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Prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano, lo spettacolo vede Marcorè affiancato da quattro giovani pianisti/e e sarà protagonista di un tour nazionale fino al 17 maggio.
Neri Marcorè, assieme al regista e drammaturgo Giorgio Gallione, ha molto frequentato i materiali gaberiani. Questo ritorno è una necessità etica e artistica e un’occasione ancora più matura e consapevole per riabbracciare l’opera dell’“uomo dalle due G maiuscole”.
Prodotto da Teatro Stabile di Bolzano e Fondazione Teatro della Toscana in collaborazione con la Fondazione Giorgio Gaber e Centro Servizi Culturali Santa Chiara, Gaber – Mi fa male il mondo porta nuovamente in scena il teatro canzone, in un’esplorazione dell’universo creativo, narrativo, etico e letterario di due grandi autori e si avvale della direzione musicale e degli arrangiamenti inediti per quattro pianoforti di Paolo Silvestri. Il disegno luci è di Marco Filibeck mentre le scene e i costumi sono di Guido Fiorato.
Per anni Giorgio Gaber e Sandro Luporini hanno radiografato con acume, spietatezza e ironia, ma pure con grande partecipazione emotiva, le mutazioni della nostra società e degli individui che la abitano. «Grande affabulatore e artista totale, Gaber ci ha accompagnato, tra privato e politico, nel cammino zoppicante e incerto verso una società che tenta di combattere contro la dittatura dell’imbecillità, del conformismo e della perenne autoassoluzione. Lo spettacolo vuole ritornare alle radici dell’ispirazione di queste opere in musica, entrando metaforicamente, e a distanza di anni, nello studio/ laboratorio/ pensatoio dove Gaber e Luporini hanno agito e prodotto pensiero per più di quarant’anni» scrive Giorgio Gallione, regista e autore della drammaturgia.
Con onestà intellettuale e una buona dose di ironia, Gaber si è spesso definito un “ladro” di intuizioni altrui, dichiarando esplicitamente il suo debito nei confronti di artisti, intellettuali e scrittori che lo hanno ispirato. L’elenco è lungo e indicativo: Pasolini, Celine, Adorno, Calvino, Berlinguer, Brecht, Beckett, Botho Strauss e tanti altri che, sapientemente distillati, hanno formato un humus ideale, un incubatore di pensieri e riflessioni illuminanti che sono poi state trasformate in canzoni e monologhi teatralissimi che ancora oggi vibrano di autenticità e addirittura di preveggenza.
Gaber – Mi fa male il mondo vede Marcorè affiancato in scena da Eugenia Canale, Lorenzo Fiorentini, Eleonora Lana e Francesco Negri, quattro giovani/e pianiste che interpretano gli arrangiamenti curati da Paolo Silvestri dei brani che costellano lo spettacolo: “Mi fa male il mondo”, “Il sosia”, “L’uomo che sto seguendo”, “La nave”, “L’odore”, “Non è più il momento” “La festa”, “La peste”, “Si può”, “I mostri che abbiamo dentro” , “Io se fossi Dio” e “C’è solo la strada”. «Mi ha sempre colpito e affascinato la regolarità di Gaber che ogni estate, insieme a Luporini, scriveva le canzoni dello spettacolo successivo» riflette Silvestri. «È un modo di operare che mi ricorda quello dei compositori classici. […] Per questo motivo, anche se le sue canzoni sono nate alla chitarra, quando penso al suo lavoro mi viene in mente il pianoforte, che nella storia è stato lo strumento dove i musicisti hanno scritto per orchestra e per ogni sorta di formazione strumentale e vocale, e naturalmente, dove hanno immaginato il teatro musicale. Il pianoforte è come la macchina da scrivere per uno scrittore. In questo spettacolo ce ne sono addirittura quattro: abbiamo moltiplicato quest’idea, formando una vera e propria orchestra di pianoforti».
TOURNÉE
05-08/03/2026 Trento, Teatro Sociale;
10/03/2026 San Donà di Piave, Teatro Metropolitano Astra;
12-15/03/2026 Bolzano, Teatro Comunale;
17-22/03/2026 Firenze, Teatro della Pergola;
24-25/03/2026 Pontedera, Teatro Era;
26-29/03/2026 Modena, Teatro Storchi ;
31/03 – 02/04/2026 Thiene, Teatro Comunale;
07/04/2026 Gemona del Friuli, Teatro Sociale;
08/04/2026 Latisana, Cinema Teatro Odeon;
09-12/04/2026 Trieste, Teatro Rossetti;
14-15/04/2026 La Spezia, Teatro Civico;
17-19/04/2026 Reggio Emilia, Teatro Valli;
21/04/2026 Budrio (BO), Teatro Consorziale;
22/04/2026 Azzano Decimo (PN), Teatro Mascherini;
23/04/2026 Gorizia, Teatro Verdi;
24-26/04/2026 Ferrara, Teatro Comunale C. Abbado;
28-30/04 e 02/05/2026 Genova, Teatro Ivo Chiesa;
06/05/2026 Civitanova Marche (MC), Cinema Teatro Rossini;
08-10/05/2026 Bologna, Teatro delle Celebrazioni;
12-17/05/2026 Milano, Teatro Carcano
Mi fa male il mondo
Giorgio Gaber / Sandro Luporini
E non riesco a trovar le parole
per chiarire a me stesso
e anche al mondo
cos’è che fa male…
Mi fanno male, quelli che sanno tutto… e prima o poi te lo dicono.
