E se fosse donna?

E se fosse donna?

Di Alessandro Bertoritto

È tutta questione di… evoluzione.

Si sente aria di crisi. Meno male… forse.

In fondo, siamo esperti, come nazione e cittadini, a cadere nella brace, da padelle oramai storicamente determinate.

Ma, se pensassimo a chiamare un donna a svolgere il ruolo di Primo Ministro italiano? E se riuscissimo a scovarla al di fuori del Parlamento, che, peraltro, escluderei proprio? Là dentro, non ne vedo alcuna che sia all’altezza.

Perché auspico l’avvento di una donna?

Da molto tempo, tanto in questo blog quanto nei miei testi, scrivo che la specie umana, nella sua evoluzione, si potrà salvare solo grazie ad un più fattivo intervento delle donne sulla scena politica mondiale, perché ritengo che il maschio sia sostanzialmente un fallimento evolutivo. O meglio, penso che il maschio abbia collezionato molti più fallimenti rispetto alle femmine umane, le quali, per condizioni storiche e culturali, hanno vissuto nell’ombra, ancorché abbiano saputo, nonostante il sagace impegno maschile nell’oscurarle, dare luce.

Victoire-Tomegah-Dogbe

Non mi sto riferendo, ovviamente, a quelle umane vetero-anarchico-femministe, che rappresentano invece la sconfitta più evidente di una “rivoluzione donnesca” partita male e finita peggio. Mi riferisco a quelle donne che nel nostro passato Occidentale, ma anche Orientale, quando hanno preso le redini del loro Paese, nel bene e nel male, lo hanno condotto verso scopi ed obiettivi precisi e chiari, senza ambiguità. E questo avviene perché la donna, o meglio la femmina umana, è potente, mentre il maschio umano è solo forte, e le due cose sono fra loro assai diverse. La femmina è potente nel tempo, nella sana gestione di una attesa che costruisce (nel silenzio delle dichiarazioni verbali e nelle evidenze positive delle azioni), mentre il maschio bada a vincere, per conquistare un mero territorio, per collocarvi la bandiera della propria fasulla virilità. E ne abbiamo di esempi, sia in riferimento alle femmine che ai maschi.

Se mi chiedete di fare un nome, purtroppo non so rispondervi.

Conosco molte donne, e che appartengono al mio ambiente professionale, che potrebbero, secondo me, prendere in mano la situazione socio-culturale italiana e portare avanti un progetto rispettoso della dignità umana, in nome di una qualità della vita di cui loro stesse sono portatrici, proprio in quanto femmine. Eppure, so anche che desiderano rimanere nascoste, in nome di una loro convinzione: siamo giunti ad un punto tale di degenerazione morale, di sconfitta esistenziale e personale, che qualsiasi fatica risulterebbe vana. Così preferiscono pensare alla costruzione di un avvenire più personale, tuttalpiù legato al futuro dei loro figli, fuori da questa nazione.

New Zealand Prime Minister Jacinda Ardern

Ecco che il mio auspicio rimane solo una mera fantasia, nell’attesa che qualcosa accada al di fuori della nostra nazione e che ci porti un novella podestà nazionale, possibilmente non italiana.

E, intanto, per ingannare il tempo, accendiamo la televisione.

German Chancellor and leader of the German Christian Democrats (CDU), Angela Merkel

Ci pensa sei a continuare la mistificazione, mentre noi continuiamo ad essere il popolo degli aperitivi e delle discoteche, convinti che il vaccino ci salverà. In realtà, il vaccino ci potrà tenere in vita, ma non migliorerà affatto le condizioni esistenziali della nostra mente.

Semplice.

Lascia un commento

Your email address will not be published.