Di Lucaa del Negro
“La polizia islamica in Italia”, nel momento fu pubblicato questo articolo, nove anni or sono, non poteva considerare due fattori che oggi sono e saranno all’inverosimile determinanti: l’I.A. e, l’Europa intesa come politica comunitaria che soverchia di fatto le economie ed i Parlamenti nazionali: certamente, si poteva immaginare, ma non quantificare esattamente il mondo parallelo fatto di miseria e sudore che avanza di pari passo con la barbarie della guerra, trincee ed ecatombi puntualmente presenti come la storia della prima guerra mondiale e della seconda per restringere il pensiero all’Europa ha dovuto regolare, un Continente oggi per lo più sterile dal punto di vista della procreazione.
Diversi fattori, quali le mutazioni di genere, la selezione naturale, la deriva genetica, concorrono all’evoluzione nell’interno di una popolazione, al generalmente descritto progresso per come viene all’unisono rappresentato da una narrazione dominante in Occidente; il regresso, il declino, la degenerazione ed il decadimento, sono altresì validi e dimostrati processi che determinano il peggioramento e la recrudescenza delle condizioni di vita degli stessi individui che si ritrovano coinvolti in ciò che si identifica nell’involuzione.
Didattica orientativa, concetti e definizioni basilari, quasi elementari.
La registrazione del momento, è sempre pratica difficile, a tratti impossibile quando non viene essa stessa inclusa in una parte di schieramento, positivistica (va’ tutto bene…) oppure avvalorata dal decadentismo, dal romanticismo eccetera (va’ tutto male…).

Il limitarsi a riprendere, annotare, segnare e via di seguito, è l’anima del Giornalista, professione continuamente sotto pressione proprio perché la natura di questa attività è incentrata sull’informare e verificare la cosiddetta realtà con ogni mezzo a disposizione per poi diffonderne i contenuti, influenzando giuocoforza le formazioni. Ad un certo punto, probabilmente il nostro, anche la raccolta dei dati perde il senso compiuto e, addirittura, la matematica diviene opinione, laddove l’espressione metaforica del bicchiere “quasi pieno e quasi vuoto”, è lasciata correre en passant in quanto le masse e da una parte e dall’altra sono profondamente distratte più che schierate.
Questa lunga premessa, raccatta quanto è all’ordine del giorno dell’ideale perduto e ridotto, offeso quanto possibile per rilevare una serie di realtà quotidiane a cui tutti noi siamo esposti e che, ormai, non necessitano più di commenti possano servire ad arrestare i processi in moto, naturale o artificiale esso sia, al limite falso ma evidente, indi: ciò che è stato, non è, ciò che sarà è quanto è.
A questa affermazione lapidaria, discutibile, riconoscere che la guerra è l’incognita verificata e unica che scardina ogni previsione non dovrebbe essere difficile, come quel pugno in bocca che disfa ogni teoria, parafrasando il pugile Mike Tyson.
Attenzione però: siete davvero disposti a far di conto con la crudele e cruente morte che aleggia nei campi di battaglia e spengere per un determinato e probabilmente lungo tempo il PC e lo smartphone?
L’Islam armato (la Polizia islamica in Italia)
Quanto rappresento in questo articolo, trattasi di somma di dati e, piuttosto incontrovertibili.
E’ questo un esempio piuttosto specifico, ristretto e certamente parziale per quanto riguarda l’analisi ma, è certamente un importante indicatore simbolico, uno sguardo che pur incentrato in una “piccola zona” e piuttosto “provinciale” (l’Italia) nella sua pur complessa, variegata e multietnica società civile dicasi europea, non è mai davvero stato analizzato separatamente dalla sua identità con cognizione di causa, ammettendo la si è unicamente additata in maniera ignorante per vantaggio elettorale -per altro con discutibile successo- come ci mostra la Lega, il Movimento politico che all’origine portava elementi (federalismo) molto interessanti e da tempo buttati alle ortiche, testi del compianto onorevole Miglio per primi.
Una certa tradizione e un certo attaccamento al territorio, accompagnano del tutto la cultura religiosa e totalmente cattolica che contraddistingue la società italiana, grazie anche agli splendori di Roma-Vaticano, città Stato incastonata nella Capitale dello Stato italiano e simbolo cattolico di quella che rimane la Comunità religiosa più grande del nostro Pianeta, il Cristianesimo appunto.
Il figurativo esempio italico proposto a tema in tal misura, è essenziale per molti versi e soprattutto perché oggi stiamo vivendo il processo di globalizzazione in una fase che si preannuncia critica per le scelte economiche che verranno fatte, (welfare state) in un contesto epocale per le masse in movimento costante mai prima d’ora così informatizzate e consapevoli, facilmente controllabili, indicando i “mass-media” incastrati a loro volta nei (dai) social media.
Gli spostamenti di culture, tradizioni eccetera, Fedi religiose in primo e primissimo piano per ora non ancora coinvolte, sono e saranno al centro non di discussione per un inizio che abbiamo già veduto nel corso della storia ma, indicizzati in ogni versante per raggiungere precisi scopi, posizioni sociali, e potere come risultato.
