Di Luca Anedda
L’attacco di Israele e USA all’Iran ha creato enormi criticità nella catena di approvvigionamento di idrocarburi e LNG a livello mondiale. Come noto la raffinazione del petrolio grezzo serve alla produzione di derivati di vario genere e funzione.
Uno di questi è il Kerosene per aviazione. Il suo prezzo è schizzato dagli 80 dollari ante guerra a oltre i 160 dollari attuali. La scarsità di questo bene sta preoccupando le Compagnie aeree, che corrono ai ripari tagliando i voli e riducendo il loro network. Le riserve di cui ogni Nazione dispone sono variabili. Nel grafico si possono osservare quelle relative a vari Paesi. Il Regno Unito ha riserve per un mese mentre l’Italia arriva a circa tre mesi.
Da sempre l’aviazione commerciale è la prima a subire i danni delle guerre e delle instabilità mondiali di vario genere. Anche in questo caso stiamo assistendo ad un pesante cambiamento della situazione. Oltre allo stop quasi totale delle Compagnie aeree del Golfo, quali Quatar, Emirates, Etihad, anche le altre Compagnie mondiali stanno aumentando significativamente i prezzi dei biglietti e riducendo i voli. La situazione è destinata a peggiorare significativamente se la guerra ( come sembra) dovesse protrarsi ancora a lungo.
L’Europa al momento non ha una strategia. I vari Paesi dell’Unione si muovono in ordine sparso e cercano di accaparrarsi le risorse che servono come possono.
Emblematica la storia della Yasa Hawk una petroliera che trasportava Kerosene avio, salpata dal porto di Yanbu ,Arabia Saudita nel Mar rosso, il 18 Marzo, che dopo aver attraversato il canale di Suez, si ” parcheggia” a largo delle coste della Sardegna e attende. Cosa? Il miglior offerente per il suo prezioso carico. Alla fine il 31 di Marzo salpa per la sua destinazione finale: il Regno Unito dove vi arriva il 7 Aprile.
Buon viaggio a tutti.

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