Unobravo svela come la ricerca di lavoro stia influenzando il benessere mentale degli italiani, con suggerimenti da parte di psicologi online per affrontare con resilienza rifiuti e frustrazione.
- Quasi la metà degli italiani in cerca di lavoro (42%) afferma che questa esperienza ha avuto un impatto negativo sulla propria salute mentale: stress, tempi di attesa prolungati e comunicazioni poco chiare che incidono di più a livello emotivo.
- Donne e introversi sono coloro che affrontano le tempistiche più lunghe, impiegando in media oltre dieci settimane per ottenere un nuovo ruolo.
- La dottoressa Valeria Fiorenza Perris, psicoterapeuta e Direttrice Clinica di Unobravo, commenta l’impatto psicologico della ricerca di lavoro e analizza alcune strategie per proteggere il proprio benessere mentale.
Sebbene cercare nuove opportunità professionali possa risultare motivante, spesso comporta un carico psicologico significativo. Tempi di attesa lunghi, feedback limitati e forte competizione portano frequentemente a stress e a sentimenti di inadeguatezza. Con il 44% degli adulti italiani che prevede di cercare un nuovo lavoro e quasi un terzo (29%) che lo farà nei prossimi sei mesi, la ricerca di lavoro diventa un processo sempre più lungo e competitivo.
Per comprendere come la ricerca di lavoro influisca sul benessere mentale e sul comportamento, Unobravo, piattaforma di psicologi online, ha condotto un sondaggio nazionale su oltre 1.500 adulti italiani che avevano cercato un impiego nei 12 mesi precedenti. L’indagine ha analizzato l’impatto sul benessere, sulle relazioni e sulle decisioni, e ha esplorato cosa i candidati ritengono utile che i datori di lavoro facciano per rendere i processi di assunzione più motivanti e trasparenti.
Lo studio completo è disponibile al seguante link: https://www.unobravo.com/post/salute-mentale-ricerca-di-lavoro
La ricerca di lavoro ha un impatto negativo sulla salute mentale di due italiani su cinque
Oltre la metà dei partecipanti (55%) descrive la ricerca di lavoro come fonte di stress e il 42% dichiara che ha avuto un impatto negativo sulla propria salute mentale. Per alcuni, lo stress si estende anche alla vita privata: il 36% segnala conflitti o distanze nelle relazioni a causa della pressione legata alla ricerca di lavoro.
Quasi un italiano su tre (32%) ha valutato di rivolgersi a un professionista della psicologia per gestire lo stress, confermando il legame tra incertezza occupazionale e benessere emotivo.
Lo stress della ricerca di lavoro influenza le decisioni
I dati mostrano che lo stress modifica il comportamento durante la ricerca di lavoro. Il 36% degli italiani si è sentito sotto pressione ad accettare la prima offerta ricevuta, anche se non adatta alle proprie competenze. Il 46% ha fatto domanda per posizioni per le quali era sovraqualificato, mentre il 31% si è candidato per ruoli per cui era sottoqualificato.
Il 23% ammette di aver esagerato nel CV o nei colloqui per aumentare le possibilità e il 22% ha usato strumenti di intelligenza artificiale per preparare candidature, con il 17% che ne ha nascosto l’uso per timore di giudizi. Questi comportamenti dimostrano che lo stress della ricerca di lavoro non è solo mentale: influenza decisioni, comportamenti e anche la percezione di sé.
Stipendi bassi, ghosting e mancanza di trasparenza le principali frustrazioni
Secondo la ricerca, le maggiori fonti di stress sono: retribuzioni basse, scarsa comunicazione e mancanza di trasparenza. Il 28,5% segnala lo stipendio come principale preoccupazione, mentre un partecipante su quattro (25,8%) ha subito ghosting da parte di datori di lavoro dopo aver inviato candidature o partecipato a colloqui.
La mancanza di comunicazione è ciò che pesa maggiormente, lasciando i candidati incerti sulle proprie performance e sul proprio valore. Un altro 20,9% segnala informazioni salariali vaghe o assenti come fonte di stress, costringendo a spendere tempo per ruoli che non soddisfano le aspettative.
| Classifica | Fonte di frustrazione | % |
| 1 | Stipendi offerti troppo bassi | 29% |
| 2 | Ghosting da parte di datori di lavoro o recruiter | 26% |
| 3 | Informazioni sullo stipendio poco chiare | 21% |
| 4 | Difficoltà nel trovare ruoli nelle aziende giuste | 20% |
| 5 | Truffe o annunci di lavoro fraudolenti | 15% |
| 6 | Processi di candidatura lunghi o ripetitivi | 11% |
La ricerca di lavoro in Italia dura in media 73 giorni, con le donne che aspettano di più
In media, la ricerca di lavoro in Italia dura 73 giorni, poco più di dieci settimane. Le donne impiegano 11 giorni in più rispetto agli uomini, mentre gli introversi impiegano leggermente più tempo degli estroversi.
