Sei nella sezione Il Direttore   -> Categoria:  Editoriali  
Omicidi, con contorno di vittime...

Omicidi, con contorno di vittime...
Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 07/02/2018 06:56:21

Secondo la ricerca Barbagli-Minello, conservata negli archivi del Ministero degli Interni, negli ultimi 25 anni circa, nel nostro paese il numero degli omicidi è calato.

Il dato più eclatante, è quello che palesa una notevole riduzione del numero di omicidi a Catania, città siciliana che – per molti anni – ha detenuto l’orrendo primato di città col più alto numero di casi di omicidio.

Attenzione però: grazie a questa ricerca, sappiamo anche quale tipologia di omicidi è in calo, ed è rappresentata da quelli che accadono tra cosche malavitose e criminalità comune. Per ciò che riguarda invece gli omicidi tra cittadini, scaturiti da futili motivi – ad esempio una lite – o i femminicidi, non ci sono buone notizie e lo sappiamo tutti.

Ritengo però importante sollevare una criticità che si lega a doppio filo con i dati sopra riportati e con gli omicidi che vedono protagonisti persone comuni, giovani donne, adulti non compromessi nelle maglie della malavita.

Quando apprendiamo che una persona è morta ammazzata, scatta immediatamente il carrozzone mediatico e, a seconda del periodo, l’assalto – da parte del parterre politico – alla notizia, a soli scopi propagandistici

E la vittima di turno? Oltre ad aver trovato la morte, prematuramente, passa in men che non si dica nel dimenticatoio.

Un esempio per tutti: il recente caso della giovane Pamela Mastropietro, uccisa e orrendamente fatta a pezzi e mutilata, il cui corpo è stato trovato all’interno di due trolley. Dopo poche ore dal macabro ritrovamento, ecco l’arresto di quello che appariva essere l’omicida: un nigeriano che vive a Macerata e con regolare permesso di soggiorno.

Alcune cose mi sono apparse poco chiare, su questo arresto. Erano passate poche ore dal ritrovamento, le forze dell’ordine scovano immediatamente l’orco nero e lo arrestano. Trovano il sui appartamento lindo e pinto, tanto che la scientifica ha dovuto utilizzare il Luminol per scorgere tracce di sangue. Però, trovano gli abiti della poveretta, sporchi di sangue, e coltelli e coltellacci, sempre sporchi di sangue. Non sembrava coerente. Ha avuto il tempo di pulire casa alla perfezione, poi lascia i coltelli sporchi, e non si libera degli abiti della vittima.

Sta di fatto, che da assassino il nigeriano ora è sotto accusa non per aver ucciso ma per aver, semmai, smembrato il povero corpo.

Al di là di questo, per l’ennesima volta, di tutto si parla tranne che della vittima. Chi era Pamela? Perché si drogava? Perché la famiglia aveva scelto una comunità di recupero così lontana da casa? Cosa pensava, desiderava, faceva Pamela? Niente. Le cronache nazionali non ne parlano, i tg nemmeno. Tutti molto presi a far da criminologi, e le forze politiche ora a condannare l’omicidio ora a sostenere il tentativo di strage, postumo alla morte di Pamela, ad opera di un 28enne in odore di ritorno al nazifascismo, e convinto di avere la “missione” di liberare la patria dagli invasori neri…

Accade sempre così: si dovrebbe parlare molto delle vittime, invece si parla del corollario e si fanno ipotesi psico sociali relative all’evento omicidiario. E’ accaduto per tutte le vittime uccise barbaramente. Ricordate tutti Sarah Scazzi. Cosa ne sappiamo di quella bambina? Nulla. Però sappiamo vita, morte, miracoli, lacrime e sceneggiate della cugina – Sabrina Misseri – che alberga, con la madre, nelle patrie galere, condannate entrambe per l’omicidio della ragazzina.

Non è un bel comportarsi questo. E’ un comportarsi al contrario. Come se le vittime divenissero il contorno dell’omicidio, e non i protagonisti. Palesa una cosa aberrante: la sete di sangue, che – a seconda della convenienza e dell’opportunità del momento – regala a certa gente un motivo per fare audience.

Io invece, da giornalista normale, sono più interessata alle vittime che ai profili psicologici di chi si arroga il diritto di togliere la vita. Padreterni da marciapiede, che dovrebbero solo finire i loro giorni nelle patrie galere. E non sono minimamente interessata alla convenienza politica, che sfrutta pure certi casi di cronaca.

Nella società in cui viviamo, troppa gente si è abituata alle atrocità, tanto da non porsi troppe domande su tutto ciò che l’essere umano è, conta, vale.

E in tal modo, non si rende più alcun tipo di rispetto alle vittime e alle loro famiglie, ma si rende onore al sistema politico e mediatico che è capace solo di calcolare una cosa: lo share.

Numeri. Audience. Share. È tutto un teatro. Reso osceno, in questo caso, dalla dimenticanza totale di sofferenze atroci, mancanze affettive e addii prematuri. Cerchiamo di non trasformarci in automi, ammesso che già non sia accaduto. L’abitudine alla morte violenta non può che generare effetti deleteri, sul valore dell’esistenza umana e sul livello di violenza che sta degenerando di giorno in giorno.

Da questo, a ritrovarsi immersi in un mare di sangue senza rendersene conto, il passo è breve…

©Tutti i diritti riservati. La diffusione è concessa esclusivamente indicando chiaramente il nome dell'autore e il link che riporta a questa pagina


L'articolo ha ricevuto 4896 visualizzazioni


Cosa ne pensi?
Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.
Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui



aaaa

Per commentare l'articolo occorre essere loggati e rispettare la netiquette del sito.


