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Vaccinazioni obbligatorie: piu' vaccini piu' morti. Ecco il documento USA che lo conferma

Vaccinazioni obbligatorie: piu' vaccini piu' morti. Ecco il documento USA che lo conferma
Autore: Il Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 26/07/2017 07:23:13

Esistono situazioni paradossali, che – per l’estensione del numero di persone che coinvolge – divengono una sorta di epidemia intellettiva a carattere nazionale. Se poi queste situazioni si riferiscono proprio a temi eventualmente aderenti a una qualche epidemia in corso, ecco che il paradosso esplode in tutta la sua potenza, nel momento esatto in cui si scopre – dati ufficiali alla mano – che non ci si trova affatto con un’epidemia in corso, ma milioni di persone sono pronte a correre per vaccinare i propri figli e persino per vaccinare se stessi, anche se già immunizzati, magari avendo a suo tempo contratto una delle malattie infantili (termine quasi vietato per legge oramai).

E’ l’effetto di reazione – paradossale – a un bombardamento mediatico organizzato con maestria, ma che in realtà a ben guardare, non è sviluppato da maestri della comunicazione, quanto da conoscitori del basso livello culturale di un popolo, in special modo quando si tratta di medicina e farmaci.

Il decreto Lorenzin, pur oggi di molto depotenziato – grazie ad alcuni emendamenti approvati recentemente in Senato e che ora è tornato in discussione alla Camera – è uno degli esempi migliori di questo paradosso.

Non esiste un’epidemia di morbillo – è costretto a confermarlo persino il Ministero della Sanità sul sito istituzionale – ma il Ministro della Sanità dichiara costantemente che l’epidemia è in corso. 

Il tutto, ovviamente, utilizzando ogni tipi di media e anche i social, visto che oggi questo mezzo di comunicazione, può far assurgere alla notorietà, persino medici che – palesemente – fanno del terrorismo istituzionale il loro sono comandamento, in barba, prima di ogni cosa, del giuramento di Ippocrate.

La storia la conoscete bene. Il DL Lorenzin nasce col preciso scopo di ammonire i genitori italiani, non tanto di preservare la salute pubblica. I tono utilizzati, in special modo dalla Lorenzin, sono stati più simili a quelli della Kapò nei Lager piuttosto che di un capo di Ministero che opera per il bene del popolo, giungendo alle minacce di basso profilo, come quando rilasciò – durante un’intervista – le dichiarazioni che potete leggere di seguito:

 

Ora, il punto non è essere contro i vaccini, ma bensì essere contro i metodi, ma prioritariamente è non potersi fidare dei protagonisti di questa storia, che più di una volta si sono macchiati di reati contro la salute pubblica – vedi l’industria farmaceutica Glaxo, che di inchieste sul groppone ne ha tante e per quasi tutte è stata condannata – e ancor oggi hanno il potere di decidere sulla vita, la salute e l’eventuale morte delle persone, in special modo dei bambini.

Questa vicenda, conferma senza alcuna ombra di dubbio, che su questo pianeta vige un solo regime: quello del potere economico, che abbatte persino il potere politico, divenendo – di fatto – l’unica politica esistente a livello mondiale.

Piccolo inciso: sapete che gli USA detengono il primato per ciò che riguarda le vaccinazioni a livello mondiale? 26 sono le dosi che vengono inoculate ai bambini, e si sappia che ogni dose può contenere fino a tre diversi vaccini: lo fate voi il conto?

Vi siete chiesti, come più volte ho sollevato nelle mie recenti inchieste sul tema, come mai la Lorenzin, nel 2014, sia volata negli USA, con l’allora presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco – poi dimessosi a causa di inchieste a suo carico, anche per ciò che riguarda conflitti di interesse con le case farmaceutiche – a prendere lo scettro di “nazione capofila per le strategie vaccinali nel mondo”? No? Proviamo a ragionare.

L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, pur avendo strategicamente sede a Ginevra, altro non è che una delle “agenzie speciali” dell’ONU, all’interno della quale, notoriamente, sono gli USA a dettar Legge.

Chiedetevi quindi, come mai la Lorenzin ha preso l’incarico proprio dal governo statunitense, per poi tornare in Italia imponendo – con pugno di ferro e minacce degne del peggior regime autoritario – un decreto a dir poco paradossale.

No, non si tratta solo di denaro e industrie farmaceutiche, anche se solo chi non vuol capire può non comprendere quanto pesi, sulle decisioni sanitarie dei paesi di tutto il mondo, il potere assoluto di queste industrie, che sempre più spesso palesano un interesse verso denaro e potere, rispetto a quello che dovrebbe essere il loro core business apparente: la salute delle persone.

