Rubrica a cura di Claudio Rao
Secondo gli esperti avrebbe il potere di rinforzare le nostre difese immunitarie. Un superpotere a portata di tutti. Soprattutto in vacanza.
L’enciclopedia Treccani la definisce: « Sonnellino che si fa specialmente nelle prime ore del pomeriggio, dopo aver pranzato »¹. L’etimologia della parola deriverebbe dalla parola latina pendiculare, ovvero “pendere”. Un momento di riposo che molti associano alla gioia di rilassarsi, al piacere di lasciarsi andare.
Pennichella, sonnellino, pisolino o siesta, chiamatela come volete, questa parentesi d’inattività aumenterebbe le difese immunitarie e le funzioni cognitive, regolando gli ormoni, migliorando l’umore e aiutandoci persino aiutare a perdere peso.
Con le vacanze porte, riscopriamo i piaceri della siesta. Una pausa benefica e tonificante che funziona come una medicina.
Il francese Sébastien Spitzer, giornalista e scrittore, è un fan della siesta. L’autore del saggio « Petite philosophie de la sieste » (mini filosofia della siesta), ammette che gli ci è voluto molto tempo per ammettere a se stesso che gli piaceva la siesta. Questo periodo di accettazione lo ha portato a chiedersi il perché il riposino avesse un’immagine così negativa. Ha ceduto a questa “tentazione” durante il Covid, quando nessuno poteva giudicarlo. « Tutta la mia creatività è stata stimolata da quel breve momento, come se avessi lasciato che la mia mente facesse la cernita » confessa. Durante questa mezz’oretta corpo e mente si concederebbero una pausa benefica, una sorta di ricarica. Spitzer racconta come il suo medico gli abbia prescritto dei sonnellini per curare la lombalgia. « Medici e neuroscienziati hanno dimostrato che i problemi cardiaci, di memoria e di stress si alleviano con un piccolo pisolino », precisa lo scrittore.
Secondo il nostro autore, oltre ai suoi benefici fisici e psicologici, il pisolino rappresenta un’arte di vivere: « abbracciare una certa visione del mondo, rinunciare alla produttività a tutti i costi ».
Secondo Sébastien Spitzer infine, la siesta migliore è quella che si impone: « È quel momento in cui è più forte di noi, quando ci lasciamo andare. Si può fare una siesta nell’angolo di uno studio radiofonico, sul tappeto, su un divano, ovunque. Basta chiudere le palpebre e siamo altrove ».

Brice Faraut, ricercatore di neuroscienze², ci assicura che la cattiva immagine del pisolino sta iniziando a scomparire. La pratica del sonnellino è in aumento e la scienza comincia a dimostrarne i benefici.
Anche certe imprese si stanno sensibilizzando al principio della siesta: la pausa è obbligatoria e i dipendenti possono fare ciò che vogliono di questo tempo regolamentato.
Il noto scrittore Daniel Pennac descrive la pennichella come « un rettangolo di tempo sospeso nel cielo ». Un rettangolo di cielo blu che possiamo ammirare o che ci culla dall’amaca; “senza dubbio una delle più belle invenzioni dell’umanità” concorda l’animatore radiofonico Ali Rebeihi.
Sempre Sébastien Spitzer, parla di un tempo sospeso tra riposo e produttività. A questo proposito, cita la Costituzione cinese che impone di riservare un momento della giornata al riposo pomeridiano: si può certamente pensare all’aspetto economico, ma la precisione è dovuta anche a una vera e propria filosofia. Quel momento in cui il tempo ci dice “rallenta!”. L’autore aggiunge che la siesta ha un lato proustiano, con quel tempo perso per un tempo ritrovato.
Non dimentichiamoci che la maggior parte dei grandi scienziati come Newton e Einstein facevano il pisolino, perché durante il sonno la mente si ricompone, crea collegamenti e associazioni.
Quando Newton ha capito la questione della gravità? Proprio nel momento in cui si è appisolato, quando ha riposato la mente. Non sono poche le testimonianze di idee folgoranti durante questa pausa distensiva. Anche in letteratura si narrano pisolini famosi: pensiamo a quello di Alice nel Paese delle Meraviglie, dove tutto ha inizio quando lei si addormenta.
¹ Pennichèlla – Significato ed etimologia – Vocabolario – Treccani
² Brice Faraut, neuroscienziato, conduce da diversi anni ricerche sugli effetti della restrizione del sonno presso l’Université Libre de Bruxelles, nell’ambito di un ampio consorzio europeo. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche.

Lascia un commento