perfetto!

¹ Bonnie Zucker, psicologa di Los Angeles (USA) è specializzata nei disturbi d’ansia. Ha ideato un corso online sulla prevenzione degli attacchi di panico e scrive articoli sui disturbi d’ansia.

² Susan Allan è una coach che offre strumenti e competenze per costruire e migliorare i matrimoni e diversi tipi di relazione.

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