Si: “business apparente”, dal momento che se ci pensate un attimo, per le case farmaceutiche il fine primario non potrà mai essere la salute delle persone, quanto il loro stato di malattia, producendo quelli che vengono chiamati “rimedi alle malattie”, cioè i farmaci.

E se da un lato è indubbio che la farmacologia moderna ha compiuto il miracolo, in special modo con la ricerca effettuata nel secolo scorso, di poter curare malattie prima considerate mortali,  oggi la produzione farmaceutica è sempre più indirizzata verso “rimedi” che non lo sono affatto, considerando che il business appare essere quello dei prodotti da banco, e quello dei vaccini, con una novità in arrivo: il settore degli antibiotici, visto che ultimamente, proprio la Glaxo ha annunciato che investirà parecchio denaro in questo settore.

Un esempio del business dei prodotti da banco, è rappresentato dai rimedi per abbattere il colesterolo. E’ bastato che l’OMS abbattesse strategicamente – come accade ogni tanto – i livelli massimi di colesterolo, per assistere alla diffusione di un incredibile numero di prodotti da banco “contro il colesterolo”…

Tornando al viaggio negli USA della Lorenzi, e all’immediata realizzazione del decreto che rende obbligatoria una batteria di vaccini a minori da 0 a 16 anni: chiedetevi anche la ragione per cui, nel set gratuito di vaccini, continui a comparire il vaccino antitetanica – che da sempre si inocula dopo un’eventualità di aver contratto la malattia – e perché invece, dopo aver esasperato i creduloni italiani con una potente campagna del terrore, che ha convinto molti che vi fosse in atto un’epidemia di meningite, sia bastato un emendamento per togliere i due vaccini contro la meningite dall’obbligatorietà.

E l‘epidemia? E l’altissimo rischio che tutti corriamo di crepare con la meningite? E’ andata a farsi benedire, insieme alla correttezza di chi sta usando la politica solo ed esclusivamente per diffondere i vari poteri, più o meno occulti, di un sistema politico internazionale che alla gente comune, ma pensante, appare impazzito.

No, niente pazzia, ma qualcosa di strano – ammetto anche io – sta accadendo, e vi spiego perché.

Nel 2011, quindi ben 7 anni fa, il The National Institutes of Healths – Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli USA – pubblica sul suo sito istituzionale, un documento che non pone alcun tipo di dubbio sulla diatriba, sempre in corso, relativa alla maggior incidenza di mortalità derivante dalle vaccinazioni.

Il documento non lascia alcun tipo di dubbio, e recita:

(Potete visionare la pagina originale a questo link: Infant mortality rates)

Che tradotto significa:

Il tasso di mortalità infantile (IMR) è uno degli indicatori più importanti del benessere socio-economico e delle condizioni di salute pubblica di un paese. Il programma di vaccinazione infantile negli USA specifica 26 dosi di vaccino per i bambini di età inferiore a 1 anno - il più alto al mondo - ma ben 33 nazioni hanno un IMR più basso.

Utilizzando la regressione lineare, sono stati esaminati i programmi di immunizzazione di queste 34 nazioni ed è stato trovato un coefficiente di correlazione di r = 0,70 (p <0,0001) tra IMR e il numero di dosi vaccinali regolarmente somministrate ai neonati.

Le nazioni sono state raggruppate in cinque diverse gamme di dosaggio vaccinale: 12-14, 15-17, 18-20, 21-23 e 24-26. Sono quindi stati calcolati i valori medi di IMR di tutte le nazioni all'interno di ciascun gruppo.

L'analisi della regressione lineare delle IMR ha mostrato un'alta correlazione statisticamente significativa tra il numero crescente di dosi vaccinali e l'aumento dei tassi di mortalità infantile, con r = 0.992 (p = 0.0009).

Utilizzando il test di Tukey-Kramer, differenze statisticamente significative nelle IMR medie sono state trovate tra le nazioni che danno 12-14 dosi di vaccino e quelle che danno 21-23 e 24-26 dosi.

È essenziale un controllo più stretto delle correlazioni tra dosi vaccinali, tossicità biochimica o sinergica e IMR.

Ritengo che non vi sia molto da argomentare oltre su uno studio di questo genere, considerando anche che proviene proprio dagli USA, i massimi sostenitori dell’obbligo vaccinale.

