Rubrica a cura del dottor Claudio Rao
Ecco perché non riusciamo a percepire le nostre stesse capacità
La mancata percezione delle proprie capacità è un fenomeno legato a meccanismi psicologici, cognitivi ed emotivi che alterano la nostra autovalutazione.
I motivi possono essere diversi e variegati e vanno dalla “Sindrome dell’impostore”¹ ai meccanismi di protezione infantili, fino al blocco emotivo e all’alessitimia².
Riconoscere queste dinamiche è il primo passo per scardinare la convinzione di non essere all’altezza e iniziare a percepire il proprio reale potenziale.
Di alcuni abbiamo già trattato, per altri mi difettano formazione e competenza, tuttavia ve n’è uno che vorrei condividere oggi con i miei lettori ed è l’Effetto Dunning-Kruger.
Cos’è l’effetto Dunning-Kruger
Potremmo definirlo un errore di giudizio, un bias cognitivo, una distorsione per cui persone con scarsa conoscenza o competenza in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità, mentre chi è molto competente spesso le sottovaluta.
Un fenomeno studiato dagli psicologi David Dunning e Justin Kruger che indica che l’incompetenza impedisce di riconoscere la propria stessa incompetenza. Questo fenomeno, teorizzato nel 1999, si manifesta spesso come un’iniziale eccessiva sicurezza di sé.
L’effetto Dunning-Kruger si verifica quando la mancanza di conoscenze e competenze in un determinato ambito porta una persona a sovrastimare le proprie capacità.
Questo effetto induce coloro che eccellono in un dato campo a credere che il compito sia facile per tutti e a sottovalutare le proprie capacità.
I ricercatori hanno coniato il termine “doppio fardello” per sottolineare il fatto che queste persone soffrono di due cose: ignoranza e inconsapevolezza della propria ignoranza.
La psicologia Dunning-Kruger
David Dunning e Justin Kruger della Cornell University (New York) vennero intrigati da un criminale che credeva di poter diventare invisibile con il succo di limone. Così scoprirono che le persone incompetenti non possiedono le basi necessarie per riconoscere la propria incompetenza.
Si tratta di una distorsione da eccessiva sicurezza di sé che induce le persone con un basso livello di competenza a credere di padroneggiare un argomento complesso dopo una breve introduzione.
Paradosso dell’esperienza: gli esperti possono credere che se un compito è facile per loro lo sia anche per tutti, sottovalutando così il proprio talento.
Questa distorsione può alterare la percezione delle competenze, soprattutto in ambito manageriale, dove i dipendenti inefficaci sono molto sicuri di sé.
Per contrastarla è necessaria una formazione continua, la ricerca di feedback critici e la messa in discussione delle proprie convinzioni. La consapevolezza di questa distorsione aiuta a sviluppare l’umiltà cognitiva.
Un esempio
Gli studi hanno dimostrato che circa l’80% delle persone si considera un “guidatore sopra la media”, una statistica che è matematicamente impossibile.
Un senso esagerato di competenza al volante può portare i conducenti a prendere decisioni avventate e a causare incidenti. I veri principianti, ovvero coloro che hanno meno di sei mesi di esperienza di guida, hanno una probabilità otto volte maggiore di essere coinvolti in un incidente.
Questo perché non sempre sono adeguatamente preparati alla guida, ma anche perché sono troppo sicuri di sé. Credere di essere più bravi al volante di quanto non lo siano in realtà li porta a compiere manovre meno prudenti sulla strada, con conseguente numero di incidenti e premi assicurativi più elevati.
Perché succede?
L’effetto Dunning-Kruger è una sorta di circolo vizioso. Le persone che non conoscono a fondo un argomento non possiedono le conoscenze o le competenze necessarie per individuare i propri errori o le proprie lacune. Per questo non riescono a capire dove sbagliano e quindi presumono di fare bene le cose.
Al contrario, le persone che eccellono in un determinato campo spesso non riconoscono la propria specializzazione perché il lavoro viene loro così naturale che non capiscono che non è così per tutti.
La facilità con cui acquisiscono queste competenze o conoscenze le porta a dimenticare che per gli altri il lavoro è più difficile. Così sopravvalutano le capacità altrui, credendo che siano paragonabili alle proprie.
Cosa ci insegna
L’effetto Dunning-Kruger è importante perché ci rende consapevoli dei nostri limiti e ci offre l’opportunità di correggere la nostra auto-percezione.
Essendo “invisibile” a chi lo vive, l’effetto Dunning-Kruger ci impone di fare un passo indietro e renderci conto che le nostre valutazioni possono essere distorte e perfino errate.
Se prendiamo decisioni basandoci sulle nostre conoscenze e competenze personali, probabilmente non abbiamo sufficientemente consultato altre informazioni affidabili. Idem se ci affidiamo alla parola di qualcun altro confidando nelle sue capacità!
Non lasciamoci ingannare da chi sembra eccellere o meritare una promozione solo perché pensa di essere il migliore: potrebbe essere fondamentalmente incompetente e sovrastimare eccessivamente le proprie capacità.
L’effetto Dunning-Kruger deve portarci ad ascoltare le persone sicure di sé piuttosto che persone apparentemente affidabili. Gli effetti sociali potranno essere di notevole gravità se accettiamo informazioni e consigli da chi parla per primo e più forte, rispetto a chi ha più credibilità.
Sforziamoci di ascoltare gli altri ed essere disponibili ad imparare da loro. Se pensiamo di essere scarsi in qualcosa vuol dire che siamo abbastanza perspicaci da riconoscere i nostri limiti.
Quando invece pensiamo di essere eccezionali in un determinato ambito, probabilmente abbiamo ancora molto da imparare. Per questo – per quanto difficile – mostriamoci aperti al feedback e usiamo le critiche costruttive per migliorarci.
Infine, comprendere l’effetto Dunning-Kruger potrà attenuare l’invidia verso coloro che sembrano “sapere sempre tutto”. Pensare di sapere tutto, infatti, è già un segno che in realtà si sa molto poco!
¹ Ci sono persone che soffrono di una sottostima cronica delle proprie competenze e attribuiscono i propri successi alla fortuna e i propri fallimenti a mancanze personali.
² La difficoltà a riconoscere e descrivere le proprie emozioni può impedire ad alcuni individui di percepire le proprie risorse interiori e capacità.
NOTA Sebbene questo effetto sia stato osservato in campi e discipline diverse come l’intelligenza emotiva, il ragionamento logico, le conoscenze finanziarie, le informazioni politiche, gli scacchi, la guida e persino le conoscenze mediche, recentemente sono sorti dubbi sulla sua accuratezza come distorsione cognitiva del cervello umano. Uno studio del 2016 suggerisce che, poiché anche i dati generati dal computer sono soggetti all’effetto Dunning-Kruger, si tratti di un fenomeno computazionale e pertanto non possa essere considerato una distorsione cognitiva della mente umana.

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