Carta, penna e calamaio

Carta, penna e calamaio

Rubrica a cura del dottor Claudio Rao – pedagogista e giornalista

«Scrivere a mano offre notevoli benefici cognitivi ed emotivi rispetto alla digitazione, stimolando una maggiore connettività cerebrale, migliorando la memoria e favorendo l’apprendimento profondo. Questo atto rallenta il pensiero, calma la mente, stimola la creatività e riduce stress e ansia, agendo come una forma di meditazione attiva».

Quanto sopra, secondo l’I.A. (motore di ricerca del mio computer). Recentemente sono stato interpellato da una riflessione di Ernesta, un’amica suora, un video condivisomi da mia figlia Valentine sul valore della scrittura a mano e dalla scoperta che alcuni Paesi come Danimarca, Finlandia e certi Stati USA previlegiano l’insegnamento della letto-scrittura attraverso supporti informatici.

Per questo ho pensato di approfondire l’argomento per i nostri lettori.

La scrittura manuale è un’attività molto semplice e praticarla quotidianamente potrebbe contribuire a renderci più intelligenti (e più felici), secondo la scienza.

In un’epoca in cui il digitale, le note vocali e l’intelligenza artificiale ci spingono ad abbandonare carta e penna, gli scienziati sono categorici: la scrittura a mano è l’unica che ha un impatto reale sul nostro cervello. Potrebbe renderci più intelligenti e contribuire alla nostra realizzazione personale.

Scrivere a mano stimola il cervello molto più intensamente di una tastiera, favorendo la memorizzazione, la concentrazione e la creatività. Aiuta a strutturare il pensiero, riduce lo stress e l’ansia attraverso uno sfogo emotivo e sviluppa le capacità motorie fini.

Questo processo cognitivo e creativo rafforza le connessioni neuronali grazie alla coordinazione oculo-mauale.

I benefici psicologici della scrittura a mano

I principali benefici della scrittura a mano libera riguardano memoria, concentrazione, stress, pensiero e chiarezza mentale. Vediamoli più in dettaglio.

Miglioramento della memoria e dell’apprendimento: scrivere a mano attiva le aree del nostro cervello coinvolte nell’apprendimento, facilitando l’assimilazione delle conoscenze meglio della digitazione.

Rafforzamento della concentrazione: la scrittura a mano ci consente una maggiore attenzione e concentrazione evitando le distrazioni digitali.

Gestione delle emozioni e dello stress: mettere le parole su carta ci consente di esternare le emozioni negative, riducendo l’ansia e lo stress. Una sorta di effetto catartico che calma la mente.

Stimolazione della creatività e del pensiero: la lentezza della scrittura permette al nostro cervello di elaborare meglio le idee, di creare collegamenti e lasciare spazio al pensiero creativo.

Radicamento e chiarezza mentale: il gesto fisico della scrittura ci aiuta a strutturare il nostro caos interiore, a mettere ordine nei nostri pensieri e perfino a conoscere meglio se stessi.

La scrittura a mano insomma, secondo i ricercatori, è un’attività completa che favorisce un forte legame tra corpo, gesto e mente.

Le ragioni di una scelta

Che si tratti di migliorare la concentrazione o stimolare le vie cognitive, la scrittura a mano offre benefici neurologici che la tecnologia moderna non è in grado di fornire.

L’ultima volta che ho preso rapidamente appunti o scritto una lista della spesa non ho usato carta e penna, ma Jinhai, il mio smartphone. Da esso, trasferisco più agevolmente idee e pensieri a Milord, il mio computer. In effetti, negli ultimi dieci anni, tastiere e schermi hanno silenziosamente sostituito la scrittura a mano nelle nostre attività quotidiane, dalle aule scolastiche alle riunioni in ufficio. Alcune scuole nel mondo hanno persino smesso di insegnare la scrittura corsiva.

Le ricerche tuttavia dimostrano che scrivere su carta offre vantaggi cognitivi che gli strumenti digitali non possono offrire.

«Statisticamente, la maggior parte degli studi sul rapporto tra scrittura a mano e memoria [in particolare quelli condotti in Giappone, Norvegia e Stati Uniti] dimostrano che le persone ricordano meglio le cose che hanno scritto a mano piuttosto che al computer», spiega Naomi Susan Baron, autrice e professore emerito di linguistica presso l’American University di Washington D.C.

