Dittatura sanitaria

Dittatura sanitaria

Di Sergio Ragaini

Cosa accade quando, in una nazione, al potere politico si sostituisce la sanità o qualsiasi struttura preposta all’emergenza? Semplice: in una parola si instaura una Dittatura Sanitaria. Si tratta, in poche parole, di un regime in cui i medici preposti dal regime stesso assumono valenza decisionale in termini della vita e delle libertà dei cittadini. Essendo il rapporto tra medico e paziente, di fatto, “a senso unico”, questa a tutti gli effetti è una dittatura, dove gli ordini divengono perentori e dove le più elementari libertà e i più elementari diritti vengono cancellati in nome di una presunta, e tutta da dimostrare, sicurezza sanitaria.

Si è sentito spesso in questo periodo. In fondo sono solo due parole: Dittatura Sanitaria”. Due parole molto usate da Diego Fusaro, da me di recente ascoltato dal vivo a Missaglia, dove la pianura inizia a lasciare il posto alle colline, e dove, forse, la voce circola più velocemente.

Due parole che però, forse, esprimono in loro stesse il senso di tutto questo periodo, molto controverso. Un periodo in cui, almeno credo, sono stati violati i diritti umani. Ma forse, visto che come si suol dire “non tutto il male viene per nuocere”, abbiamo finalmente preso coscienza di questi diritti, e del loro valore. Parafrasando il grande Maestro Zen Vietnamita Thich Nhat Hanh, da me ascoltato dal vivo a Roma nella primavera 2005, noi diamo per scontate tante cose, e solo quando le perdiamo ne percepiamo il grande, grandissimo valore.

E questa volta siamo davvero ad un passo dal perderle: tra qualche ora, a Roma, in Senato, verrà discussa la proroga di uno Stato di Emergenza senza Emergenza. Il che significherebbe davvero una svolta dittatoriale in Italia. Molti sottovalutano il problema, che invece è enorme, perché vorrebbe dire continuare ad attribuire dei poteri enormi non solo a chi governa “ai vertici”, ma anche “alle basi”, nel senso che, durante un’Emergenza, come già ricordavo in passato, un sindaco potrebbe decidere di chiudere una strada “semplicemente in via precauzionale”, e questa cosa sarebbe del tutto lecita. Addirittura, un Presidente di regione potrebbe decidere, da un momento all’altro, di “chiudere” la regione. Di fatto lo sta facendo il Presidente della Campania, De Luca, imponendo la quarantena a chi verrà da altri Stati.

Insomma: direi che per la libertà e la democrazia è un rischio enorme: infatti, ciò vorrebbe dire permettere a queste persone, a queste strutture, di continuare ad esercitare un potere quasi infinito.

Il problema non è tanto questo, ma il fatto che è che queste persone hanno già dimostrato di non usarlo al meglio, e di usarlo contro i cittadini. Facendo un esempio, sarebbe come dare ad un assassino, che ha già commesso diversi omicidi, una pistola carica, e dirgli: “Guarda, usala solo in caso di stretta necessità”. Pensiamo davvero che non la userà magari appena qualcuno gli sta un po’ più antipatico del normale? Credo proprio di sì! Ebbene: continuare a dare questi poteri a chi ha già dimostrato come li potrebbe utilizzare sarebbe proprio come dare una pistola carica “per autodifesa” ad un pluriomicida.

Spero che, quando anche voi leggerete questo articolo, questo pericolo sarà stato sventato. Diversamente, probabilmente in quel momento sarò in piazza a far sì che la democrazia riprende il suo ruolo. Assieme, spero, a molti altri.

Tutto questo mi serve per parlare, e credo abbia già chiarito ampiamente molto, del tema topico di questo articolo: la Dittatura Sanitaria. Come dicevo, è un termine che Diego Fusaro ama molto.

Questo è composto dalle parole “Dittatura” e “Sanitaria”.

Per la parola “Dittatura” possiamo utilizzare anche solo Wikipedia. Che la definisce come:
La dittatura è una forma autoritaria di governo che, nella sua accezione moderna, accentra il potere in un solo organo, se non addirittura nelle mani del solo dittatore, non limitato da leggi, costituzioni, o altri fattori politici e sociali interni allo Stato”.

