Il sistema Milano: la vicenda di Antonio Barbato serva a riflettere sull’arroganza al potere

Il sistema Milano: la vicenda di Antonio Barbato serva a riflettere sull’arroganza al potere

Editoriale del direttore responsabile Emilia Urso Anfuso

In Italia esiste un sistema di potere assoluto che si dirama attraverso un’intricata serie di sistemi. Uno di essi è quello che oggi conosciamo in larga parte, dopo l’esplosione del caso Palamara, raccontato anche attraverso il libro intervista “Il Sistema” dato alle stampe dall’ex magistrato in collaborazione con il direttore di Libero Alessandro Sallusti.

I sistemi, in una società equa e votata al benessere collettivo, dovrebbero esistere al solo scopo di trovare soluzioni utili alla collettività. Dalle nostre parti, ormai da anni, se non fai parte di un sistema di potere può capitarti di essere espulso, eradicato, gettato nel fango e zitto e mosca.

È storia vecchia, eppure gli italiani sembrano assuefatti a queste aberrazioni, e se si apre il portone per far penetrare la luce della realtà dei fatti, sembrano come privi di capacità di reazione, se non quella ormai diffusa sciorinata sui social network e del tutto inefficace.

Forse dipende dal fatto che alla maggioranza dei contribuenti non piace prendere atto di come, ai cosiddetti “potenti”, importi un paio di pifferi di pensare prima alla popolazione e poi a se stessi. Persino le propagandistiche sceneggiate grilline sulle piazze italiane vertevano solo verso un obiettivo: prender posto tra coloro che comandano e che possono contare su un’immunità quasi totale.

Grillo che ulula: “I politici sono al nostro servizio, lavorano per noi, non il contrario”! resterà inciso nella storia del cabaret di basso livello. Hanno aperto il parlamento come una scatola di sardine, per ficcarsi nel mucchio e chiudere sigillando la scatoletta. Punto e a capo.

Il sistema Milano

Tra i sistemi che si propagano nel tessuto nazionale, il sistema Milano è argomento su cui riflettere alquanto. Mi riferisco al caso dei ghisa, come viene denominato in Lombardia, e a ciò che avvenne nel 2017, quando l’allora Comandante Generale della Polizia Locale di Milano Antonio Barbato fu defenestrato con la scusante di aver messo in atto una strategia illecita: quella di voler far pedinare un collaboratore, il vigile e sindacalista Mauro Cobelli, che, stando agli atti, mentiva sullo stato di servizio, ed era anche avvezzo a togliere multe agli amici e agli amici degli amici.

Un pedinamento che non fu mai concretizzato, e che solo a parole aveva accennato di voler attivare, confidandosi inconsapevolmente con la persona sbagliata: il titolare di alcune imprese operanti nel settore della sicurezza istituzionale, che poi finì in manette per una serie di illeciti.

Al posto di Antonio Barbato fu assunto Marco Ciacci, giunto dalla Procura di Milano, la stessa che aveva messo sotto la lente di ingrandimento il sindaco Beppe Sala anche a causa dello scandalo Expo2015 che lo vide coinvolto e anche condannato, seppur con una serie di “grazie” che finirono per edulcorare alquanto la condanna. Il funzionario di polizia Ciacci, viene quindi assunto per chiamata diretta, ignorando così 13 candidati con le carte e le competenze in regola per quel ruolo, e senza onorare le norme in vigore. A chi detiene il potere, fotte niente di seguire le regole. È questo il punto focale, è questo che ha mandato a puttane il sistema nazionale.

Non è finita, perché dopo quattro anni dalla vicenda, e dalle dimissioni di Antonio Barbato – mai indagato per la storiaccia che gli costò la carriera – ecco che la macchina del potere inizia a sparare cannonate.

Come? Con un’indagine su Antonio Barbato, che deve essere abbattuto a prescindere, essendo anche “reo” di aver osato rilasciare dichiarazioni alla stampa (come l’intervista che ho realizzato in esclusiva per Libero e pubblicata a inizio del 2021) o come il servizio mandato in onda il 4 Aprile scorso da Le Iene, che per diverso tempo, dopo la realizzazione, non fu trasmesso – misteri del potere – con il racconto della vicenda, raccontata direttamente dall’Ex Comandante.

Tutto questo, compresi alcuni post di sfogo pubblicati di recente sul suo profilo Facebook, molto seguito da altri comandanti di polizia locale, che gli rivolgono tutto il loro sostegno anche sui social insieme a un nutrito gruppo di italiani, gli è costato anche l’incarico presso l’AMAT, che aveva intrapreso dopo esser stato costretto a togliersi di dosso l’amata divisa.

Neppure la manifestazione di sostegno all’ex Comandante, organizzata sotto Palazzo Marino lo scorso 6 Aprile dalla Lega, ha fermato un solo attimo la convinzione di chi amministra il capoluogo lombardo di avere la possibilità di andare contro la coerenza, oltre che contro le norme. Due giorni dopo, in Piazza Beccaria, si riuniscono alcuni consiglieri comunali dell’opposizione per chiedere le dimissioni di Marco Ciacci. Invocano trasparenza, non il contrario. Ma Ciacci non solo resta al suo posto, lo indicano come colui che deve prender parte alle indagini su Barbato…

Sarebbe opportuno fermarsi tutti, respirare profondamente, riflettere su cosa è meglio per tutti. In primis, su cosa sia meglio per la dignità di tutti, a cominciare da quel potere che, comportandosi sempre più spesso con una spiccata intolleranza verso la decenza, sta alimentando una pericolosa deriva che porta verso il disprezzo collettivo nei confronti di tutti coloro che operano per gestire la nazione, o meglio: che dovrebbero operare in tal senso.

Un diario completo degli accadimenti è stato comunque messo nero su bianco. Sul modello del libro-intervista “Il Sistema”, che ha svelato molti punti ancora poco chiari ai più, Barbato ha scelto me per realizzare un’opera che è stata completata e che sarà data presto alle stampe. Non contiene opinioni personali ma fatti documentati e una lunga intervista che ho fatto all’ex Comandante dei Ghisa. Resterà a testimonianza degli accadimenti, per non dimenticare.

Alla fine la verità deve prevalere sull’arroganza del potere, che si permette di sovrastare la realtà delle cose. Che non può essere sovvertita solo perché lo si pretende. Certi personaggi non comprendono nemmeno che è così facendo che fanno coriandoli di se stessi. Sono talmente potenti da fregarsene altamente? Questo sarebbe ancora più grave, e va sollevata la questione a livello nazionale.

Ribadisco: smorzare i toni, tornare a dialogare, smettere di prendersi di petto, è a mio parere la soluzione principe di ogni questione, anche la più intricata.

Riferimenti

La mia intervista ad Antonio Barbato in esclusiva per Libero in edicola il 13 Febbraio 2021 su Libero Milano

La puntata della trasmissione Le Iene andata in onda lo scorso 4 Aprile 2021

https://www.iene.mediaset.it/2021/news/vigili-milano-barbato_1020268.shtml

La manifestazione a sostegno di Antonio Barbato organizzata dalla Lega il 6 Aprile 2021:

https://www.facebook.com/LaCritica15/videos/282258456639007

Il post pubblicato su Facebook da Riccardo Pasca, politico locale lombardo, il 22 Maggio 2021:

**Immagine di copertina estratta dal video della manifestazione pro Barbato organizzata dalla Lega

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