La scrittura manuale migliora la fissazione mnemonica e rafforza le conoscenze acquisite, con un impatto significativo sul modo in cui assimiliamo e ricordiamo le informazioni.

«Tenere una penna tra le dita, premerla su una superficie e muovere le mani per formare lettere e parole è un’abilità cognitivo-motoria complessa che richiede molta attenzione», afferma Mellissa Prunty, docente di terapia occupazionale alla Brunel University di Londra, in base alle sue ricerche sul rapporto tra scrittura e apprendimento. «È stato dimostrato che questo livello di elaborazione più profondo, che implica l’associazione dei suoni alla formazione delle lettere, favorisce la lettura e l’ortografia nei bambini», precisa.

Anche noi adulti traiamo beneficio dal lavoro richiesto dalla scrittura a mano libera. Uno studio condotto su 42 adulti che studiavano l’arabo ha rivelato che i partecipanti che imparavano le lettere tracciandole a mano le riconoscevano più rapidamente, avevano più facilità a scriverle ed erano più capaci di pronunciarle rispetto alle persone a cui era stato chiesto di imparare i nuovi caratteri digitandoli su una tastiera o semplicemente osservandoli.

«Riteniamo che i nostri risultati possano essere in parte spiegati dal fatto che la scrittura a mano attiva diversi percorsi per lo stesso concetto», spiega Robert W. Wiley, professore di psicologia presso l’Università della Carolina del Nord a Greensboro, coautore dello studio. L’apprendimento di una nuova parola implica il collegamento di un simbolo astratto con informazioni visive, motorie e uditive.

Grazie a sondaggi condotti su 205 giovani adulti negli Stati Uniti e in Europa, Naomi Susan Baron ha scoperto che molti studenti dichiaravano di essere più attenti, di riuscire a mantenere di più la concentrazione e di memorizzare meglio quando scrivevano un testo piuttosto che digitandolo su una tastiera. Probabilmente il senso del tatto svolge un ruolo chiave nel nostro modo di assimilare le informazioni.

Allora, carta e penna o computer e mouse?

«Per comprendere meglio l’influenza che i nostri sensi possono avere sulla nostra cognizione, possiamo considerare il nostro cervello come una rete stradale», spiega Audrey Van Der Meer, professore di neuropsicologia all’Università norvegese di scienze e tecnologia. «Le reti cerebrali dei bambini assomigliano a bozzetti di sentieri tortuosi in una foresta», continua. Con la pratica e l’esperienza, questi sentieri possono diventare autostrade che collegano le diverse parti del cervello per far circolare le informazioni in modo rapido ed efficiente.

Audrey Van Der Meer e il suo collega Ruud Van Der Weel hanno esaminato gli elettroencefalogrammi di 36 giovani adulti iscritti all’università che hanno svolto compiti di scrittura. Gli studenti dovevano scrivere o descrivere le parole del gioco Pictionary digitando su una tastiera o disegnandole su uno schermo con uno stilo. Durante ogni compito, è stata misurata l’attività cerebrale dei partecipanti.

«La cosa più sorprendente è che quando scrivevano a mano era attivo l’intero cervello, mentre quando digitavano sulla tastiera erano attive solo aree molto più piccole», spiegano gli esperti. «Questo suggerisce che quando si scrive a mano si utilizza la maggior parte del cervello per svolgere il compito».

Inoltre, lo studio indica che le diverse parti del cervello attivate dalla scrittura a mano comunicano tra loro attraverso onde cerebrali associate all’apprendimento.

I ricercatori incoraggiano quindi l’apprendimento della scrittura a mano.

«Penso che nei programmi scolastici della scuola primaria dovrebbe esserci almeno un minimo di scrittura a mano, semplicemente perché è molto utile per lo sviluppo del cervello», afferma il ricercatore olandese.

Negli USA, la scrittura corsiva è stata eliminata dai Common Core State Standards, una sorta di programma scolastico comune, ma diversi Stati hanno deciso di reintrodurla nei programmi scolastici per i benefici che offre in termini di apprendimento.

Per quanto riguarda noi adulti, Audrey van der Meer consiglia anche a noi di riprendere carta e penna. «Continuare a scrivere a mano è un ottimo allenamento per il cervello», afferma.

Per questo, da qualche settimana ho rispolverato il caro vecchio bloc notes, tipico di noi giornalisti.

Lascia un commento

Your email address will not be published.