Se sei registrato effettua il login dal box qui a sinistra.

Se ancora non sei registrato fallo cliccando qui
I commenti:

Commento 1)
Concordo, su tutta la linea...
Commento di: Apokalipse Ip:2.239.31.241 Voto: 0 Data 14/02/2018 19:45:26

Commento 2)
Commento di: Apokalipse Ip:2.239.31.241 Voto: 10 Data 14/02/2018 19:44:56

Commento 3)
Secondo me alla base di tutto ci dovrebbe essere la corretta educazione dei genitori e dei figli all' interno di una famiglia, compito veramente arduo!. Il rispetto dell' altro, chiunque esso sia e delle regole che una società si è data. Quando sento genitori che vanno a questionare con i maestri o, peggio ancora, alunni che contestano violentemente gli stessi ho un senso di rabbia e smarrimento che mi coglie. Ogni giorno nel quale mi tocca sentire di violenze sulle donne o su vecchi e bambini ho la netta consapevolezza di una società che si sta sfaldando rapidamente precipitando nell' egoismo e nell' anarchia. La donna è per me la base della vita e, credo fermamente che in se abbia una forza psicologica superiore all' altro sesso pur, talvolta, averne inferiore fisicamente. In conclusione per quanto al tutto ho la ferma convinzione che " Chi non rispetta il corpo non rispetta neanche lo spirito " e ciò è causa di innumerevoli mali. Cordiali Saluti e Buon lavoro
Commento di: defraiav Ip:87.9.33.218 Voto: 10 Data 14/02/2018 06:27:25

Sei iscritto su Facebook, Twitter o G+?
Commenta e condividi l'articolo direttamente.

Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.

Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui

 
Iscrizione newsletter
Inserisci il tuo indirizzo email

Vuoi cancellarti?
Clicca qui
 
 
Search
Ricerca articolo
Ricerca
Dove
Da data
A Data:
Tipo ricerca:
Almeno una parola

Tutte le parole
 
 
Petizioni
Facciamo sentire la nostra voce
Dimettiamoci dalla carica di Cittadini Italiani

Cos'è uno Stato senza i cittadini? Nulla. Cosa sono i cittadini senza lo Stato? La risposta la conosciamo tutti, perchè lo Stato italiano palesemente, sta lasciando alla deriva la motivazione fondamentale della sua stessa esistenz



Data:10/08/2013
Categoria:Politica e Governo
Obbiettivo:50000 firme

LUDOPATIA: denunciamo lo Stato!

Oggi, dopo le sconcertanti reazioni di molti cittadini ai danni della dipendenza da gioco CREATA DALLO STATO e' giunto il momento di MUOVERSI: lo Stato ora deve PAGARE i danni che ha generato in milioni di famiglie.



Data:26/07/2013
Categoria:Politica e Governo
Obbiettivo:50000 firme

 
Correlati in Editoriali

Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 15/06/2018 10:35:01
Italia e repressione della libertà di stampa: arrivano i metodi estremi

Negare ai giornalisti di fare il proprio mestiere, è contrario ai fondamenti di un regime democratico. Ogni giorno, noi giornalisti, abbiamo il dovere – e il diritto – di informare le persone su quanto accade in ogni ambito e settore.

Leggi l'articolo

Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 11/06/2018 09:20:09
Aquarius: sfruttare i migranti per scopi politici ed elettorali

Cosa c’è di meglio – in piena campagna elettorale comunale – se non sfruttare la ghiotta occasione di una situazione del genere? Per Salvini è un piatto ricco. Plauso da parte di milioni di cittadini, quelli stanchi di pagare “colazione, pranzo, cena” a “giovanotti ben pasciuti e col cellulare”. Gli slogan salviniani ripetuti come un mantra ormai da alcuni anni.

Leggi l'articolo

Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 08/06/2018 06:47:11
Governo Conte: cominciamo molto male…

Inizio col ricordare a tutti, che il governo di una nazione – e i suoi ministri – sono il biglietto di visita che ci presenta al mondo. Se questo biglietto di visita è sdrucito, il mondo guarderà a noi tutti come un popolo di miserabili gestito da persone che dovrebbero stare altrove, non certo a capo di una nazione.

Leggi l'articolo

Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 30/05/2018 17:57:01
La politica italiana ci sta portando oltre il baratro #abracciaconserte per dire no a questo sistema

Tornare alle urne, dicono? L’arma in mano stavolta possiamo averla noi: uno sciopero elettorale massivo, da Nord a Sud. Ma con le prove: il giorno delle elezioni, tutti in strada, a filmare la popolazione a braccia conserte, in segno di protesta e negazioni di sostegno a un sistema che vuole solo fottere tutti. I filmati possono essere inviati in diretta sui social, ma ci vuole la partecipazione della massa, e stavolta allora si, potrebbero cambiare, in meglio, molte cose. L’hashtag per diffondere questa idea è: #abracciaconserte

Leggi l'articolo
GERENZA: Gli Scomunicati - L'informazione per chi non ha paura e chi ne ha troppa - Plurisettimanale nazionale - Reg. Tribunale di Roma N° 3 del 21 Gennaio 2014
Testata ideata e diretta da Emilia Urso Anfuso. Note legali.  Per informazioni commerciali e per entrare in contatto con la redazione potete chiamare lo 06 92938726 (Tel. e Fax) -645