Relax!

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Rubrica a cura del dottor Claudio Rao

Il benefico stacco che ci rende più efficienti nel lavoro, scaccia i pensieri e riattiva la creatività

Pensando ai miei lettori sotto l’ombrellone in questa seconda metà del mese di agosto, mi sono avventurato in un’ulteriore ricerca sui benefici del relax. Curiosando su quanto esposto dalla psicologa britannica Claudia Hammond sul suo « L’arte di riposare » (ed. Il Saggiatore, 2020), quanto emerso dalle ricerche del neuroscienziato cognitivo francese Antonius Wiehler, fino ad uno studio delle Università statunitensi di Pensylvania e California datato 2021.

Abbiamo già trattato dei benefici delle vacanze e del relax, tuttavia – come dicevano i nostri padri latini – “repetita iuvant”, almeno per alcuni di noi.

Staccare la spina da lavoro, impegni e preoccupazioni che ci martellano lungo l’arco dell’anno lavorativo senza sensi di colpa più o meno vaghi, non è sempre cosa facile. Non per tutti.

Tuttavia, assicurano gli esperti, non solo è necessario, ma addirittura salutare.
Sapevate, per esempio, che gli adepti del pensiero divergente, le menti creative insomma non si annoiano mai? Quando non sono stimolate, queste persone vagano attraverso i loro pensieri, arrivando a sfruttare perfino l’ozio, il padre di tutti i vizi! Questo grazie al fatto di percepire le cose diversamente, cogliendo le possibilità che a noi sfuggono.

Perché ci è difficile rilassarci?

Secondo Claudia Hammond, « La maggior parte delle società occidentali è costruita attorno a una forte etica del lavoro, in cui la fatica è più considerata rispetto al tempo libero per definirci esseri umani di successo. Essere sempre impegnati è quasi un distintivo d’onore. Studi psicologici hanno dimostrato che consideriamo le persone più occupate come individui più realizzati e più degni di rispetto ». Per questo il riposo è spesso inteso come sinonimo di pigrizia.

Questo ci spinge a impegnare il nostro tempo libero per migliorare la nostra vita professionale o a “riempirlo” andando in palestra, frequentando corsi di bricolage o studiando una lingua straniera, per esempio.
Il segreto di un autentico relax significa al contrario individuare un’attività capace di distrarci e di gratificarci ma soprattutto di evitarci il ronzìo dei pensieri, autentico parassita della nostra quiete interiore. Dedicandole spazi quotidiani ben determinati. Soprattutto, attenzione a non « commettere l’errore di saltare l’attività riposante quando le vicende della vita si fanno impegnative ».

Secondo una ricerca dell’Università di Durham (GB) le attività più rilassanti sarebbero i passatempi solitari. La lettura arriva in testa, seguita dallo stare in un ambiente naturale, ma in una percentuale minore, anche praticare l’esercizio fisico.

Quali effetti ha il riposo sulla nostra salute?
Tantissimi. E perfino sorprendenti. Imparare a riposare e soprattutto a riequilibrare le nostre giornate tra vita e lavoro, ha ricadute positive sulla nostra salute, sia fisica che mentale.
Secondo uno studio dell’Università della California, le persone che trascorrono più tempo in attività piacevoli hanno meno problemi di ipertensione, livelli più bassi di stress, un girovita più sottile e un indice di massa corporea più basso.

Oltre a non accusare tanti piccoli disturbi e a percepire il proprio corpo come più efficiente.
Durante il riposo rigeneriamo il nostro sistema immunitario. Per questo gli esperti consigliano di prevedere momenti di pausa tra le normali attività quotidiane.
Sappiamo che il sonno ci aiuta a consolidare i nostri ricordi. Ma anche un “riposo vigile” si rivela utilissimo! Da una ricerca del National Institutes of Health (USA, 2021), emerge che proprio nei momenti di riposo vigile il cervello consolida i ricordi delle abilità più recenti.
Secondo la statunitense Wamsley, neuroscienziata cognitiva presso l’Università del Sud Carolina, il consolidamento avviene mentre il cervello è nella cosiddetta “modalità di base”, uno schema di attività cerebrale che si verifica quando siamo impegnati in attività che non richiedono grande concentrazione o quando… riposiamo!

Non soltanto. Riposare bene sembra anche migliorare le nostre capacità decisionali. Quando siamo stanchi infatti, la nostra capacità di controllo cognitivo, cioè di dirigere efficacemente pensieri ed azioni verso una data finalità, diminuisce considerevolmente. Insomma più siamo riposati più e meglio decidiamo!

Ma non ci basta il sonno?

Non dobbiamo commettere l’errore di confondere sonno e riposo. Dormire infatti, non basta. Abbiamo anche bisogno di riposarci e rilassarci durante le ore di veglia.
Questo significa « scegliere un’attività che ci permetta di calmare i pensieri molesti, di trovare un po’ di pace mentale e di sentirci rigenerati, anche solo per un breve periodo », spiega Claudia Hammond.
Il riposo infatti è un concetto più ampio del sonno, perché coinvolge aspetti fisici, psicologici e spirituali.

Esiste un tempo ideale per “staccare”
Uno studio del 2021 dell’Università della Pennsylvania e dell’Università della California ci indica che, se poco tempo libero significa minor benessere, averne troppo non significherebbe automaticamente un maggior benessere perché interverrebbe un senso di scarsa produttività.

L’equilibrio ideale immaginato sarebbe avere a disposizione una quantità limitata di ore libere dal lavoro da dedicare ad attività non produttive, quantificabile in tre ore e mezza.
In buona sostanza, il riposo è maggiormente apprezzato se alternato a qualche ora di lavoro. Quando è “forzato”, ovvero legato a fattori che lo impongono (malattia, disoccupazione…) non è più vissuto come un’attività piacevole.

Ancora qualche consiglio

Un piccolo suggerimento per noi, uomini e donne del XXI° secolo, sempre indaffaratissimi, potrebbe essere quello di sfruttare i “tempi morti” per rilassarci: i momenti di attesa all’aeroporto, le code in stazione o all’ufficio postale.

Altra idea utilissima per i più pignoli, è quella di accettare il fatto che la lista delle cose che da fare non si esaurirà mai, e che per quanto ben organizzati, ci saranno sempre gli imprevisti.

Allora, perché non segnarci sull’agenda anche dei momenti “Pausa” o “Relax”?!
« Dovremmo fare di più di ciò che ci è sempre stato detto di non fare quando eravamo bambini a scuola, vale a dire isolarci, spegnere il cervello e guardare fuori dalla finestra », suggerisce la dottoressa Hammond. Ovviamente senza rinchiuderci un un altro circolo vizioso, quello di trasformare anche il riposo in una delle tante cose da fare!

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