Rubrica a cura del dottor Claudio Rao
La gelosia è un sentimento di ansia, di sospetto, di possessività, di umiliazione e di incertezza che proviamo tutti. 4 persone su 5 lo hanno vissuto nel corso dell’anno e le persone sotto i trent’anni sono le più esposte.
A seguito del pezzo sulla relazione uomo-donna (Amicizia uomo-donna: missione impossibile?), Adriana, amica ed attenta lettrice, ha condiviso con me una riflessione personale sulla gelosia in amicizia ed accennato al film “Kitchen Stories” (Storie di cucina)¹ del regista norvegese Bent Hamer. Il tutto corredato dalla citazione «[…] Furono amici fino all’ultimo dei loro giorni. Cosa che nessuno perdonò mai, perché l’amicizia tra uomini e donne è un bene imperdonabile»². La cosa mi ha intrigato a tal punto da spingermi ad approfondire.
La gelosia in amicizia deriva spesso dalla paura di perdere il legame con l’amico, alimentata da una mancanza di fiducia in se stessi e da trascorsi personali. Può manifestarsi con possessività, bisogno di controllo, invidia o minimizzazione dei successi dell’altro. Quando è eccessiva, questa gelosia può rendere tossica la relazione ed essere un segno di dipendenza affettiva o provocare ferite causate dal rifiuto.
Due tipi di gelosia
Quando si parla di gelosia in amicizia, si pensa innanzitutto alla gelosia legata alla possessività (sono geloso delle altre persone che frequenti e ti vorrei tutta per me). Una forma di gelosia che ricorda quella che si può provare in amore. Come in una coppia, è possibile sviluppare un sentimento di gelosia per paura di perdere l’altro e vederlo allontanarsi. Non sopportiamo, o sopportiamo male, che esca e si diverta senza di noi. Diventiamo quindi gelosi delle persone che hanno la fortuna di trascorrere del tempo con il nostro amico e ce la prendiamo con lui perché ci abbandona.
Esiste però anche un altro tipo di gelosia, quella legata all’invidia (sono geloso della tua vita, del tuo successo, del tuo carisma…). Chi, frequentando una persona e osservando il suo mondo, non ha mai provato un briciolo di gelosia per il suo stile di vita, o addirittura per i suoi beni materiali, fino a desiderarli?
Prima di eliminare la gelosia, è quindi opportuno identificare quella che si insinua nella nostra relazione all’altro e capire le ragioni per cui assume questa forma piuttosto l’altra.
La paura dell’abbandono
Siamo gelosi o lo sono i nostri amici? Per capire da dove nasce questo sentimento, ricordiamoci che la responsabilità è spesso condivisa ed entrambi i protagonisti lo alimentano.
Quando proviamo gelosia perché il nostro amico o la nostra amica a volte si allontana da noi, frequentando altri amici, si potrebbe trattare della nostra paura di abbandono.
Questo sentimento sarà tanto più tenace quanto più l’amicizia è di lunga data: quando ci conosciamo fin dall’infanzia, epoca in cui credevamo e giocavamo all’esclusività (se fai amica lei non ti faccio più amica), abbiamo più difficoltà ad ammettere che il nostro amico evolva senza di noi, prenda decisioni senza di noi, si circondi di persone che non siamo noi.
Allora, poniamoci una domanda: il nostro amico alimenta la gelosia che proviamo? Se siamo raramente gelosi e proviamo questo sentimento in questa relazione in particolare, è possibile che il legame sia molto forte, ma è anche possibile che il nostro amico stia approfittando della nostra disponibilità e dei nostri sentimenti.
La gelosia deriva quindi da noi stessi, dai nostri difetti e dalle nostre paure (rimanere soli, non essere amati), ma anche dalla persona che abbiamo di fronte che, suo malgrado, forse ci sta mettendo da parte.
Così entriamo in un circolo vizioso: più manifestiamo gelosia, più l’amico si allontana e più lui si allontana, più manifestiamo gelosia.
La mancanza di fiducia in se stessi
Se invidiamo il nostro amico o la nostra amica, il suo aspetto, il suo uomo o la sua donna, la sua vita quotidiana, forse è perché difettiamo in autostima: per questo gli altri ci sembrano sempre più fortunati e più felici.
Cogliamo l’opportunità per interrogarci sul nostro rapporto con noi stessi: siamo soddisfatti del nostro lavoro, della nostra relazione di coppia? Perché la nostra amica o il nostro amico sembrano più felici e perché proiettiamo su di loro una felicità che ci è estranea? Cosa possiamo fare per sentirci appagati?
A questo si aggiunge la parte dell’altro: a volte, alcune persone, per rassicurarsi sulla propria vita, non esitano a metterci in imbarazzo e a svalutarci, alimentando la nostra gelosia.
Superare la gelosia
È quindi necessario interrogarci sull’origine della gelosia che si insinua nella nostra relazione e fare il punto tra la nostra parte di responsabilità, i nostri difetti e la parte di responsabilità del nostro amico.
Se ci rendiamo conto che possiamo lavorare su noi stessi e non dubitiamo della sincerità del nostro amico, allora prendiamo le distanze e concediamoci il tempo per frequentare altre persone, lavorare sui nostri progetti personali per ridisegnare la vita che vorremmo condurre.
Questo ci rassicurerà sulla distanza che a volte si concedono i nostri amici. Se a volte vivono senza di noi, non significa che ci hanno dimenticati o sostituiti. L’amicizia non ha sempre bisogno di essere quotidiana per essere solida e duratura.
SOS GELOSIA – mini prontuario tascabile per i più pragmatici
- Analizziamoci: prendiamoci il tempo necessario per capire cosa scatena la nostra gelosia. È la paura di perdere il nostro amico o il desiderio di averlo di più a nostra disposizione?
- Parliamone apertamente: il nostro amico potrebbe rassicurarci o aiutarci a capire meglio la situazione.
- Lavoriamo su noi stessi: rafforziamo la nostra autostima e “smontiamo” le nostre insicurezze. Questo ci aiuterà a dipendere meno dallo sguardo degli altri e a ridurre la nostra gelosia.
- Individuiamo gli “amici di facciata”: osserviamo le reazioni dei nostri amici fronte ai nostri successi. Un vero amico se ne rallegrerà sinceramente, mentre un falso amico potrebbe reagire in modo negativo (o celare goffamente il suo disagio). Ricordiamoci che un’amicizia non dovrebbe mai essere fonte di sofferenza. Se lo è, scegliamo di prendere le distanze per proteggercene.
Buone amicizie a tutti!
¹ L’intento del regista è smascherare con l’arma dell’ironia il volto più grottesco e surreale di certi metodi capitalisti, che mettono l’efficienza e l’ottimizzazione economica al centro delle relazioni, sottraendone il fattore umano. Quel fattore rimesso in gioco dai due timidi e solitari protagonisti del film, uno scontroso contadino norvegese e un ingenuo impiegato svedese ligio al dovere. Dopo le iniziali differenze e un curioso capovolgimento di ruoli tra osservatore e osservato, i due stringono un’insolita amicizia, fatta di muta comprensione e solidarietà. Nell’innocua ribellione a un metodo disumano, c’è la silente affermazione dell’impossibilità della comprensione senza comunicazione. (fonte: https://www.mymovies.it/film/2003/storiedicucinakitchenstories/)
² Ángeles Mastretta, Donne dagli occhi grandi, Giunti Editore, 1998, pag. 29.

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