Rubrica a cura del dottor Claudio Rao
Utile, inutile o dannosa? Incoraggia al divorzio? Permette di trovare l’amore? A chi si rivolge?
Psicoanalisi o psicanalisi che scriver si voglia. Questa parola fa ormai parte della nostra quotidianità. Ne sentiamo parlare un pò ovunque : alla radio, alla tele, sui giornali e le riviste. Nonostante ciò una serie d’idee e di preconcetti ce ne offuscano una conoscenza ancora piuttosto superficiale.
Con l’aiuto di François Duperier, psichiatra e psicoanalista francese del secolo scorso, cerchiamo di chiarirci un pochino le idee in un’intervista immaginaria ispirata alle sue interviste e ai suoi scritti.
• La psicanalisi è per chi sta davvero male?
Sì e no, risponde il nostro esperto. « Chi si rivolge a un analista lo fa perché desidera capire ciò che gli sta succedendo. E perché soffre. Una scelta che richiede una certa lucidità che non ha una persona delirante né una totalmente disperata ». Le persone profondamente sofferenti sono in effetti sotto trattamento farmacologico.
• L’obiezione più comune è «Nessuno mi conosce meglio di me, allora posso analizzarmi da solo!». Cosa risponde?
«Accedere al proprio inconscio da soli é semplicemente impossibile. Inoltre conoscere i propri problemi non significa averne la soluzione! Quando ci capita di riflettere su noi stessi, da soli o con un amico, seguiamo sempre gli stessi procedimenti o ragionamenti analoghi. In pratica, ci giriamo attorno. Per questo la presenza dell’analista è indispensabile. Non facciamo un’analisi per conoscere ciò già si conosce, ma per entrare in contatto con una verità nascosta, che ignoriamo ».
• Altra riflessione, piuttosto condivisibile, è che “parlare con qualcuno che ascolta senza parlare” sia inutile.
Il nostro esperto, precisa il valore terapeutico della parola. « Al contrario! Parlare con qualcuno è sempre utile. Se lo psicanalista parla poco è per consentire al paziente di esprimersi e permettergli di costruire le proprie soluzioni. La sua capacità è quella di dire le cose importanti al momento giusto ».
• Vista dall’esterno, la psicanalisi appare assai normativa.
Espressione di sorpresa. «Al contrario: direi che è sovversiva! Permette alle persone di trovare la propria strada, in modo socialmente adeguato, ma in base ai propri desiderata e a ciò che sono realmente ».
• Altra opinione piuttosto diffusa: con la psicoanalisi il divorzio è assicurato!
« Non direi. A meno che il paziente in terapia non si renda conto che quella relazione gli serve unicamente a farsi del male. Molto spesso l’analisi di un partner farà invece evolvere la relazione, e stimolerà la ricerca di un nuovo modo di funzionamento ».
• Un timore che sarei tentato di condividere è che la psicanalisi ti trasformi completamente!
« Ma la trasformazione è proprio lo scopo dell’analisi! Non funzioneremo più come prima. Benchè certe cose vengano mantenute (difficilmente un intellettuale disdegnerà la cultura), le relazioni interpersonali, la visione della vita subiranno profonde e benefiche trasformazioni ».
• Ormai conosciamo una pletora di “terapie brevi”; a molti sembrano senz’altro strade migliori«
Siamo su due registri diversi. Non possiamo compiere lo stesso percorso in qualche settimana, in qualche mese o in qualche anno. Se la psicanalisi è lunga è perché i processi psichici evolvono lentamente ed è impossibile scuotere il paziente. Il lavoro analitico procede in base a quanto la persona è in grado di sopportare e del tempo necessario a capire la propria problematica. Nonostante ciò un’analisi può essere suddivisa in diverse “tranches” di uno, due o anche tre anni, in modo da lavorare su un punto preciso. Nulla c’impedisce di riprenderla più tardi se avvertiamo il bisogno di andare oltre ».
• Sentita da un “addetto ai lavori” (psicoterapeuta): «Alla fine dell’analisi siamo più nevrotici di prima!»
Sorride, poi, con aria divertita: « Direi proprio di no! In analisi si vivono effettivamente dei momenti difficili e dolorosi come angosce, depressioni… Ma questi momenti sono la prova che abbiamo toccato un punto sensibile o che abbiamo abbandonato una credenza che pensavamo fondamentale ».
• Un’ultima curiosità: la psicoanalisi ci permette di trovare l’anima gemella?
Serissimo : « No. Diciamo piuttosto che un’analisi permette di capire le ragioni dei nostri fallimenti sentimentali, ma non garantisce il successo negli incontri futuri. Può permettere di ridimensionare le proprie attese e rinunciare ai propri comportamenti nevrotici, cose che favoriscono un atteggiamento positivo e costruttivo per una relazione durevole con un partner. Il che è già una buona partenza, direi ».

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