Se la enorme Comunità Cristiana (Israele, ben inteso, come simbolo dell’Ebraismo, è per antonomasia qualità e oggi massimo potere) ha definizioni piuttosto consolidate e scontate anche dal punto strategico della gestione e controllo delle risorse, l’Islam, la Comunità di mussulmani (Ummah) fedeli seguaci dell’ultima Religione Rivelata in ordine di tempo e che mai ha negato l’Ebraismo come origine e il Cristianesimo come fondamentale base anche di sviluppo, risulta da molti punti di vista arretrato e in balìa di un pensiero Occidentale ormai corrotto o destabilizzato nei suoi fondamentali e che però non si sottometterà mai in quanto già per natura divina sottomessi (Muslim, Mussulmano = sottomesso a Dio, Allah!); la recente assoluzione ideologica (ristrutturazione dell’ideologia) del fascismo, del comunismo e quella del nazismo, le politiche discriminatorie re-introdotte dalla imponente presenza dell’imperialismo delle super-Nazioni -materie che sembravano sorpassate definitivamente nel segno della più ampia civiltà democratica- sono all’ordine del giorno, ma non intaccano la Fede.
In Italia, nell’anno 2018, si contavano in circa 250.000 (militari esclusi) presenze attive, le forze cosiddette “dell’ordine”, la Polizia come internazionalmente si dice.
Considerando la statistica come materia scientifica discutibile ma comunque asettica, basata sulla legge dei numeri e comunque non del tutto indifferente alle “sensibilità umane” quando tratta di attività strettamente connesse con la società, potremmo non avere troppi dubbi a conteggiare un 99% di questo numero come una cerchia di persone ligie al dovere e caratterizzate da un’uniformità di pensiero politico sui generis molto vicino a quello del patriota, della persona attaccata ai valori nazionalisti del Paese che rappresenta, stereotipi o poco partecipativi ragionamenti inclusi. Nessuna critica insita in questa descrizione ed anzi, una constatazione che esalta in qualche maniera una caratteristica seppur parziale che determina e dovrebbe determinare la funzione di questa categoria di lavoratori, utili senz’altro nella composizione di una società che definiremmo civile per un’ordinaria amministrazione.
(99 per cento non è 100 per cento; rimane quindi “uno”, uno per cento).
La statistica, materia molto austera, prevede, deve prevedere, anche questo: certamente non lo nasconde e nemmeno nell’approssimazione. Uno per cento, significa, in questa analisi, circa 2500 (duemilacinquecento) persone le quali, senza ricercarne a forza una carenza, una debolezza, una indisposta e maldestra negatività o peggio una corruzione o malvivenza celata, possono ipoteticamente avere e detenere una predisposizione, un sentimento religioso spiccato, un differente approccio alle “questioni morali” regolate -per il loro e presunto pensiero- dalla Fede in Dio, in Allah, in questa poco azzardata ipotesi tenendo presente i certificati di nascita registrati nei Comuni italiani. L’azzardo, considerando l’Islam come la seconda Religione planetaria per numero di fedeli sparsi in ogni Landa del Globo, (circa 1 miliardo ed 800 mila persone, secondo gli ultimi studi statistici) non è tale se teniamo conto appunto delle cifre, ma… da questi “2500 poliziotti” per uno scrupolo eccessivo e probabilmente utile… togliendo pure una metà, facendo cioè in modo di contare circa 1250 poliziotti mussulmani e, italiani, certamente cittadini italiani, che cosa possiamo evincere esattamente nel momento del loro arruolamento? Un piccolo battaglione per questa militare rappresentazione.
Milleduecentocinquanta islamici armati dallo Stato, i quali, nella consueta pratica islamica, nella liturgia per definire ancora meglio questa pratica, non necessitano di praticare in luogo sacro la loro Fede e non necessitano di una gerarchia clericale per essere “rappresentati e presenti”, come il Sacro e Divino Corano semplicemente (nella semplicità vincente) prevede e prescrive. Oggi, ora e… proprio ora, in questo momento che stai leggendo, -anno 2017, NdR- senza dover ragionare delle nuove pratiche di richiesta di cittadinanza che consentiranno come deve essere ed è di acquisire diritti a fronte di doveri da sottoscrivere e in parte già sottoscritti, senza argomentare in somma delle future Leggi che dovranno regolamentare molti “nuovi cittadini” europei che pianificano legittimamente e democraticamente una rappresentanza politica, ci sono oltre mille poliziotti islamici italiani, soldati fedeli -in grazia di Dio!- ad Allah e che utilizzano l’espressione araba appropriata: Alhamdulillah!
Dove sono ferme le tue conoscenze? Al Catechismo di 50 anni fa’? All’Angelus del Papa di uno zapping televisivo della domenica mattina?
Foto: di Lucaa del Negro
[Foto: www.edizionidelfaro.it/libro/photographx]
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