Alcuni settori hanno processi di assunzione particolarmente lunghi: Immobiliare (107 giorni), Formazione e Recruiting (97 giorni) e Business e Amministrazione (87 giorni) sono i più lenti, lasciando molti candidati in attesa per mesi.
Cosa possono fare le aziende per rendere il processo più trasparente e umano
Oltre la metà dei candidati (57%) ritiene che le aziende non offrano sufficiente supporto durante le selezioni e il 36% ha ritirato candidature o rifiutato offerte a causa di esperienze negative.
Alla domanda “cosa migliorerebbe la situazione?”, il 45% ha indicato trasparenza salariale, il 42% tempi di risposta più rapidi e il 22% feedback più chiari dopo i colloqui. Altri suggerimenti includono candidature più semplici (21%), maggiore flessibilità (16%) ed empatia degli intervistatori (16%).
Il 14% degli intervistati vorrebbe che fosse previsto supporto psicologico durante il processo di selezione, con indicazioni su gestione dello stress e resilienza emotiva.
I suggerimenti pratici degli psicologi per gestire meglio il benessere psico-emotivo durante la ricerca di lavoro:
Il team di psicologi online di Unobravo sottolinea che, sebbene la ricerca di lavoro possa mettere alla prova l’equilibrio emotivo, gestire consapevolmente lo stress può trasformarla in un’occasione di crescita personale anziché di esaurimento.
- Creare struttura e proteggere il proprio tempo
Trattare la ricerca di lavoro come parte strutturata della giornata aiuta a mantenere equilibrio e riduce la sensazione di caos. Definire orari per candidature, preparazione e riposo permette al cervello di recuperare.
“Quando la ricerca di lavoro occupa ogni momento libero, può aggiungersi ai motivi di stress,” spiega la dottoressa Fiorenza Perris. “Creare confini chiari tra ricerca di lavoro e vita personale può mantenere più gestibili i livelli di stress e prevenire il burnout.” - Riformulare i rifiuti come opportunità
Ogni email senza risposta o rifiuto può avere un impatto sul modo in cui percepiamo noi stessi e il nostro valore, ma i momenti negativi possono essere reinterpretati come passi verso una soluzione più vicina a ciò a cui ambiamo davvero, preservando autostima e motivazione.
“Ogni ‘no’ può rappresentare un’opportunità nella direzione di arrivare all’obiettivo che sentiamo corrisponderci maggiormente”, afferma la dott.ssa Fiorenza Perris. “È importante non percepire il rifiuto come un fallimento, ma come una possibilità di domandarci se quel percorso lavorativo era realmente ciò a cui aspiravamo, per capire se insistere o provare a cambiare direzione.” - Cercare supporto e connessione
La ricerca di lavoro può far sì che ci si senta isolati; condividere esperienze con amici, familiari o un professionista aiuta a ridurre la pressione emotiva.
“Ogni processo di candidatura può costituire un momento di vulnerabilità. Parlare di come il processo ci influenza aiuta a ritrovare prospettiva e ci ricorda che il nostro valore va ben oltre una singola opportunità non andata a buon fine” conclude Fiorenza Perris.
Unobravo
Nata nel 2019, Unobravo è un’azienda e Società Benefit che offre un servizio di psicologia online. Unobravo si propone come un punto di riferimento affidabile, competente ed empatico nella vita delle persone, per aiutarle nel raggiungimento del benessere psicologico e supportarle nella crescita personale, e lavora ogni giorno per abbattere lo stigma sui temi di salute mentale, normalizzando l’accesso al supporto psicologico attraverso prezzi accessibili e l’attenta selezione di professionisti. Ad oggi conta una équipe di oltre 7.200 psicologi, più di 300.000 pazienti e un core team di oltre 300 persone.
Unobravo S.r.l. Società Benefit, Corso Vercelli 55, 20144, Milano.
Autorizzazione sanitaria: ATS Milano n. I-762/2022. Direttore Sanitario: Dott.ssa Barbara Mantellini iscritta all’albo dei Medici Chirurghi della provincia di Milano, n° 37532.
Metodologia Unobravo ha intervistato oltre 1.500 adulti italiani sulle abitudini e sugli impatti emotivi legati alla ricerca di lavoro, analizzando effetti psicologici e comportamentali, durata della ricerca, frustrazioni e aspettative
***Immagine di copertina da UnoBravo: https://www.unobravo.com/post/salute-mentale-ricerca-di-lavoro

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