Se noi osserviamo la storia di questo periodo che ci ha preceduto, vediamo che tutto questo è accaduto. La “forma autoritaria di governo” l’abbiamo vista ampiamente durante il Lockdown, dove i diritti umani più elementari sono stati ampiamente violati, privando addirittura i cittadini della possibilità di affermare la loro salute e il loro diritto all’aria fresca. E trattandoli come detenuti agli arresti domiciliari, senza che abbiano commesso nulla. Riguardo ad accentrare il potere nelle mani di un solo organo, o di un solo dittatore, ricordiamo che lo strumento utilizzato da Conte, vale a dire il DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) è un atto di una persona sola. Quindi a tutti i livelli era una dittatura. E non sto inventando nulla: il termine stesso lo afferma. Così come quando parliamo di “criminale” non intendiamo “colui che uccide”, ma “colui che commette crimini”, ricordando che in inglese la parola “reato” e la parola “crimine” hanno la stessa traduzione, “crime”.

Andando a fondo delle parole, si capiscono molte cose. Anche il “non limitato da leggi costituzionali” è stato ampiamente verificato: infatti, come già ricordato anche in un mio precedente articolo, Conte, nei suoi DPCM, ha scavalcato la Costituzione in diversi articoli. Ne avevo già parlato mesi fa, nel secondo articolo da me scritto per questo giornale [eventualmente inserire il link].

A tutti gli effetti, quindi, Conte ha instaurato una vera dittatura, utilizzando strumenti che non hanno alcuna forza di legge (appunto i DPCM, dove, nell’articolo suddetto, avevo ampiamente spiegato questo), e imponendo cose impossibili anche solo da pensare, come rinchiudere le persone in casa. Per fare questo, inoltre, ha utilizzato le forze armate, che in quel caso, pur essendo forze dello Stato, obbedivano ad una persona sola. Quindi, di fatto, anche in questo aveva scavalcato qualsiasi istituzione democratica, attribuendosi poteri che la Costituzione non gli avrebbe mai permesso di attribuirsi. E ora veniamo al secondo termine della questione: la parola “sanitaria”. Qui utilizziamo l’Enciclopedia Treccani. E abbiamo due definizioni:

Che riguarda la sanità, lo stato di salute, le condizioni igieniche di una collettività o di una determinata categoria di persone”. E anche “Che ha il fine di tutelare la salute e l’igiene pubblica”. Proviamo ad utilizzare anche questa definizione, sempre dalla Treccani: “Detto di organi o singoli individui che sono preposti o collaborano alla difesa e alla conservazione della sanità pubblica”.

Dal latino la parola “Sanità” vuol dire “salute”. Pare una contraddizione di termini: una dittatura di coloro che dovrebbero tutelare la salute e la sicurezza. E che per questo instaurano una dittatura.

Proprio questa contraddizione di termini ha permesso a questo Governo di ottenere il consenso dei cittadini: l’istinto di sopravvivenza è il più forte in assoluto, come ben sappiamo, ed utilizzare quello per controllare le persone, è stato molto facile. Come ben sappiamo, si accetta tutto in nome della sicurezza: anche la privazione della libertà. Soprattutto quando chi governa ha i media a sua disposizione, che per 24 ore al giorno “martellano” le persone con una campagna di terrore mediatico senza precedenti, che nemmeno in guerra si era mai attuata, come anche Rino Formica ricordava, facendo notare che, nemmeno allora, aveva visto così tanta paura. Tuttavia, allora i media non avevano la potenza di oggi: vi erano la radio, i giornali e basta. È vero, anche la carta stampata che è il “Quarto Potere” di cui Orson Welles parlava nel suo film, è uno strumento importante, ampiamente utilizzato in questa emergenza (basta leggere alcuni giornali appartenenti alla “voce ufficiale” per capirlo), il “Quinto Potere”, quello della televisione, è ben maggiore. Soprattutto quando le persone sono rinchiuse in casa, e hanno come unica “finestra” sulla realtà esterna quella che la televisione mostra.

Comprese tutte le associazioni mentali che sono state imposte alle persone grazie alla televisione, in particolare. Per cui i morti sono diventati la scusante per ogni azione di soppressione delle libertà. Diego Fusaro diceva che le persone “hanno rinunciato alla libertà in nome della sicurezza”. I morti erano (e in parte sono) divenuti la scusa per tutto. Quando io chiedevo alle persone perché accettassero di stare segregate in casa, la risposta era, da parte di quasi tutti, “penso ai morti”. Ancora, quando ho espresso rimostranze sulla cosiddetta “chiusura delle regioni” dal 18 maggio al 3 giugno, la risposta è stata “ma non pensi ai morti?”. Ancora, quando un’amica, in autobus, aveva di recente tolto la mascherina per parlare al telefono, è stata ripresa in malo modo da un altro passeggero (e questo dimostra che i maggiori garanti delle dittature sono proprio i cittadini!) con la frase: “pensa ai morti”.

