Venezuela: ipotesi e prospettive dopo l’arresto di Maduro

Venezuela: ipotesi e prospettive dopo l’arresto di Maduro

Di Maurizio Micelli

Non sono certo dell anno, credo 2005/6, sono certissimo delle circostanze e della fibrillazione che, se pur in zona periferica del mondo, ho vissuto personalmente.

Mi riferisco al crollo di Borsa con conseguente perdita di valore nei risparmi dei miei clienti il giorno in cui Chavez, presidente del Venezuela, decise di sottrarre alle compagnie petrolifere anglo americane i giacimenti di petrolio legiferando a favore della nazionalizzazione degli stessi.

E’ da allora che gli USA accarezzano l’idea di riprenderseli e ieri notte lo hanno fatto attraverso un’azione arbitraria e sorretta da una narrazione che descrive l’attuale deposto presidente Maduro, come terrorista e narcotrafficante.

La stessa cosa avvenne negli anni ’50 in Iran con la deposizione violenta di Mossadek, in Honduras , anni ’70, dove un colpo di stato consenti’ alla United Fruit Company (Oggi Banana Chiquita) di riappropriarsi delle enormi distese di terra coltivate a banane e precedentemente nazionalizzate dal presidente Osvaldo Lopez Arellano.

L’operazione attuale, precede la esplicita dichiarazione di Trump relativa a un rilancio della dottrina Monroe (1823) con cui quel presidente affermó che qualsiasi interferenza dell’Europa (ex colonizzatore del sud e nord America, sarebbe stata considerato atto ostile, rivendicando nel frattempo il ruolo di potenza coloniale in sud America per gli stati uniti.

La dottrina Monroe postula che il vecchio continente non debba intervenire negli affari Americani ma anche che l’America non sarebbe intervenuta nelle guerra Europee.

Attualizzando il concetto sembra che Trump stia dicendo all’Europa : “La guerra con Putin ve la fate voi“.

Si intravede un’America che prima di ritirarsi dal folle progetto di egemonia mondiale, una sorta di “Supersionismo” allargato, voglia fare scorta di risorse al fine di affrontare al meglio il confronto inevitabile con la Cina e le potenze asiatiche emergenti sostenute anche da paesi come Sud Africa ed Iran.

Nella mostruosità della real politik, l’attacco al Venezuela manifesta la volontà degli USA di mantenere un ruolo preminente nel mondo, rinunciando in fondo a sogni di egemonia totale.

Potrebbe perfino sembrare una buona notizia se l’Europa, in particolare la Germania, sapranno trovare una strada migliore del riarmo contro Putin.

Specialmente dopo il rispolvero della già citata dottrina Monroe, cioè senza l’appoggio americano.

Ma a chi serve una terza guerra mondiale con una “Santa Barbara” atomica nella disponibilità di tutti gli attori in campo?

*foto di copertina: un frame dal seguente video su YouTube https://youtu.be/Ty2m8H1O7tU?si=JajmD1oFPCW0Liit

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