Dal piano Marshall al MES: la dipendenza europea dagli USA al tempo del Coronavirus

ursula von der leyen

Di Emilia Urso Anfuso

È giunta l’ora di fare chiarezza. Il periodo è critico, la situazione generale è crollata in una manciata di tempo. L’accelerazione che mi attendevo sarebbe prima o poi avvenuta, in ordine di dissesto economico, distruzione dello stato civile, crollo del sistema socio economico e politico, si è presentata prima del previsto. L’avvento della pandemia ha permesso l’accelerazione massima di un processo che era stato avviato molti anni fa, e che goccia dopo goccia, in tutto il mondo, ha provocato un dietro-front rispetto alle conquiste socio economiche raggiunte nei decenni successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Un poco di storia farà comprendere meglio la situazione attuale: ripensare al passato dovrebbe essere l’esercizio quotidiano di chi tiene davvero alla prospettiva futura.

La cosiddetta “Guerra di liberazione” che portò gli alleati statunitensi a liberare l’Europa dalla tirannia nazista, è stata davvero una guerra di liberazione? Non del tutto, non esattamente.

Il Piano Marshall poteva essere gentilmente rifiutato. L’Italia, così come il resto d’Europa, aveva le potenzialità per potersi risollevare dalla terribile crisi economica scatenatasi con il conflitto mondiale.

Non avevamo però scelta noi italiani. Avevamo preso decisioni sbagliate, avevamo accettato supinamente di portare gli italiani alla morte, gli ebrei dentro i forni crematori, avevamo voltato la testa dalla parte opposta della ragione, sedati dalle dichiarazioni a effetto di un leader troppo preso dalle smanie di potere assoluto per rendersi conto, in tempo utile, che quelle smanie di potere assoluto avrebbero portato non solo l’Italia, ma se stesso, verso l’autodistruzione.

Così fu. La storia lo conferma.

Fummo quindi costretti ad accettare un piano di aiuti economici che, di fatto, corrispose ad accettare di mettere il cappio al collo a una nazione abbattuta e vinta, non solo dalla guerra.

Da quel momento non abbiamo avuto scampo. Non siamo stati mai più padroni della nostra vita, delle decisioni importanti, della quotidianità e del futuro. Essere perennemente in debito ha questo tipo di effetti collaterali, basta saperlo.

Inutile ripercorrere tutto ciò che è accaduto dal ’47 a oggi. Brevemente ricorderò il boom economico, che servì a introdurre, anche in Italia, il sistema consumistico statunitense, e gli anni ’80, che furono la concessione di un decennio falsamente aureo che servì a metter tranquilli tutti sulla percezione di come la crisi economica fosse solo un lontano ricordo.

Le strategie politiche ad alto livello non sono elementi da sottovalutare. Non funzionano in maniera approssimativa, e nulla accade per caso. Alcuni chiamano tutto questo “Complottismo”: li invito ad approfondire i temi della politica internazionale, a studiare gli avvenimenti e i fatti accaduti nel corso degli anni, a metterli in relazione con gli andamenti economici internazionali. lo faccio costantemente da anni, se ci riesco io può farlo chiunque. Forse…

Dagli anni ’90 in poi il processo di destabilizzazione dell’economia delle fasce medie iniziò, seppur a una velocità bassa. La bollitura delle rane prevede che il fuoco, all’inizio, sia molto moderato, altrimenti l’acqua diventa bollente in breve tempo e le rane fanno in tempo a saltar fuori dalla pentola e a salvarsi.

I ritmi della vita moderna nel frattempo non hanno consentito una riflessione collettiva su quanto stesse avvenendo. L’arrivo dagli USA delle nuove tecnologie è stato uno degli elementi che hanno fortemente sostenuto un sistema che non doveva lasciar tempo alla riflessione.

Ho partecipato per anni, da imprenditrice del settore informatico, al CES di Las Vegas. Ciò che veniva presentato negli anni ’80 e ’90 in molti casi è commercializzato solo ora in Europa, giusto per far comprendere le tempistiche di certi settori, e come negli USA fossero già mille passi avanti rispetto al Vecchio Continente.

Se sei così avanti anche tecnologicamente, hai sempre il coltello dalla parte del manico. Noi siamo come i trogloditi che ululano alla luna, stupiti. Loro stanno già su Marte, a colonizzare il pianeta rosso…

L’avvento dell’euro ha molto sostenuto il processo di destabilizzazione dell’economia delle famiglie in special modo in Italia: se introduci una moneta che, dalla sera alla mattina rende possibile il raddoppio di tutti i costi e il dimezzamento di stipendi e pensioni, non servono geni della finanza…serviva rendersene conto collettivamente.

Arriviamo a noi, agli ultimi anni. Nel 2008 scoppia la cosiddetta crisi economica mondiale. A monte di tutto, gli errori, le omissioni, gli inciuci realizzati dal comparto finanziario statunitense. Invece di far fallire le più importanti banche degli States, fu deciso di abbattere le conseguenze delle scelleratezze alle popolazioni “alleate”. La costituzione della Nato, per dirne una, non fu la realizzazione di una alleanza. La realtà? Gli USA comandano sulle nazioni che ne fanno parte.

Non a caso, con la scusa della crisi  in Crimea, la Russia riuscì a defilarsi definitivamente, mozzando un numero al G8 che divenne G7.

