Sei nella sezione Il Direttore   -> Categoria:  Editoriali  
Governo italiano: nuovi aumenti i.v.a. e abbattimento dei consumi. Fermiamoli...

Governo italiano: nuovi aumenti i.v.a. e abbattimento dei consumi. Fermiamoli...
Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 11/03/2017 13:01:20

Non sono un’economista, ma 2+2 so che fa 4. Ciò che sta per accadere, per ciò che riguarda un ulteriore aumento dell’i.v.a. è davvero paradossale.

Sappiamo tutti come l’Italia, sia la nazione europea con la più alta pressione fiscale in Europa. Sappiamo anche, che il debito pubblico nazionale, lievita di secondo in secondo, e – collateralmente – lievitano anche gli interessi, incredibili, che noi cittadini siamo chiamati a pagare, senza però aver mai ben chiaro cosa lo alimenti.

Sapete ad esempio, che per “debito pubblico” s’intendono i debiti che lo Stato contrae anche nel settore privato, in cui rientrano le famiglie, oltre a banche di credito ordinario e imprese? E cosa fa lo Stato, per abbattere il debito pubblico, che – sostanzialmente – significa che, le spese sostenute dallo Stato sono di gran lunga maggiori delle enormi entrate? Genera titoli di Stato, che immette sui mercati finanziari e che vengono acquistati, anche e in gran parte, dai cittadini.

Che ci pagheranno sopra, notevoli interessi a fronte di percentuali a credito risibili. Sono poi gli stessi cittadini, che sono già creditori dello Stato, e che pagano invece di avere indietro il proprio credito (debito pubblico) e che, addirittura, acquistano poi i titoli emessi dallo Stato per compensare il debito pubblico!

Paghiamo sempre noi, più di una volta, ciò che la politica sperpera a nostro danno.

Inoltre, nell’onnipresente debito pubblico, confluiscono anche le perdine di imprese varie ed eventuali, fallite per mala gestione, e il cui effetto ricade – ancora una volta – sulle spalle dei cittadini.

In questi ultimi anni, si parla spesso di “spending review”, di quella che dovrebbe essere una revisione della spesa pubblica che, coerentemente, dovrebbe essere tagliata. Nulla di tutto questo è mai stato fatto. Di governo in governo, si rimpallano il tema della spending review, promettendo che, “prima o poi”,  qualcosa di sostanziale verrà fatto.

Nel frattempo, in special modo dall’avvento di Renzi al governo, per far vedere ai cittadini che qualcosa veniva fatto davvero a loro vantaggio – vedi i miseri 80 euro ai lavoratori, e non tutti, o i “bonus” per i 18enni o i docenti – sono state chieste parecchie deroghe a Bruxelles, per far si che, il famoso “pareggio di bilancio” tra deficit e PIL venisse spostato un po’ più in là nel tempo.

Ovviamente, in una situazione economica così critica, con un debito pubblico di oltre 2.500 miliardi di euro – detenuti in buona parte sotto forma di azioni di vario genere da investitori esteri – che ci fa salire al secondo posto, su scala mondiale, per il rapporto tra deficit e PIL, con gli interessi che salgono anche di circa 14 miliardi di euro in un solo mese, da Bruxelles continuano a lanciare moniti: una tra tutti, la richiesta all’Italia di abbattere le imposte dirette, magari aumentando un poco quelle indirette.

Cosa significa in termini semplici: che Bruxelles ritiene, in qualche modo giustamente, che la pressione fiscale calcolata sugli stipendi e alle imprese, deve calare, a svantaggio semmai, delle imposte indirette, quelle che paghiamo ad esempio, quando acquistiamo un qualsiasi articolo o servizio.

Ma questo tipo di “soluzione” non lo è nella realtà dei fatti.

E il motivo è semplice: se è pur vero che, abbattere, oltretutto di poco, la pressione fiscale sugli stipendi dei lavoratori con contratto stabile, farebbe guadagnare qualche spicciolo in più alle famiglie, ciò non accadrebbe al resto delle categorie di cittadini, come ad esempio pensionati o lavoratori autonomi o, ancor peggio, a chi un lavoro non ce l’ha. Inoltre, se da un lato una categoria di lavoratori andrebbero a percepire qualcosa in più in busta paga, poi - al momento di pensare ai consumi - gli stessi lavoratori, andrebbero comunque a consumare meno, visti gli aumenti delle merci operate dall'aumento dell'i.v.a.: è infernale tutto questo.

