Di Emilia Urso Anfuso – Direttore responsabile
Un sistema di sfruttamento dei lavoratori del settore agricolo, migranti stagionali, è stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Rovato, in provincia di Brescia, che ha condotto indagini tra le province lombarde, compresa Milano. Le aziende agricole coinvolte sono riuscite, nel corso del tempo, a eludere i regolamenti del decreto flussi.
A conclusione delle indagini, sono stati tratti in arresto e posti ai domiciliari, 3 individui di origine indiana accusati della gestione e promozione di questo genere di sistema illecito. Oltre all’arresto, ai tre è stato negato il diritto, per un anno, di esercitare ogni genere di ruolo dirigenziale per un anno.
E’ stato l’ispettorato del lavoro a segnalare alcune incongruenze alla Guardia di Finanza che ha quindi avviato il percorso investigativo e che ha portato all’emersione del coinvolgimento di 12 persone che, tra le provincie di Milano, Lodi, Brescia, Cremona e Piacenza, avrebbero sfruttato i connazionali per farli lavorare presso aziende agricole. I titolari di queste imprese sono stati denunciati.
Il funzionamento del sistema
Ogni straniero veniva dichiarato come assunto e con la concessione di un alloggio dignitoso. Sono questi gli elementi fondamentali per poter sfruttare le agevolazioni del Decreto Flussi. All’atto pratico, però, le dichiarazioni era totalmente fittizie, così come anche le dichiarazioni fiscali sul monte ore necessario a converture il permesso di sogguirno da stagionale a tempo determinato.
Le assunzioni, quindi, erano solo formali.
Per ciascun straniero l’organizzazione avrebbe dichiarato (falsamente) l’esistenza di un posto di lavoro e di un alloggio adeguato, così da far rientrare la persona nel cosiddetto decreto flussi, rilasciando anche documentazioni che attestavano il raggiungimento del monte ore di lavoro richiesto per convertire il permesso di soggiorno da stagionale a tempo determinato. Le aziende agricole coinvolte avrebbero assunto solo formalmente gli stranieri, per far loro ottenere un maggior numero di quote di ingresso, dietro corresponsione di un rimborso.
A causa di questo sistema, sono stati fatti entrare nel nostro paese oltre 1.300 persone nel periodo che va dal 2018 al 2024 con un giro di affari valutato in più di 19 milioni di euro. Inoltre, gli organizzatori chiedevano ai migranti cifre variabili dai 7.200 euro per la conversione del permesso di soggiorno a permesso a tempo determinato per arrivare a quote pari a 13.800 euro per ottenere il permesso di soggiorno stagionale.
Le condizioni di lavoro dei migranti sfruttati
Contrariamente alle dichiarazioni ufficiali, la Guardia di Finanza ha appurato che i migranti sono stati sfruttati violando le norme sui diritti dei lavoratori e dei diritti umani. In un caso un migrante sarebbe stato costretto a lavorare per 73 giorni consecutivi, ma la cosa inquietante è relativa anche alle condizioni igienico sanitarie e in merito alla non adesione alle normative in vigore in merito alla sicurezza sul lavoro. Non è tutto, perché dalle paghe venivano decurtate anche le spese di alloggio e alimentazione.
A peggiorare la situazione, il fatto che l’organizzazione abbia pensato anche di emettere fatture fantasma per un importo complessivo, nel periodo che va dal 2019 al 2024, pari a circa 18 milioni di euro.
Questo genere di organizzazioni non fa che aggravare, ancor di più, lo stato di cose per ciò che riguarda i flussi migratori nel nostro paese e la mancanza di un vero piano di accoglienza. Persino gli stranieri sul nostro territorio alimentano un sistema di immigrazione clandestina che, oltretutto, viene aggravato da “soluzioni” ancora più illecite anche a carattere economico, fiscale e del diritto dei lavoratori.
L’Italia sta diventando, sempre di più, un contenitore di problemi e criticità. Non è possibile accettare tutto questo passivamente.

Lascia un commento