Ovviamente, il legame tra i morti e le problematiche sopra espresse può essere lo stesso che sussiste tra lo stormire di fronte degli alberi fuori dalla mia finestra e il suono del mio cellulare in casa, quindi nullo. Tuttavia, la paura disconnette, come detto altre volte, la corteccia cerebrale, e quindi rende tutto possibile. Anche collegamenti improbabili. Ecco, questa è già dittatura sanitaria: utilizzare la paura di qualcosa che esiste (dire il contrario vuol dire comunque negare un’evidenza), ma che viene sicuramente amplificato dai media (anche su questo credo siamo tutti d’accordo) per instaurare una dittatura.

In questo caso, abbiamo visto che il “sanitaria” è il termine che potrebbe, almeno a livello logico, precedere quello di  “Dittatura”. Quindi, le due parole, titolo di questo articolo, diventano “Dittatura in nome di una situazione sanitaria”.

Non è, però, solo così. E il passo che sto evidenziando, l’ultimo del discorso, e, come dicono gli inglesi, “the last but not the least”, lo chiarisce, credo, in modo esauriente, almeno spero. Giuseppe Conte, per poter operare, non ha però agito da solo: si è avvalso di una “Task Force” composta da esperti. Virologi ma non solo.

Quale è il compito, solitamente, di un virologo? Semplice: quello di studiare i virus e la loro diffusione, oltre che le loro caratteristiche. Il suo ruolo quindi è di tipo medico, non di sicuro di tipo politico. Vediamo anche un’altra cosa, perfettamente collegata: quale è il compito della Protezione Civile? Semplice, quella di intervenire nelle emergenze! Ho trovato anche questa definizione, da parte della Protezione Civile di Sestri Levante:

La Protezione Civile è il coordinamento delle azioni delle istituzioni, enti, corpi che intervengono in caso di eventi calamitosi, catastrofi, situazioni di emergenza in genere, a livello locale e nazionale, al fine di garantire l’incolumità delle persone, dei beni e dell’ambiente”.

Anche qui nulla di politico.

Tuttavia, questo in condizioni normali. Anche qui compare il concetto di “incolumità”, quindi ancora di sicurezza. Quando viene dichiarata un’emergenza, la Protezione Civile ha il compito di coordinarla. E questo lo può fare in maniera, ovviamente, categorica: sarebbe come dire che, in un’azione bellica, si mette in discussione quanto chiede il comandante: sarebbe un disastro.

L’emergenza, quindi, impone obbedienza indiscutibile e incondizionata: ed è giusto, credo, che sia così: in caso di emergenza qualcuno deve prendere il comando, e su questo sono d’accordo. Ovviamente, se questa persona si mostrerà inadatta allo scopo, si potrà poi contestarla, e anche, in gravissime situazioni, esautorarla “in corso d’opera”. Questo, comunque, è un caso “estremo”: in linea di massima occorre obbedirla: pena il fallimento dell’operazione in questione, e forse la mancata sicurezza di molti.

Tuttavia, questo, a livello globale, nazionale, se mal applicato, significa rischi per la democrazia. Quando l’emergenza non è più di tipo locale, e non circoscritta, ma generalizzata e generica, come era in questo caso, questo vuol dire possibilità di dare delle direttive che devono essere seguite. E queste sono anche direttive politiche. Ricordo quando, durante il lockdown, Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile, aveva affermato: “Gli italiani dovranno stare in casa ancora per molte settimane”. Questo dice chiaramente cosa intendo: una struttura preposta solo per le emergenze fisiche diviene strumento politico, in grado di decidere anche della libertà di spostamento dei cittadini. Lo stesso Borrelli si era mostrato favorevole, nel citato periodo dal 18 maggio al 3 giugno, alla chiusura delle singole regioni, vale a dire a limitare gli spostamenti al loro interno.

Il fatto, poi, che dei medici abbiano valenza politica, potrebbe essere ancora più grave, nel senso di minare la democrazia e la libertà. Questo lo ricordava il citato Diego Fusaro durante l’incontro tenutosi a Missaglia, di cui parlavo in precedenza. Il rapporto con il medico, infatti, non è di tipo democratico: a meno che, e forse io posso rientrare in questa categoria, non ci sia un interlocutore che conosce qualcosa di medicina, il rapporto col medico è unidirezionale, non dialogico: un medico parla, o meglio ordina, e il paziente esegue. Senza nemmeno chiedersi perché il medico dica  o chieda questo. Infatti, quando chiediamo alla maggior parte delle persone perché assumono un farmaco magari “dubbio” o inutile, la risposta è “me l’ha dato il medico”. E, spesso, se una persona prova a discutere con un medico, se questo non ha una buona apertura mentale (fortunatamente ce ne sono parecchi anche di questi!) la risposa potrebbe essere: “ma lei come osa mettere in dubbio la mia conoscenza e la mia esperienza?”, o, anche da parte delle persone, “ma tu sei medico? Se non lo sei, non puoi parlare”.