Di fatto, la minor pressione fiscale sui lavoratori, ricadrebbe sulle categorie più deboli, e quindi, non rappresenta affatto un miglioramento della condizione economica delle famiglie italiane.

Tornando al tema principale: quando – tra il 2011 e il 2013 – il governo approvò misure economiche che aumentarono l’i.v.a., gli effetti di queste misure, si rivelarono disastrose per i consumi, che calarono vertiginosamente.

Oggi, qualora il governo opererà un nuovo ritocco al rialzo dell’i.v.a., calcoli alla mano, realizzati ad esempio da Confesercentirischiamo di perdere oltre 8 miliardi di euro in consumi. Una vera assurdità.

Da un lato, si fa pensare a una fascia di cittadini – i lavoratori, che vedrebbero abbattere l’Irpef calcolata sulle buste paga – ma, anche gli stessi lavoratori, si vedrebbero comunque costretti a limitare i consumi, in considerazione del rialzo dei prezzi.

A questo punto però, sarebbe sano e coerente che, l’intera popolazione iniziasse almeno a tentare di ragionare, e di conseguenza, ad agire: possiamo davvero continuare a sopportare una situazione simile? Davvero siamo tanto ricchi da poter continuare a vivere in una nazione il cui Stato spende molto più di quanto percepisce, facendo regolarmente pagare i propri sprechi alla popolazione e negando qualsiasi forma di sostegno in quanto a Sanità, sicurezza, buona amministrazione e tutto il resto?

Non otteniamo nulla a fronte delle tasse che versiamo. Non facciamo che lavorare – nella migliore delle ipotesi – per versare circa sei mesi del nostro lavoro, ogni anno, allo Stato, che poi ci leva il resto di quanto guadagniamo attraverso le imposte indirette o attraverso un sistema di recupero del credito che spesso, ci fa pagare ciò che non dobbiamo.

Insomma, andiamo: possibile mai che non siate interessati a fare qualcosa contro tutto questo? Non è complottismo, non è qualcosa di vacuo: è la realtà dei fatti, e questa realtà, va avanti da anni e non accenna a cambiare.

Non siete stanchi di pagare un potere che non produce benessere, ma che - anzi - si autoalimenta sulle nostre spalle e ci nega qualsiasi tipodi diritto civile e costituzionale?

E’ sempre il momento buono, per fare qualcosa. E se andremo avanti sperando che, facendo finta che vada tutto bene, tutto andrà bene, c’è qualcosa di perverso, nel cervello umano.

Ma che fare, direte voi? Una cosa, ad esempio: unirci, in gran numero, tra connazionali. Unirci per dialogare con le istituzioni, e non per creare sterili, inutili e dannose manifestazioni di piazza, che – come sappiamo – non sortiscono alcun tipo di effetto.

Siamo tanti, abbiamo ragione, possiamo appellarci alla Commissione Europea, possiamo chiedere di far valere la Costituzione Italiana. Possiamo fare molto, e sarebbe un peccato e un danno, non farlo.

Se siete – come me – dell’avviso che tutto ciò è fattibile, scrivetemi: a volte, è da una riflessione, che scaturiscono le soluzioni.

emilia.ursoanfuso@gliscomunicati.com

 

©Tutti i diritti riservati. La diffusione è concessa esclusivamente indicando chiaramente il nome dell'autore e il link che riporta a questa pagina.


L'articolo ha ricevuto 1264 visualizzazioni


Cosa ne pensi?
Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.
Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui



aaaa

Per commentare l'articolo occorre essere loggati e rispettare la netiquette del sito.


Se sei registrato effettua il login dal box qui a sinistra.

Se ancora non sei registrato fallo cliccando qui
I commenti:

Commento 1)
La redazione ed il direttore hanno piacere di rispondere ai commenti dei nostri lettori. Facci sapere cosa ne pensi dell'articolo. La tua opinione è per noi importante.