Mi fanno male gli uomini esageratamente educati, distaccati formali. Ma mi fanno più male quelli che per essere autentici ti ruttano in faccia.
Mi fanno male quelli che si credono di essere il centro del mondo,
e non sanno che il centro del mondo sono io. […]
Mi fa male la burocrazia, mi fa male l’apparato la sua mentalità, la sua arroganza. Mi fa male lo Stato. Come sono delicato.
Note di regia e drammaturgia
«Sogno, utopia, libertà, democrazia, etica, pensiero, partecipazione, appartenenza, idea, ideologia sono alcune delle parole e dei concetti identitari e ricorrenti nella scrittura di Giorgio Gaber e Sandro Luporini. Una incessante, laboriosa, impietosa ricerca di senso e di verità, mai autoassolutoria, che fosse guida e sostegno ai comportamenti umani e civili del vivere contemporaneo. Il tutto dentro quella modalità artistica ed espressiva che i due artisti hanno prima creato e poi perfezionato per più di 40 anni: il Teatro Canzone, una forma e un linguaggio teatrale per musica e parole che vide Gaber geniale front man e Luporini lucidissimo tessitore. Un lascito ricchissimo di canzoni e monologhi, intuizioni e svelamenti che ancora oggi vibrano di verità quasi preveggenti. A tutto questo il nostro spettacolo si ispira, riprendendo e rielaborando i loro materiali in una forma musicale per quattro pianoforti, quasi cameristica perciò, rinnovata e compatta, in un certo qual modo “fuori dal tempo “. Sarà ancora Neri Marcorè a portare sulla scena queste creazioni in musica, sempre così vibranti e fertili di pensiero e di vita, profonde e giocose insieme, costantemente ironiche ma mai prevedibili o digestive. È come continuare un percorso iniziato anche per noi, assieme ormai vent’anni fa, con “Un certo signor G”, continuato con “Eretici e corsari” e poi proseguito da Neri in decine di concerti sempre con le canzoni di Gaber a innervare il cammino. “Gaber – Mi fa male il mondo” questo vuole essere: un ritorno, forse più maturo e consapevole, ad una lingua teatrale ancora così attuale e necessaria andando a cercarne le radici letterarie (Pasolini, Calvino, Gramsci, Galeano, Berlinguer, Celine, Saramago e tanti altri) e recuperando anche testi e canzoni meno note o consuete per reinterpretarle oggi con sincerità, rigore e con la nostra sensibilità umana e artistica.»
Giorgio Gallione
Note all’arrangiamento musicale
4 PIANOFORTI
«Mi colpisce e mi affascina la regolarità di Gaber che insieme a Luporini ogni estate, tra un tour e l’altro, scrive le canzoni del prossimo spettacolo. È un modo di operare che mi ricorda quello dei compositori classici, una metodologia al servizio della profondità espressiva e della ricerca di senso. Per questo motivo, anche se le sue canzoni sono certamente nate alla chitarra, quando penso al suo lavoro mi viene in mente il pianoforte, che nella storia è stato lo strumento dove i musicisti hanno scritto per orchestra e per ogni sorta di formazione strumentale e vocale, e naturalmente dove hanno immaginato il teatro musicale. Il pianoforte è come la macchina da scrivere per uno scrittore. È come un film in bianco e nero che ti lascia la libertà di colorarlo con la fantasia. Già in uno spettacolo precedente che si intitolava “Un certo signor G” avevamo utilizzato 2 pianoforti, ma in questo dove ce ne sono addirittura 4 abbiamo voluto moltiplicare quest’idea formando una vera e propria orchestra di pianoforti»
Paolo Silvestri
GABER – MI FA MALE IL MONDO
con Neri Marcorè
da Giorgio Gaber e Sandro Luporini
drammaturgia e regia Giorgio Gallione
arrangiamenti e direzione musicale Paolo Silvestri
lighting designer Marco Filibeck
scene e costumi Guido Fiorato
pianisti (o.a.) Eugenia Canale, Lorenzo Fiorentini, Eleonora Lana, Francesco Negri
produzione Teatro Stabile di Bolzano, Fondazione Teatro della Toscana
in collaborazione con Fondazione Giorgio Gaber e Centro Servizi Culturali Santa Chiara

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