Oggi combattiamo una nuova guerra mondiale a suon di virus, eliminazione della libertà individuale, lacrime e Mes. Per anni ho descritto attraverso i miei articoli sul tema cosa sia la dittatura intangibile: ora la state toccando tutti con mano.

Il Mes? Dal 2012 ne subiamo tutti gli effetti. Non è un salvadanaio all’interno del quale versiamo qualche miliardo e ce li riprendiamo quando cadiamo in crisi economica. È il capestro economico delle nazioni che non fanno “i compiti a casa” come nel caso del belpaese. Cosa ci azzeccano gli USA col Mes? È semplice. Torniamo al piano Marshall, alla dipendenza perenne cui il Vecchio Continente ha accettato di piegarsi.

Tutto ciò che accade in Europa, le decisioni politiche, economiche, strategiche, hanno una derivazione unica, che apparentemente dipende dalle decisioni della UE. Gli USA comandano su tutto e tutti. Porto sempre l’esempio tra i più recenti, quello della riforma Lorenzin. Non fu una decisione italiana. La Lorenzin volò negli USA a prendere l’incarico di “Italia capofila delle strategie vaccinali nel mondo”. l’ho spiegato più volte in diversi articoli pubblicati da allora a oggi, fornendo documenti ufficiali corredati di foto ufficiali di quel viaggio.

Possibile che, malgrado le prove inconfutabili, malgrado le documentazioni ufficiali, la maggior parte delle persone remi contro la realtà dei fatti?

Cosa contiene il Mes? Le condizioni. E quali sono queste condizioni che non rendono il Mes un buon affare per la popolazione italiana? La riforma di cui nessuno vi parla più, dichiarando che non è stata approvata a causa dell’avvento della pandemia. Balle un tanto al chilo, e vi chiarisco perché.

Quando fu stretto l’accordo sul TTIP – Transatlantic Trade and Investment Partnership che tradotto significa Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti – nemmeno agli europarlamentari fu concesso di accedere alle informazioni in tempo utile, per consentire un eventuale riflessione, dibattito, controproposta. In una libro-inchiesta che forse avremo letto in dieci persone, dal titolo TTIP se lo conosci lo eviti, è stato descritto con molta chiarezza sia il reale contenuto del trattato, che investe ogni settore civile mettendo a repentaglio i diritti delle popolazioni, ed è anche stato spiegato come non sia stato concesso neanche agli europarlamentari di accedere alle informazioni.

Oggi in molti chiedono di poter “leggere le condizioni del Mes” in cambio dei finanziamenti all’Italia. L’ingenuità ha preso il sopravvento sulla coerenza. Le condizioni ve le spiego: se fino a oggi le riforme “lacrime e sangue” imposte dal Mes in cambio dei finanziamenti erano lasciate alla decisione del governo in carica, che – per evidenti motivi politici e di moderazione delle eventuali proteste popolari – le nuove condizioni parlano di riforme dirette, operate dalla UE e senza preavviso. Significa che i tagli ai finanziamenti pubblici, che finora sono corrisposti alle costanti sforbiciate a destra e a manca, potranno essere effettuati direttamente. Quanto ci costa prendere soldi dal Mes?

Non fate calcoli percentuali, non è questo il caso. Non si tratta di un prestito, di una normale transazione finanziaria tradizionale: ti presto i soldi, me li rendi a un tasso di interesse XY…Non funziona così.

Attenzione poi a non azzardare paragoni sterili. Qualcuno ogni tanto mi porta l’esempio del Portogallo, che avendo avuto accesso ai fondi del Mes ha risollevato le sorti economiche del paese. Non si possono paragonare il Portogallo e l’Italia. In Portogallo hanno varato misure e riforme che sono state utili a rendere competitivo e maggiormente produttivo il paese. La stessa cosa non è accaduta nel belpaese. Se si vuole analizzare una situazione è bene non perdere di vista gli elementi fondamentali.

Esempio definitivo per far comprendere a tutti: quando le banche cooperative distrussero il risparmio. E il futuro, dei correntisti pur di recuperare quanto perduto a causa di operazioni economiche scellerate, indovinate perché accadde? La risposta è: bail in. Il meccanismo che consentì di far pagare a ignari investitori gli errori delle banche. Dove potete trovare il bail in? È facile dai…Nel Mes.

Vi è sufficiente per comprendere, finalmente, che tra ciò che è dichiarato propagandisticamente, e la realtà dei fatti, passano sette oceani?

Da Babilonia, almeno per ora, è tutto…

***Riferimenti: alcuni miei editoriali e approfondimenti pubblicati nel corso degli anni sui temi che ho trattato in questo editoriale. Cliccare sui link per accedere.

TTIP – quando lo conosci lo eviti – di Emilia Urso Anfuso

Bankster: come le banche hanno sconfitto l’umanità – di Emilia Urso Anfuso

Vaccini: se sei informato puoi scegliere – libro inchiesta di Emilia Urso Anfuso

Inchiesta sul Covid-19: le prime sei puntate pubblicate – di Emilia Urso Anfuso

Il Fondo Salva Stati e la dittatura economica – di Emilia Urso Anfuso – pubblicato la prima volta nel 2012

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Gli Scomunicati è una testata giornalistica fondata nel 2006 dalla giornalista Emilia Urso Anfuso, totalmente autofinanziata. Non riceve proventi pubblici e non ha mai ricevuto finanziamenti privati.

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