Questo mostra che, anche in questo caso, sono le persone che difendono la dittatura. Ecco, quando una “task force” in buona parte medica prende il potere, questo non potrà essere democratico. Le loro decisioni e i loro pareri saranno una sorta di “verbo evangelico” indiscutibile, una sorta di “dogma inoppugnabile”. E nessuno, spesso, cercherà voci contrarie. Quante volte mi sono sentito rispondere, in questo periodo: “Ma tu sei un virologo?”. Insomma: il parere di una task force medica non si mette in discussione. Anche di recente, discutendo con un amico sulle dubbie azioni di questo Governo, mi sono sentito rispondere: “In fondo dietro Conte c’era un Comitato Tecnico Scientifico”.

Un Comitato che, come ricordava il Dottor Luca Speciani durante la bella manifestazione dedicata alla Scuola, tenutasi a Milano, sabato 25 luglio, alla quale ero presente, nessuno a sua volta controlla. Un comitato, quindi, autoreferenziale. E come visto prima dittatoriale. Un comitato, quindi, che nessuno controlla, e che ha quasi potere assoluto sulle persone. Con il loro pieno consenso: infatti, quando si provava a mettere i discussione il loro “verbo assoluto”, i primi a scagliarsi contro chi lo faceva (e lo fa) erano gli altri cittadini.

Questa è Dittatura Sanitaria, quindi: forze che hanno solitamente valenze diverse assumono valenza politica, sicuramente assolutista e non democratica. E questo accade in un’emergenza sanitaria. Quando leggerete questo articolo, spero proprio che questa situazione sarà conclusa. Diversamente, sarà necessario intraprendere azioni democratiche perché questa situazione abbia comunque termine: in certi casi, stare a guardare vuol dire trovarsi privati della libertà. Come qualcuno diceva: se ci si addormenta in democrazia, ci si sveglia in dittatura. La lotta per la libertà è sacrosanta, e non bisogna mai smettere di far valere i nostri diritti. Sempre e comunque.

Riferimenti:

Il citato film “Quarto Potere” di Orson Welles, è un film del 1941 (uscita in Italia: 19 gennaio 1949).

Lo si può acquistare in streaming su Youtube all’indirizzo:
https://www.youtube.com/watch?v=7-eqAOofY0I

Per gli abbonati Amazon Prime il film è gratuito e visibile su:
https://www.primevideo.com/detail/Quarto-Potere/0GDRNJOBVEU3YAKF8G5OCJ498G

Il film, citato nell’articolo, “Quinto Potere”, è del 1976, ed è stato diretto da Sidney Lumet

Lo si trova sempre su Youtube in acquisto su: https://www.youtube.com/watch?v=YfQneZ782WU

Lo si trova anche in streaming, sempre su Youtube, su:
https://www.youtube.com/watch?v=Ry23z0feuzQ. Tuttavia, la qualità è decisamente bassa.

Amazon Prime non riporta il titolo sopra indicato. Tuttavia, qui è disponibile il fim: “Il quinto potere”, film del 2013 diretto da Bill Condon, che parla di Julan Assange, fondatore di Wikileaks

Lo si trova su: https://www.primevideo.com/detail/Il-quinto-potere/0IE78EUADQWPVEX5SAUY26C92A

Sulla Dittatura Sanitaria la Rete contiene diverso materiale.

Dal Canale Youtube di Diego Fusaro si può vedere un video dove di questo argomento parlano Alessandro Meluzzi e Diego Fusaro. Lo si trova all’indirizzo:
https://www.youtube.com/watch?v=hFE4xhaZIC4

Interessante il video che Diego Fusaro aveva registrato il 4 maggio 2020, quando era “caduta” la prima fase del lockdown, ma comunque ancora con molte restrizioni. È di quasi tre mesi fa, ma ancora attuale. Lo trovate su:

https://www.youtube.com/watch?v=0MyNlChmbjg . Pochi minuti per capire il meccanismo di “colpevolizzazione” spesso attuato da questo Governo. I prodromi della dittatura sanitaria, in pochi minuti, sono perfettamente delineati.

Ancora del momento del lockdown, ma che fa capire molte cose, è il video diffuso da “Radio Radio TV”, dove, grazie ad Enrico Michetti, è stato mostrato come in altri Stati quello che è successo in Italia non sarebbe mai accaduto. Lo trovate su:
https://www.youtube.com/watch?v=eGz1iNJHBnE

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