Di Luca De Rossi
Il 46enne influencer Raphael Graven, meglio conosciuto sul web come Jean Pormanove e molto noto per le sue sfide estreme, è stato ritrovato morto dopo una trasmissione in streaming dal titolo “dieci giorni di torture. Il corpo senza vita è stato trovato domenica dalla polizia nell’abitazione dello streamer a Contes, nel dipartimento delle Alpi Marittime.
Clara Chappaz, ministro delegato per l’Intelligenza Artificiale e gli Affari Digitali, ha dichiarato sul social network X: “Jean Pormanove è stato umiliato e maltrattato per mesi in diretta sulla piattaforma Kick” e ha annunciato che “un’inchiesta giudiziaria è in corso“.
Questa sorta di sfida estrema prevedeva la deprivazione del sonno e l’ingestione di prodotti tossici. La vicenda ha sollevato parecchi interrogativi sul tema dei limiti che si possono imporre su queste sfide estreme che si tengono online.
La magistratura transalpina ha immediatamente avviato un’inchiesta.
Secondo quanto riportato dal sito francese BFMTV, l’influencer aveva trascorso “dieci giorni e notti di tortura” che erano stati caratterizzati da “violenza fisica estrema”, “privazione del sonno” e “ingestione di prodotti tossici”. Un altro influencer ha girato un video all’interno del quale prova a interrompere la live dopo aver inutilmente tentato di rianimare Pormanove.
Pormanove era già molto noto e oggetto di polemiche a causa dei suoi contenuti video che lo mostravano intento a sibire umiliazioni fisiche oppure in intense sessioni di gaming. In alcuni video, lo si vedeva essere costretto a ingerire cibo mentre era legato oppure veniva gettato a forza all’interno di una specie di seminterrato.
***Foto di copertina: Raphael Graven, alias Jean Pormanove. Immagine tratta dal suo profilo Instagram.

Lascia un commento