Inoltre, è bene anche riflettere sul periodo storico in cui tutto ciò sta avvenendo, quando si stanno stringendo accordi internazionali come il Ceta, il TTIP e il TISA, che vengono comunemente chiamati “accordi commerciali di libero scambio”, ma che in realtà hanno un significato ben diverso, considerando ad esempio che, proprio nel settore farmaceutico, la ratifica di questi trattati rende possibile, anche nelle nazioni europee, che garantiscono che un farmaco venga commercializzato solo DOPO che sia stata dimostrata l’evidenza scientifica dell’effetto benefico contro la malattia, che se arriva nel nostro mercato un farmaco statunitense, esso non debba essere sottoposto alle stesse verifiche europee, e si sappia che negli USA funziona al contrario: un farmaco viene immesso sul mercato, e solo se il suo utilizzo genera sciagure agli esseri umani, può semmai essere ritirato dal commercio.

Inoltre, ricordo a tutti come i vaccini siano considerati non tanto farmaci, quanto elementi farmaceutici preventivi di alcune malattie, e di conseguenza, non esistono normative che impongano di effettuare i controlli di routine, gli studi scientifici sugli esseri umani, prima di essere commercializzati: gli studi si compiono direttamente sugli esseri umani dopo la commercializzazione, come spiegano chiaramente anche sui bugiardini.

Ecco quindi, che in un marasma assurdo di accordi, convenienze economiche che comandano sulla politica e sulla libertà e i diritti delle popolazioni, non si può non cadere dalla sedia, leggendo il documento diffuso dal National Institute of Healt.

Dove si vuole andare a parare? Per quale motivo è così urgente per la maggiore potenza mondiale di diffondere l’epidemia del vaccino, considerando che i rischi sono scientificamente assodati, che i metodi utilizzati per imporre le vaccinazioni a tappeto palesano altre urgenze rispetto a quella della salute pubblica e che sono tutti molto coesi nell’utilizzare ogni metodo, prevalentemente illecito, pur di giungere all’obiettivo finale, cioè la massificazione vaccinale mondiale…

Alcuni sospettano che vi sia un vero progetto di genocidio mondiale in atto: siamo troppi, la situazione ambientale è fuori controllo, hanno trovato un metodo per accoppare un bel po’ di gente, soprattutto bambini.

Altri pensano vi siano solo i soliti interessi miliardari in gioco, ma allora appare almeno bizzarro che un’azienda come la Glaxo, massima produttrice mondiale di vaccini, decida quasi di ritirarsi dal settore principale, dedicandosi prioritariamente alla realizzazione di antibiotici…

Personalmente, potrei fare una miscellanea delle due considerazioni, eppure credo vi siano altre motivazioni, che ancora oggi non riesco a comprendere pienamente. Certamente, con un progetto del genere, da portare avanti a livello mondiale e con questo tipo di imposizione che sa più di dittatura che di amministrazione saggia ed equilibrata della vita collettiva, mi viene da pensare anche a un sistema per diffondere nel mondo un nuovo tipo di dittatura ambigua, terribile e impositrice, ma mascherata da democrazia votata al benessere mondiale.

La peggiore mai esistita prima, e se nel percorso perderemo qualche milione di individui, diranno che è stato un caso, che ci sono stati errori umani – come quando la Glaxo sversò 45 litri di virus attivo della Polio nelle acque di un fiume belga, o che le morti fanno parte delle statistiche, e chi se ne frega se la gente muore: lo chiamano “progresso scientifico” e anche “modernità”.

Concludo con un’informazione che circola poco e niente: la Svezia ha deciso contro l’obbligatorietà vaccinale. I motivi? Il governo svedese trova del tutto incostituzionale questa obbligatorietà. Poi, ognuno la pensi come meglio crede, ma se nemmeno di fronte alle evidenze, ai documenti, agli scandali e a tutto il resto, ad alcuni sorge almeno un piccolo dubbio, che corra a vaccinare i propri figli e se stesso: la libertà, ad ogni costo.  Anche quando deriva da un obbligo che di libero non ha proprio nulla.

Nel frattempo, in tutta Italia, si moltiplicano le manifestazioni organizzate da cittadini che no, non ci stanno a calare la testa in maniera passiva, e anche Ferdinando Imposimato, Presidente onorario della Corte di Cassazione, invita i genitori alla ribellione civile, consigliando loro di non sottomettersi alle imposizioni del decreto Lorenzin.

Questa vicenda, può essere la miccia di una ritrovata capacità critica collettiva, e di un rinnovato impulso a quella opinione pubblica che, da anni, appare profondamente assopita. Vedremo chi l'avrà vinta...

©Tutti i diritti riservati. La diffusione è concessa esclusivamente indicando chiaramente il nome dell'autore e il link che riporta a questa pagina


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