Rubrica a cura del dottor Claudio Rao
L’amicizia tra uomo e donna è possibile? La questione, ancora oggi, suscita accesi dibattiti. Alcuni affermano di no, perchè l’attrazione sessuale non può mai essere completamente esclusa. Altri sostengono di sì, che è possibile mantenere relazioni senza ambiguità.
Un uomo e una donna possono essere amici? L’idea è stata a lungo inconcepibile, poiché i due sessi vivevano in mondi separati, senza conoscersi veramente al di fuori dei legami di coppia. La diffusione del lavoro femminile e le classi miste nelle scuole hanno modificato le distanze di questi rapporti. Stando alle statistiche, i periodi di celibato sono molto più numerosi rispetto al passato e questo lascia spazio alla nascita di solide amicizie tra uomini e donne. Con tutte le loro ambiguità.
Secondo lo psichiatra e psicanalista francese Serge Hefez, autore di Scènes de la vie conjugale¹ « La generazione attuale ha vissuto la convivenza tra i sessi come un dato di fatto ». In effetti, osserva la psicanalista Sophie Cadalen²: « Ragazzi e ragazze sono stati considerati allo stesso modo, nel rispetto della loro parte femminile e maschile. Fin da piccoli si capiscono, sono vicini emotivamente, non è raro che la migliore amica di una ragazza sia un ragazzo. Questi non si pongono mai la questione del desiderio sessuale, perché esso nasce dalla differenza, mentre l’amicizia si nutre di somiglianze ».
Un amico è qualcuno che ci conosce a fondo, di cui ci fidiamo e a cui ci affidiamo. Il desiderio, invece, ha bisogno di mistero: « Desiderare l’altro significa percepire che la sua struttura psichica non ha nulla a che vedere con la mia », ci spiega Catherine Blanc, sessuologa e psicanalista³.
Questa differenza crea una specie di vuoto tra noi e l’altro; un vuoto che cerchiamo di colmare attraverso la sessualità. Con un amico invece cercheremo di rivivere la tenerezza, la vicinanza che abbiamo vissuto in famiglia con i nostri genitori, i nostri fratelli o le nostre sorelle.
D’altra parte, molti pazienti parlando di amicizia, sottolineano il legame fraterno, quasi familiare, che li unisce. “Per me è come un fratello”, “É la sorella che non ho mai avuto”, sono frasi che ho udito assai correntemente durante le sedute. Ma – potremmo chiederci – il desiderio è davvero assente? « Ci piacciono le posizioni nette: o c’è desiderio, o non c’è. Ma la vita è più sottile, più sfumata. Spesso, tra un uomo e una donna amici si instaura un gioco di seduzione, senza che questo abbia conseguenze sulla loro relazione », ci spiega Sophie Cadalen. E cita il caso di Myriam, trentottenne, e del suo amico Martin: « Mi piace che lui noti il mio nuovo vestito, che mi faccia i complimenti per un gioiello. A volte mi diverto a stuzzicarlo in modo più diretto: “È strano, no? Tu ed io sappiamo tutto l’uno dell’altro, tranne come facciamo l’amore…” Giochiamo con questa idea, sapendo bene che non succederà mai nulla! ».
Per Catherine Blanc è precisamente questa ambiguità a costituire il fascino dell’amicizia mista: « Siamo esseri sessuati e abbiamo bisogno che altre persone, oltre ai nostri partner amorosi, ci guardino con occhi sessuati, perché questo rafforza la nostra identità di uomo o di donna, senza passare attraverso la sessualità. Il nostro desiderio non trova lo stesso sbocco a seconda delle persone con cui siamo. L’essere umano non si divide in modo così netto e preciso ». L’attrazione c’è, ma rimane contenuta, per lasciare spazio all’amicizia.
A volte, però, magari in una serata di malinconia o solitudine, amici e amiche si confortano a vicenda l’uno tra le braccia dell’altro. Ma è soprattutto “Voglia di tenerezza”, per citare il titolo di un vecchio film. Potremmo definirlo più un desiderio di coccole che un vero desiderio sessuale.
Secondo Serge Hefez: « I rapporti sessuali tra amici non sono della stessa natura dei rapporti sessuali amorosi. Nel primo caso, si tratta solo di un gioco erotico, senza grandi conseguenze. Al contrario, se entra in gioco l’amore, entra in gioco la differenza fondamentale tra i sessi. Essa fa riemergere le questioni inconsce tra un uomo e una donna. Si tratta di questioni inevitabilmente ambivalenti: attività e passività, sottomissione e dominio. L’ordine egualitario dell’amicizia ne risulta sconvolto ».
Nello studio associato con una psicologa, conobbi un caso in cui la tenera amicizia tra un uomo ed una donna fu sconvolta da un cambiamento inatteso. Sara, trentacinquenne, ci confessò di aver vissuto il suo primo orgasmo con il suo amico Marco facendola innamorare… unilateralmente, purtroppo. Segnando così la fine definitiva della loro amicizia.
« La tranquillità e la fiducia che si instaurano nell’amicizia a volte consentono di abbandonarsi alla sessualità », ci spiega Sophie Cadalen. Un po’ come accade alle coppie di lungo corso che riescono a mantenere una sessualità appagante. Purtroppo però, come in ogni relazione umana, siamo in un continuo riequilibrio della relazione raramente sulla stessa lunghezza d’onda. Quando le aspettative divergono troppo, la sessualità è il rivelatore più efficace che ci sia: per questo Marco e Sara hanno finito per perdersi di vista.
Tuttavia può anche succedere che l’amicizia si trasformi in amore, senza che il sesso abbia avuto alcun ruolo fino a quel momento. Anche se – in base alla mia esperienza – il passaggio dall’uno all’altro non è sempre tranquillo e indolore, come nei telefilm americani. Per dirla con le parole della psicanalista Cadalen: « C’è necessariamente un evento scatenante – un lutto, una separazione –, uno choc che ha permesso a ciascuno di cambiare posizione, consentendo un nuovo sguardo, questa volta amoroso ».
Mi è capitato di notare che a un certo punto, un tono di voce, una carezza, una piccola tenera attenzione possono accendere qualcosa, forse facendolo emergere dal profondo e connettere i due amici alla dimensione sessuata. Ma ho osservato anche il contrario! Un atteggiamento, una battuta possono riuscire a disinnescarlo, ricordando all’uno o all’altra la madre, il padre o la sorella. Per questo mi sento incapace di spiegare le ragioni che possono favorire il passaggio dall’amore all’amicizia o dall’amicizia all’amore.
Se l’argomento vi interessa, non esitate a farcelo sapere. Svilupperemo queste riflessioni con qualche esempio concreto vissuto nei nostri studi professionali cambiando nomi e luoghi in modo da garantire l’anonimato dei protagonisti.
* Per questo articolo mi sono avvalso dei miei trascorsi personali e professionali, di scambi avuti con amici e colleghi delle relazioni d’aiuto alla persona e di alcune letture effettuate in tempi e da fonti diverse.
¹ Serge Hefez, Scènes de la vie conjugale, Fayard, Paris, 2010.
² Sophie Cadalen, Sophie Guillou, Tout pour plaire et toujours célibataire: Rencontrer l’amour, Albin Michel, Paris, 2009.
³ Catherine Blanc, La sexualité des femmes n’est pas celle des magazines, Pocket Évolution, Paris, 2009.

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