Rubrica a cura del dottor Claudio Rao
Tre consigli per alleviare l’ansia da separazione notturna
Recentemente una giovane coppia di genitori mi confidava la difficoltà di “mettere a letto la loro figlia”. Non è la prima volta che clienti, amici o semplici conoscenti mi confidano questo genere di difficoltà.
Non sempre si tratta di “capricci”.
In effetti molti bambini hanno davvero difficoltà quando è ora di andare a dormire. Alcuni vogliono ancora giocare, altri manifestano piccoli o grandi stati d’ansia sotto diverse forme: chiedere un bicchier d’acqua, alzarsi per andare in bagno, piangere, avere mal di pancia…
Queste difficoltà a coricarsi sono estenuanti per tutta la famiglia.
Come alleviare le difficoltà dei bambini al momento di andare a dormire?
Come genitori abbiamo alcune leve per facilitare l’addormentamento dei nostri figli, anche se non si tratta propriamente di bacchette magiche.
Più i nostri bambini percepiranno un legame fisico ed emotivo nel momento di andare a letto, più si sentiranno al sicuro e più diminuirà la loro resistenza al sonno.
Consolidare in loro le basi della sicurezza interiore può richiedere tempo a seconda di temperamento, esperienze ed età del bambino.
Andare a dormire può essere davvero difficile per i più piccoli che vorrebbero continuare a giocare e non separarsi dai genitori.
Ecco alcuni suggerimenti per aiutarci.
Come prima cosa, sarà utile riflettere sulle loro emozioni e i loro pensieri, creando un ponte emotivo tra noi e loro.
«È vero, non hai proprio voglia di andare a letto, preferiresti continuare a giocare e questa storia di andare a letto è davvero fastidiosa, lo capisco benissimo. È un po’ quello che cerchiamo di fare in estate e durante le vacanze…».
Una validazione emotiva importante.
Come secondo accorgimento potremo parlare loro di cose piacevoli, che li accompagneranno positivamente tra le braccia di Morfeo. «Cosa ti piacerebbe sognare stanotte?» e invitarli ad aggiungere dei particolari: descrivere le persone, evocare i suoni e gli odori, esprimere le emozioni piacevoli associate a quell’idea di sogno…
Accogliendo le emozioni e ricorrendo all’immaginazione.
Infine li inviteremo a concentrarsi sul successivo momento da trascorrere insieme. Proiettandoli sul prossimo momento di connessione (la mattina seguente) piuttosto che su quello della disconnessione (la notte).
Per questo potremo seguire dei rituali mattutini, preparandoli la sera prima: scegliere una breve storia da leggere insieme al risveglio o durante la colazione;
annotare reciprocamente su un foglio i tre momenti migliori della giornata appena trascorsa e leggerli al risveglio; scambiarsi un capo di abbigliamento che verrà restituito al proprietario il giorno successivo (il genitore dà un suo capo di abbigliamento al bambino e lui un altro al genitore).
Trasformeremo così “l’andare a letto” in un autentico momento di complicità.

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