Commento di: emilia.urso Ip:83.73.103.204 Voto: 7 Data 26/03/2017 13:22:12

Sei iscritto su Facebook, Twitter o G+?
Commenta e condividi l'articolo direttamente.

Login
Inserisci il tuo username e la tua password per loggarti.

Username:


Password:

Remember me:

Non sei ancora iscritto?
Diventa subito uno sComunicato!

Dimenticata la password?
Clicca qui

 
Iscrizione newsletter
Inserisci il tuo indirizzo email

Vuoi cancellarti?
Clicca qui
 
 
Search
Ricerca articolo
Ricerca
Dove
Da data
A Data:
Tipo ricerca:
Almeno una parola

Tutte le parole
 
 
Petizioni
Facciamo sentire la nostra voce
Dimettiamoci dalla carica di Cittadini Italiani

Cos'è uno Stato senza i cittadini? Nulla. Cosa sono i cittadini senza lo Stato? La risposta la conosciamo tutti, perchè lo Stato italiano palesemente, sta lasciando alla deriva la motivazione fondamentale della sua stessa esistenz



Data:10/08/2013
Categoria:Politica e Governo
Obbiettivo:50000 firme

LUDOPATIA: denunciamo lo Stato!

Oggi, dopo le sconcertanti reazioni di molti cittadini ai danni della dipendenza da gioco CREATA DALLO STATO e' giunto il momento di MUOVERSI: lo Stato ora deve PAGARE i danni che ha generato in milioni di famiglie.



Data:26/07/2013
Categoria:Politica e Governo
Obbiettivo:50000 firme

 
Correlati in Editoriali

Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 24/03/2017 17:04:11
 Alimentare paura e insicurezza: le grandi manovre a Roma

5.000 uomini saranno dislocati nella cosiddetta “Blue zone”, l’area del centro di Roma che comprende piazza Venezia, Ara Coeli, piazza San Marco e Fori Imperiali, su cui non sarà permesso agli aerei di transitare. Blocco al transito di automobili e pedoni; chiusura di tre stazioni della metro; linee bus deviate e divieto del trasporto merci. Vi sembra normale, per una giornata che sì, per carità, a livello europeo ha un discreto valore, ma che a livello di sicurezza era meglio evitare?

Leggi l'articolo

Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 20/03/2017 07:19:55
Politica e trasparenza del malaffare

Cosa può esistere di più grave dell’occultamento del malaffare in politica? Il suo esatto opposto: palesare qualsiasi azione contraria a un corretto uso della propria posizione politica.

Leggi l'articolo

Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 17/03/2017 16:39:16
Italia: non e' normale accettare ancora questo sistema politico

Scoppiano scandali ogni giorno, e ogni giorno scoprite – grazie a noi giornalisti, così infangati tutti oltretutto, anche a causa di Grillo e i suoi sostenitori – che ogni politico ha scheletri in tutti gli armadi, e ossa in ogni cassetto, eppure… eppure continuate a pensare che, potrete “scegliere votando”, senza esservi accorti che non avete più alcun diritto di voto, dal momento che sono i partiti a decidere chi va su e chi va giù.

Leggi l'articolo

Autore: Editoriale del Direttore - Emilia Urso Anfuso
Data: 11/03/2017 13:01:20
Governo italiano: nuovi aumenti i.v.a. e abbattimento dei consumi. Fermiamoli...

Sapete ad esempio, che per “debito pubblico” s’intendono i debiti che lo Stato contrae anche nel settore privato, in cui rientrano le famiglie? E cosa fa lo Stato, per abbattere il debito pubblico, che – sostanzialmente – significa che, le spese sostenute dallo Stato sono di gran lunga maggiori delle enormi entrate?

Leggi l'articolo
GERENZA: Gli Scomunicati - L'informazione per chi non ha paura e chi ne ha troppa - Plurisettimanale nazionale - Reg. Tribunale di Roma N° 3 del 21 Gennaio 2014
Testata ideata e diretta da Emilia Urso Anfuso. Note legali.  Per informazioni commerciali e per entrare in contatto con la redazione potete chiamare lo 06 92938726 (Tel. e Fax)